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My friend

Lasciando l’Italia è ovvio che abbia dovuto lasciare anche qualche amicizia, ed ero anche cosciente che probabilmente avrei conosciuto gente nuova con la quale avrei stretto qualche legame. Con i colleghi ho avuto da subito un rapporto puramente professionale, e essendo una persona abbastanza riservata non ho condiviso molti dettagli della mia vita con loro. In certi momenti mi sentivo solo è ovvio no? Poi ho conosciuto Garry. Lavorava con me poi ha cambiato ma siamo rimasti in contatto. E’ una persona dalla risata contagiosa, generoso, onesto e sensibile. Ha avuto anche una grande sfiga purtroppo, suo figlio è nato con una malformazione al cervello e non può parlare, gli avevano detto pure che non avrebbe mai camminato, ma papà Garry gli ha insegnato e incredibilmente adesso il piccoletto scorrazza senza problemi. In culo a chi diceva che non si poteva fare! Stasera io e Garry abbiamo parlato e riso tanto, poi, quando sono tornato a casa mi è arrivato un messaggio… mi ha scritto che crede di avere il cancro al colon. Ho subito chiesto come fa a esserne certo e mi ha detto che ha tutti i sintomi e che li conosce bene perché sua madre è morta proprio a causa di questo male. Lunedì farà le analisi. Non ha avuto il coraggio di dirmelo di persona, mi ha mandato un sms, e poi un altro e un altro ancora… doveva sfogarsi… gli ho detto di non preoccuparsi finchè non ne abbiamo la certezza, ma se dovesse essere combatteremo insieme… Non ci voleva, questa proprio non ci voleva…

Una promessa

Sembra proprio che la primavera stia arrivando, c’è un bel sole fuori, giornata perfetta per andare a farsi una passeggiata sul mare o in campagna… averci tempo… Comunque tutto fuori sembra idilliaco, uccellini che cinguettano, cielo terso e brezza fresca, una giornata come non se ne vedevano da mesi e mesi. Quindi ci starebbe benissimo un post positivo e ottimista, scritto appositamente per dare la carica, per risollevare gli animi e regalare sorrisi a diciottomila denti! E invece no. Il corvo non si smentisce e spoetizza senza batter ciglio anche in un giorno come questo. E qualcuno si chiederà “quale altra sfiga ci racconterà questo corvaccio oggi?”, nessuna, o meglio, nessuna nuova sfiga, ho ancora quelle vecchie che mi fanno compagnia. Ho perso recentemente una persona cara e chi è rimasto, dopo un brevissimo periodo di silenzio, ha ricominciato a sputare veleno, che dovrei fare? Potrei optare per un blitz con clistere al peperoncino! Oppure comprare un tir di fialette puzzolenti e bombardargli la casa! Potrei, ma non lo farò. Purtroppo ho fatto una promessa e dovrò mantenerla, quindi l’unica arma che mi rimane è l’indifferenza, sorvolare sarà il mio compito, e chi meglio di un pennuto come me può farlo. Dovrò lasciare che tutto mi scorra addosso senza lasciare traccia, riuscire a nascondere le smorfie del viso quando alcune parole verranno pronunciate e sentirò il forte impulso di rispondere a tono. Credo che dovrò inventarmi una specie di mantra interno da ripetermi, che riesca a infondermi calma e quiete. Tanta quiete… Camionate di quiete… Non so perché ho promesso questa cosa, o meglio so il perché ma mi chiedo quanto sia giusto mantenerla, il senso di ingiustizia che mi pervade ogni volta che qualcuno rigurgita cattiverie gratuite sulla persona che ho perso è potente, non so quanto riuscirò ancora a tenerlo a bada. Poi penso che se dovessi sbottare farei danno, e penso anche che sarebbe un danno ingente, e allo stesso tempo giusto. In definitiva sono bloccato, mantenere la parola data e lasciare che l’ingiustizia spadroneggi o prendere un bel respiro e dare una bella lezione a chi se la merita davvero? Non mi piace tradire le promesse, non lo faccio mai, ma in questo caso mi risulta davvero difficoltoso frenarmi, credo che in un certo senso mi provochi dolore. Eri una persona buona, davvero buona, come non se ne trovano, e sentire parlare di te in quel modo mi dilania. Cerco di resistere ma forse ti ho promesso troppo…

Inevitabile

Faccia a faccia, stavolta non ho abbassato lo sguardo, anzi, ti ho anche detto che in quel modo non potrai più rivolgerti a me, non te lo permetterò. I muscoli tesi, lo sguardo fisso, vuoi la sfida? Eccotela. Ingiurie, e poi basta. Via di lì. Adesso è successo, prima o poi sarebbe capitato, soltanto non sapevo che sarebbe successo oggi. E sto male, si, non sono fiero di come sono andate le cose. In passato avevo provato a dire qualcosa, avevo provato ad avvertire, ma quando non hai carattere nel dirle le cose, finisce che le tue parole cadono dalla bocca, rotolano per le scale, e aperta la porta salutano e se ne vanno via. E magari non stai neanche dicendo cazzate, ma tant’è… Ora me ne sto qui, fisso lo schermo, diventa difficile distrarsi, il cervello torna sempre li, eppure, in questa vasca di rammarico e tristezza, un uomo, per la prima volta nella sua vita, ha alzato la testa, ha detto basta e non si è piegato. E in quell’angolo del cuore, dove c’era sempre stata burrasca e tempesta, stasera, per la prima volta, c’è mare calmo e brezza fresca…

