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Prezzi in Italia

Negli ultimi anni il cosiddetto “e-commerce” sta ritagliandosi una fetta sempre più grande del mercato delle vendite, del resto con l’ampliarsi a macchia d’olio della connessione internet e dei servizi legati ad essa non c’era che da aspettarselo. Nonostante l’Italia in questo campo sia considerata un paese immaturo, nel senso che messa a confronto con UK, Germania e Francia impallidisce per le percentuali di vendite online, è innegabile che anche qui da noi l’e-commerce stia prendendo sempre più piede. Quello che però mi è balzato all’occhio, e credo che in qualche modo influisca anche sulla pigrizia del nostro mercato digitale, sono i prezzi. Essendo tuttora e da molti anni un cliente e-bay ho potuto constatare che i prezzi della maggior parte degli oggetti messi in vendita su questo portale, e mi riferisco solo a quelli di merce venduta da negozi italiani, sono a dir poco alti. Infatti spessissimo, i primi risultati delle ricerche di qualsiasi oggetto, se ordinate per prezzo crescente, sono (esclusa la Cina che ormai si sta mangiando qualsiasi tipo di concorrenza… ma questo è un altro discorso…) UK, Germania, Francia, Spagna e poi alla fine arriviamo noi… in grande ritardo e con dei prezzi da mani nei capelli… A riprova di questo vorrei citare il caso di uno youtuber americano, sto parlando di Bryan del canale Tech Yes City, vero e proprio cacciatore d’affari nel campo della tecnologia. Bryan da ormai qualche anno ha l’abitudine di postare video in cui si reca in un paese, anche straniero al suo, in cerca dei migliori affari, infatti dopo i video in Giappone, in Thailandia, in Vietnam, in Austria, in America ecc… è giunto anche qui in Italia e indovinate un po’? E’dovuto tornarsene a casa con le pive nel sacco… si… in Italia il famoso PC part hunt non ha funzionato… nessun prezzo poteva essere considerato un affare, tanto che Bryan in Italia non ha comprato niente. Ora, io non so perché questo succeda, o meglio me lo immagino ma non ho prove concrete al riguardo, ma se vogliamo fare anche una minima concorrenza a tutte le realtà sopracitate è il caso di abbassare i prezzi, altrimenti da noi l’e-commerce ma anche il mercato non si svilupperanno mai al ritmo dei nostri diretti concorrenti, e la recessione che inevitabilmente stiamo vivendo non avrà mai fine.

Due + Due

Oggi ho fatto il grande errore (che faccio spesso purtroppo) di dare uno sguardo alle principali testate giornalistiche on line, e come di consueto negli ultimi tempi le maggiori notizie vertono sulla formazione o no di un governo e del Presidente del Consiglio. Sinceramente tutta questo twister di notizie e dichiarazioni da parte dei politici (di qualsiasi schieramento) mi sembra una vera e propria farsa, dal mio punto di vista i giochi sono fatti, e già da tempo. Il presidente del consiglio o un eventuale governo di qualsiasi schieramento non può niente contro chi governa davvero. E non è una questione di complottismo o di sette e illuminati vari, è semplicemente riuscire a fare 2+2… Mi spiego, chiunque vada a governare avrà dei dictat da rispettare, dati dall’Europa e firmati una ventina di anni fa circa, oltre a ciò bisogna fare i conti con i famosi mercati. Lasciamo perdere per semplicità di calcolo tutto ciò che “ci chiede l’Europa”, del resto potremmo un giorno decidere di uscirne no? Quindi non consideriamo le richieste dell’Europa. Rimangono questi famosi, o famigerati “mercati”. Chi sono? Semplice, sono investitori finanziari, più o meno grandi che con un click decidono se comprare o vendere titoli di stato, azioni e prodotti finanziari in genere. Qualcuno in passato ha addirittura detto che i mercati siamo noi, tutti noi, ma è una balla enorme perché i piccoli risparmiatori rappresentano una fetta misera del mercato e comunque non si muovono tutti insieme in grandi operazioni, a differenza di alcune realtà che con un click spostano enormi somme. Quindi se questi investitori decidono che il governo in carica non agisce come dovrebbe semplicemente smetteranno di investire e probabilmente faranno pressione sul governo stesso per ripristinare i loro profitti (vedi il caso dello spread che s’impenna appena le cose prendono una piega sbagliata). E’ sempre successo, e finchè le cose staranno così sempre succederà. Qualcuno mi potrebbe dire, e lo sento spesso, facciamo la rivoluzione! Ok gli rispondo, e contro chi? Perché per fare la rivoluzione ci vogliono due parti, lo sfruttato e lo sfruttatore, il primo siamo noi, ma il secondo? Il secondo sono i mercati che sono un insieme di società e persone sparsi per tutto il globo, quindi che facciamo? Dichiariamo guerra al mondo? E poi l’investitore mica ha la divisa o un segno di riconoscimento, come lo becchi? Detto ciò, si ritorna sempre alla stessa identica verità, il problema è l’essere umano. L’essere umano, o almeno il 99% degli individui facenti parte di questa strana specie, è un animale che non ha freno, vuole sempre di più, è come un tossico in crisi d’astinenza, e non si fermerà davanti a niente pur di ottenere quello che brama, il potere incondizionato su tutto e tutti, dato in quest’era da ciò che una volta era un mezzo e che oggi si è tramutato in fine, il denaro. Tutte le belle storie che ci raccontano i libri, i film e le religioni varie in cui il buon cuore vince è una presa per il culo colossale, tutti, e ripeto tutti noi ragioniamo in modo matematico e calcolante in termini di convenienza personale, e poi, ma solo ed esclusivamente poi arrivano i pensieri altruisti. A mio avviso l’essere umano sopravviverà a sè stesso quando inizierà, sempre ammesso che lo farà, a pensare come specie e non come individuo. Ma, detto tra noi, la vedo come un’ipotesi più che remota al momento.

