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e via andare…

Dando un’occhiatina al panorama politico europeo si nota una certa flessione verso i partiti anti-euro, nascono dappertutto e in alcuni paesi addirittura vincono! In Italia? Macchè, se dici di essere anti-euro ti discriminano immediatamente, “ma che dici” “sei un pazzo”… Ma scusate eh, ora, io non sono un esperto in materia ma come ci siamo entrati penso che ci si possa riuscire, poi se una miriade di economisti dicono che l’Euro ci ha impoveriti, e credo sia palese, un motivo ci sarà. No, in Italia se parli di sovranità monetaria ti guardano storto, se nomini MES e Fiscal Compact su dieci otto non sanno neanche cos’è… Ma farsi due domandine no? Vabbè lasciamo perdere stasera non è serata… pensandoci bene nemmeno ieri sera era serata… Mi sto deprimendo? Sto entrando in quello che Pieraccioni chiama imbuto cosmico dal quale non ci si leva più i piedi? Penso di si, ma tanto mi passa facilmente, domattina si riparte per un’altra giornatina piena e non si ha il tempo di deprimersi, quindi ci penso stasera, melodia giusta giusta da buco in vena, libro tristissimo e scioccante sugli eventi della Diaz a Genova consigliato da un blog che prima o poi mi ricorderò qual è, bicchierone d’acqua perché la birra stasera non la tollero e via andare… L’incubo notturno è praticamente certo…

Il resto… è culo

Ho dato un’occhiata in giro e devo dire che le cose non vanno troppo bene, la famosa ripresa di cui hanno tanto parlato i nostri politici, o non me ne sono accorto ed è già iniziata, ma ne dubito fortemente, o non c’è ancora stata. Un’altra domandina che sarebbe saggio porsi a questo punto è “se per adesso non c’è, ci sarà in futuro?”, bella domanda ma la sfera di cristallo purtroppo non ce l’ho, ho guardato anche su ebay ma niente, sembra una tecnologia ancora da perfezionare… Quindi bisogna correre ai ripari, tagliare i costi superflui, cercare di risparmiare andando a fare la spesa, invece di comprarsi le scarpe da duecento euro al negozio in centro magari andare a qualche mercatino, idem per i vestiti, scegliere un auto a gas invece di una a benzina o diesel, ognuno risparmia come può. Anch’io lo faccio, e devo dire che oltre a risparmiare si riesce a capire molto di più il funzionamento delle cose e dell’economia, del resto per risparmiare sei costretto ad informarti un minimo. E poi oltre al risparmio c’è chi s’inventa qualche secondo lavoro, o anche terzo. Tipo me, per adesso sono due ma presto arriveranno a tre. Ho avuto la fortuna di fare un lavoro che mi permette di organizzarmi autonomamente la giornata, così vista la necessità, ho deciso di infilarci altre attività. Probabilmente tra qualche tempo sarò fagocitato dagli impegni ma tenterò di aggiornare il blog con continuità (so perfettamente che non ce la farò mai, ma tento con l’autoconvinzione… magari funziona…). Quindi gente l’unica cosa che posso dire è che la fine della crisi non si vede all’orizzonte, urge quindi organizzarsi, io ho optato per la diversificazione delle entrate e un serio piano di risparmio, taglio dei costi e informarsi informarsi informarsi. E poi… il resto… è culo.

Post non scritto

Volevo scrivere un post sulla politica… poi ho ascoltato questa. E bravo Cristiano.