PS: Ho bisogno di un po di Skin…

 

Calci nei coglioni

Oggi si parla di calci nei coglioni, visto com’è andata oggi in parlamento mi sembra un argomento più che giusto e attuale. I calci nei coglioni oggi li dovevamo dare e invece come sempre li abbiamo presi, al solito la fiducia è stata concessa e questo meraviglioso e fantasmagorico governo del FARE (fare cosa non si è ancora capito…) continuerà la sua missione (chissà quale sarà? Ma credo che di calci nei coglioni si tratti anche questa volta, e ho un piccolissimo presentimento su chi dovrà riceverli…). Va bè lasciamo perdere altrimenti rischio di avvelenarmi il sangue anche oggi e sinceramente preferirei prendermi a scudisciate da solo che mettermi a ragionare di nuovo di politica. Si parla di calci nei coglioni perchè camminando per strada oggi ho visto una scena da nove, ma anche nove e mezzo direi, praticamente una ragazzina con scatto fulmineo ha piazzato, con un invidiabile nonchalance, una ginocchiata nel sacchettino scrotale del suo amico (presumo). Lui ovviamente si è piegato in due come una graziella (la bici intendo, anche perchè spero che ormai non ci sia più nessuno che si chiami graziella…), dal colorito rosso porpora delle guance ho dedotto che fosse stato colpito con notevole precisione, il colorito mi ha fatto capire anche che il ragazzo si trovava in piena apnea. In tutto questo la signorina se la rideva allegramente, tentava tra le risate di chiedere scusa a quel povero cristo che nel frattempo aveva iniziato a contorcersi come un’ anguilla sull’asfalto. Dopo dieci minuti buoni il ragazzo riprende l’uso della parola e fa: “Non ti preoccupare, adesso è passato…”

O.o

Che cosa?

E basta?

Cioè la perdoni così, senza neanche una denuncia, o che so almeno una lettera di minacce, una testa di cavallo insanguinata appena sveglia, almeno le ruote della macchina poteva forargliele… Ragazze, voi dovete capire una cosa una volta per tutte, dal momento che in passato è capitato anche a me, dovete capire che quelle due sferette la sotto oltre che essere preziose (infatti vengono dette anche “gioielli di famiglia”) sono la cosa più dolorosa che esiste se colpite anche con poca forza, quindi sarebbe bello da parte vostra smettere di scherzarci manescamente. Voglio descrivervi cosa prova un uomo quando viene colpito li, di modo che, in futuro, possiate ricordarvi di questo post e magari in un lampo di generosità e bontà d’animo desistiate dal recarci un così grave danno. Se l’uomo ha l’enorme sfiga di accorgersi che qualcuno o qualcosa sta per colpirlo li inizia a sentire dolore ancora prima dell’impatto, non sto scherzando, provate a fare la finta di colpire a un qualsiasi individuo e poi chiedetegli di spiegarvi cos’ha sentito fisicamente, come minimo vi dirà che ha provato fastidio, perchè la paura fa si che il corpo e soprattutto i muscoli situati dall’ombelico in giù si contraggano improvvisamente per assorbire l’urto e questo vi giuro che provoca dolore anche li. Se poi questo disgraziato viene davvero colpito il dolore si divide in due parti, quello alle sfere e quello agli addominali bassi, si avete letto bene, non ho idea del perchè ma dopo una legnata nelle sfere mi ha sempre fatto male la pancia bassa, e non solo a me, tanti altri amici me l’hanno confermato, alcuni asseriscono che quello alla pancia sia addirittura più intenso di quello ai globi. Il dolore è costante nel tempo e lancinante, toglie il respiro, è come se venisse premuto il tasto off, se vieni colpito bene sei fuori combattimento per almeno un quarto d’ora, poi, dopo, inizi a riprenderti ma piano, ci vuole ancora un po di tempo per riacquistare l’uso della parola e del movimento, solo dopo circa una trentina di minuti puoi dire di essere tornato alla normalità. E se ci pensate, mezzora con un dolore di quel genere è un’eternità, potrei dire, avendolo provato, che il dolore è simile a quello che si prova quando un dottore deve rimetterti a posto una frattura scomposta senza anestesia. In definitiva signorine che state leggendo, non potreste nutrire per quelle due sferette la stessa passione che noi maschietti nutriamo per i vostri air bag? Dai un po di parcondicio no? E se proprio non potete almeno non prendetecele a calci.