Un paio di sgarri

Stasera ho mangiato un po di più, avrei dovuto seguire la dieta ma non ce l’ho fatta, ho sgarrato con carboidrati a cena e biscottini nel dopo cena. Che volete che vi dica, ormai è andata così, però un leggerissimo senso di colpa ce l’ho, quella vocina interiore che ti dice “le tue maniglie dell’amore diventeranno maniglioni antipanico”. Va bè vorrà dire che questa settimana farò qualche chilometro in più quando andrò a correre, pazienza. A parte la breve parentesi sullo sgarro alimentare devo dire che il week end è stato piacevole, non che abbia fatto cose particolari ma diciamo che come per la questione cibo mi sono concesso qualche sgarro, tipo spendere qualche soldino faticosamente guadagnato in abbigliamento. Ieri mattina subito dopo il lavoro mi è venuta voglia di fare un giro per negozi (cosa tra l’altro stranissima perché non è che sia un grande amante dello shopping), quindi come sempre ho inforcato la bici e piano piano mi sono passato in rassegna tutte le vetrine. Inutile dire che per me passare in rassegna una vetrina vuol dire darci uno sguardo che non supera mai i 15/20 secondi. Poi all’improvviso mi sono ricordato di un negozietto un po alternativo in cui andavo diversi anni fa, e sono andato a ricercarlo. Incredibilmente era ancora la, sopravvissuto alla crisi che ha mietuto negozi di abbigliamento a decine. Entro e mi accoglie il proprietario, un ragazzo che ha qualche anno più di me, non so se questo ragazzo sia dotato di una memoria da elefante o se semplicemente gli è scoppiato un embolo in quell’istante ma straordinariamente mi riconosce e ci mettiamo a parlare del più e del meno. Il negozio ha sempre lo stesso stile, pareti scure e qualche luce colorata che fa molto discoteca, anche lui ha sempre lo stesso stile, orecchino, barba curata, abbigliamento carino ma alternativo. Ovviamente non è un negozio dove comprare vestiti troppo seri, l’abbigliamento che tiene è molto simile a quello che indossa e per l’acquisto che avevo in mente è praticamente perfetto, infatti dopo circa 20 minuti mi sono accattato un paio di magliette molto semplici ma davvero carine. Parlando con lui gli chiedo come ha affrontato la crisi, gli spiego che ho notato che nel circondario ho visto diversi negozi di abbigliamento chiudere e riaprire a intermittenza. Mi dice che anche lui ha sentito la morsa della crisi ma ha tenuto duro, ha abbassato notevolmente i prezzi e ha lavorato sodo. Sono davvero contento che sia ancora aperto, ne ho visti davvero tanti chiudere e anche in questi giorni si sentono voci di chiusura per un paio di negozi storici. Quando penso alla situazione economica del nostro paese non riesco mai a intravedere niente di roseo, spesso penso che è colpa del mio pessimismo cronico ma conti alla mano mi accorgo che non è così, non sono io che sono pessimista, è la situazione che fa realmente schifo.

Turismo bye bye

Stasera mi è capitato dopo mesi di guardare il telegiornale, tranquilli, prometto che non lo farò più, comunque hanno fatto vedere un servizio sulle spiagge italiane in cui si vedevano praticamente solo pensionati, il giornalista faceva domande ai titolari di bar e stabilimenti balneari per sapere come stava andando la situazione vacanze. Le risposte sono state a dir poco tragiche e io che vivo in un posto di mare posso confermarlo pienamente, andando in giro non vedo altro che cartelli con scritto affittasi. Comunque in questo mare di tristezza e di pessimismo ci sono stati anche dei momenti di ilarità, le risposte dei pensionati. Uno in particolare ha risposto che lui la in spiaggia è come se andasse a lavorare, viene pagato per non fare un cazzo otto ore al giorno, e sinceramente un sorriso me l’ha strappato, forse neanche per la battuta, solo per come gli è uscita, si vedeva che gli era venuta dal cuore, probabilmente anche se percepisce la sua bella pensioncina si annoia comunque a morte, bho, mi ha dato questa impressione. La spiaggia era praticamente quasi vuota e la cosa che mi è immediatamente balzata agli occhi è che neanche i turisti stranieri si vedono più. Qualche anno fa in questo periodo venivamo letteralmente invasi da tedeschi e olandesi che venivano a passare qui sulle nostre coste le loro vacanze, e a noi potevano restarci antipatici quanto vogliamo ma a pensarci bene ci portavano diversi soldini, quindi non averli adesso è sicuramente una cosa negativa. Mi ricordo che tempo fa pensavo che anche se gli italiani avessero fatto meno vacanze avremmo comunque avuto nella manica l’asso turisti stranieri, e invece sembra proprio che questa maledetta crisi abbia colpito anche oltralpe, non si vedono più tedeschi ustionati che bevono il cappuccino mentre mangiano la pizza! Ci stiamo giocando anche la carta turismo, o forse ce la siamo già giocata, fatto sta che la crisi è partita nel duemilaotto e adesso siamo nel duemilatredici inoltrato e sinceramente non se ne vede la fine. E meno male che una volta ci raccontavano che entrare in Europa con la moneta unica sarebbe stato un arricchimento…

Ma quale scoop…

C’è una certa soddisfazione nel toccare il divano la domenica pomeriggio e addormentarsi all’istante, chiudere il mondo fuori e sonnecchiare con un leggero sottofondo musicale, sublime, dolce far niente, il problema è che arrivi la domenica sera, anzi notte, e non hai per niente sonno, del resto hai dormito per quasi tutto il pomeriggio. E quindi ti ritrovi la notte e più precisamente alle 2:48 a fissare lo schermo del computer come un deficiente cercando qualcosa da fare per far passare il tempo o per ritrovare un minimo di sonno. Quindi spinto dal fancazzismo più totale navighi in internet alla ricerca di qualcosa di interessante che ti consenta di passare un po di tempo ma ti imbatti in una notizia che ti fa drizzare le antenne (ammesso che un corvo le abbia). La notizia è questa “Senatori e onorevoli a libro paga delle lobbies”, in altri siti d’informazione viene addirittura considerato uno scoop, in altri viene proposta come una notizia scandalosa. Ora, io non voglio certo fare quello che deve per forza andare in controtendenza ma che cavolo di scoop sarebbe questo? Cioè, che le multinazionali facessero pressione ai governi di tutto il mondo pensavo e speravo che fosse cosa, ormai, di pubblico dominio. In passato abbiamo avuto numerosissimi esempi che secondo il mio modesto avviso erano a dir poco eclatanti, uno che mi viene in mente e che ci ha riguardati tutti da vicino è stato il vaccino dell’influenza, qualche anno fa i media ci hanno terrorizzati per mesi con l’arrivo dell’influenza che avrebbe dovuto decimare la popolazione mondiale, ci hanno detto però di stare tranquilli che il magico mondo della farmaceutica aveva già trovato “l’antidoto” e cioè un vaccino che ci avrebbe salvati tutti. La storia è finita che la maggior parte delle persone ha ignorato il terrorismo mediatico e non si è vaccinata e cos’è successo? Sono morti tutti? Sono morti tanti? Sono morti alcuni? No, non è morto quasi nessuno, e i pochi che sono morti erano già in condizioni critiche per altri motivi. Quindi mi viene da chiedere, sono l’unico che dietro a tutta questa bella storiella c’ha visto interessi economici e spinte sui governi da parte delle lobbies farmaceutiche? Eh si perché di vaccini abbiamo speso diversi miliarducci, e i vaccini adesso stanno marcendo in chissà quali scantinati o capannoni. Altro esempio eclatante è quello della Monsanto, e chi non la conosce farebbe bene a informarsi un minimo di cosa succede nel mondo, questa multinazionale di biotecnologie agrarie ha monopolizzato l’alimentazione americana e vorrebbe fare lo stesso nel resto del mondo. E’ riuscita a mettere fuori legge un processo naturale come il ripiantare dei semi per ricavarne un raccolto. Mi spiego meglio, se io ho un campo compro i semi, li pianto e ricavo un raccolto, e fin qui tutto bene, se dalle piante che ho coltivato ricavo anche dei semi non posso, per legge, ripiantarli, lo hanno fatto diventare un reato, devo quindi ritornare al mio bel negozio a comprarne di nuovi. Anche in questo caso sono l’unico che ci vede degli interessi economici e delle pressioni a livello governativo? Comunque non serve fare chissà quale lavoro di spionaggio per sapere di tali nefandezze, del resto anche il presidente degli stati uniti d’america ha ammesso poco tempo fa che esistono vere e proprie pressioni da parte di lobbies e multinazionali su qualsiasi settore economico e sulla regolamentazione degli stessi, quindi non vedo proprio dove stia la notizia bomba. Va bè, facciamo finta di essere stupiti da questo scooppone…

PS: per colpa di (al_nick_ci_penserò!) che ha postato e continua a postare video dei Litfiba mi è venuta la Litfibite e sono costretto a postarne uno anch’io. E ieri mi sono ritrovato a suonarne pure una, occhio che il contagio è rapido e implacabile…

Mezzuomo

Il pomeriggio è abbastanza caldo e io sto scrivendo al computer roba di lavoro, tra il rumore delle mie dita che picchiettano sui tasti ne sento un altro, è quello della porta che si apre, dietro di lei un ragazzo che conosco, collaboriamo insieme a volte, quindi lo saluto come sempre e anche lui gentilissimo ricambia, però c’è qualcosa nel suo viso che non mi torna, appena varca la soglia per intero metto a fuoco e capisco immediatamente di cosa si tratta. E’ letteralmente la metà di quanto era qualche mese fa. All’inizio faccio finta di niente e lui comincia subito a parlarmi di lavoro quindi per il momento decido di assecondarlo ma la mia mente stenta a dare ascolto alle sue parole, è rimasta sbigottita dalla figura esile di questo ragazzo, anche perché qualche mese prima era vistosamente più rotondo. Finita la conversazione prettamente lavorativa non posso fare a meno di chiedergli come ha fatto a dimagrire così tanto in così poco tempo, e adesso forse me ne pento un po. Mi racconta che le cose per la sua ditta non stanno andando affatto bene, negli ultimi mesi ha dovuto licenziare 2 o 3 persone che lavoravano con lui da una vita, mi racconta che non fa altro da mattina a sera che cercare lavoretti a destra e a manca, mi racconta che spesso non li trova e che quando li trova invece sovente non viene pagato, quindi mi spiega che questa situazione non gli permette di avere un minimo di stabilità economica. Mentre parla osservo il suo volto e mi accorgo che non solo è molto dimagrito ma anche il sorriso se n’è andato via, la giovialità e il buon umore che lo contraddistinguevano puf! Spariti. Per far spazio a due occhi che mi raccontano avviliti le vicissitudini quotidiane di un uomo disperato che avrebbe tutta la volontà e la voglia di fare e fare bene, perché tra l’altro è anche molto bravo nel suo lavoro, ma la situazione di questo paese l’ha testualmente tagliato fuori da una vaga idea di tranquillità economica per se e per la sua famiglia. 20 sono i chili che ha perso di carne umana e se si potessero pesare chissà quanti quelli di felicità e serenità. Me l’ha confessato, quando si trova davanti il piatto non sente più la fame, mangia perché sa che deve farlo. Alla fine della conversazione mi saluta, mi dice che riparte alla ricerca di lavoretti e accenna un sorriso, ma non è il suo, è evidente che si è sforzato da morire per sorridermi e io… io credo di essere rimasto a bocca aperta davanti a quella smorfia innaturale, non sono riuscito a ricambiare, la mia empatia mi ha bloccato, mi sono immedesimato in lui e davvero, non c’era un cazzo da ridere!

Lite al negozio

Oggi ho assistito a una scena agghiacciante. Voglio condividerla con voi perché ci riguarda tutti, tutti in quanto facenti parte del popolo italiano. Stamattina mi sono accorto di aver finito il tè (ma come si scrive? The? Te? Tè? Bho…) quindi mentre sbrigavo le solite faccende di lavoro in giro per vari uffici mi cade l’occhio su un negozino Bio quindi opto per cercare li dentro, magari trovo qualcosa che mi piace. Dentro al negozino a parte me ci sono la commessa e due clienti, una signora italiana e una signora visibilmente tedesca, dico visibilmente perché sono riconoscibilissimi sia nel modo di vestire sia per i caratteri somatici evidentemente nordici. Comunque mentre sono li che guardo tra gli scaffali sento che la tedesca inizia ad alzare la voce verso la commessa, ovviamente mi faccio i fatti miei ma ascolto tutto, sono curioso di sapere qual è il motivo di tanto vociare. Durante l’accesa conversazione in questa strana lingua caratterizzata da idiomi tra l’italiano, il tedesco e il maleducato riesco a capire che l’oggetto del contendere era il prezzo di un prodotto, poi ovviamente la lamentela si è estesa anche a tutti gli altri prodotti. La Merkel era a dir poco adirata per il fatto che i prezzi dei prodotti erano almeno il doppio più alti rispetto alle proprie abitudini (tedesche immagino). Immediatamente dopo aver capito perché questa inveisse in maniera così energica mi è tornato in mente un articolo che lessi tempo fa sui prezzi in Germania, effettivamente secondo molti i prezzi tedeschi sulla maggior parte dei prodotti in commercio sono molto più bassi dei nostri, e nell’articolo si faceva notare anche l’enorme differenza tra gli stipendi loro e i nostri. Ora io non voglio assolutamente far polemica sui prezzi, non so se sono i nostri troppo alti o i loro troppo bassi, non ho soluzioni in merito, però ciò che mi ha fatto veramente riflettere è stata la reazione della signora tedesca. Anche se, probabilmente, è stata fin troppo aggressiva ha subito cercato di far valere le sue ragioni, era davvero indignata e anche se da sola contro tutti combatteva per far valere le sue idee. Adesso invece la mia mente sta pensando che tempo fa, quando ogni Stato europeo dovette approvare quell’obbrobrio che è il MES, lessi un altro articolo in cui si diceva che i ricorsi per l’approvazione del suddetto in Germania furono 37.000 in Italia 0. Cioè, loro che ci stanno sbranando con questa falsa Europa presentano 37.000 ricorsi e noi che dovremmo insorgere coi forconi come nel Medioevo niente, nulla, neanche una letterina. Che dire, da tutto ciò si evince chiaramente che siamo dei pecoroni, ci abituiamo a tutto, tutto ci scorre addosso senza farci reagire minimamente, a volte addirittura vittime con la sindrome di Stoccolma. Non saprei come altro definirci.