PS: e dopo avervi snocciolato la verità XD sulla situazione economica e sulla natura umana un grande Fabrizio Casalino ci elargisce, tra l’altro come me in forma completamente gratuita, quella sull’amore. Buona visione e ascolto.

Siamo fottuti…

Circa due mesi fa, spippolando su ebay ho notato che era in vendita a poco prezzo un kit per preparare il sushi. Il kit era formato da una palettina in legno e da una specie di piccola stuoia anch’essa realizzata in legno e rilegata con del comune spago. E’ ovvio che il materiale sia costato pochissimo al produttore e quindi potrebbe giustificare ampiamente il basso prezzo, ma quello che mi sconcerta di più è che tutto ciò lo potevi acquistare con spedizione gratuita direttamente dal produttore a Hong Kong per la modica cifra di € 1,28.

Ho pensato che se i cinesi riescono a produrre e spedire dalla Cina un oggetto del genere a un simile prezzo come possiamo anche solo pensare di poter fare un qualche tipo di concorrenza, è impossibile, con lo stesso prezzo noi ci compriamo appena il packaging. Quindi ho dedotto e sperato che sarebbe potuta essere una truffa, e dato l’esiguo prezzo ho voluto sincerarmene direttamente acquistando. Devo ammettere che mi sono augurato per più di due mesi che non arrivasse mai, e invece oggi è arrivato… direttamente da Hong Kong, a € 1,28 comprese spese di spedizione… siamo fottuti…

e via andare…

Dando un’occhiatina al panorama politico europeo si nota una certa flessione verso i partiti anti-euro, nascono dappertutto e in alcuni paesi addirittura vincono! In Italia? Macchè, se dici di essere anti-euro ti discriminano immediatamente, “ma che dici” “sei un pazzo”… Ma scusate eh, ora, io non sono un esperto in materia ma come ci siamo entrati penso che ci si possa riuscire, poi se una miriade di economisti dicono che l’Euro ci ha impoveriti, e credo sia palese, un motivo ci sarà. No, in Italia se parli di sovranità monetaria ti guardano storto, se nomini MES e Fiscal Compact su dieci otto non sanno neanche cos’è… Ma farsi due domandine no? Vabbè lasciamo perdere stasera non è serata… pensandoci bene nemmeno ieri sera era serata… Mi sto deprimendo? Sto entrando in quello che Pieraccioni chiama imbuto cosmico dal quale non ci si leva più i piedi? Penso di si, ma tanto mi passa facilmente, domattina si riparte per un’altra giornatina piena e non si ha il tempo di deprimersi, quindi ci penso stasera, melodia giusta giusta da buco in vena, libro tristissimo e scioccante sugli eventi della Diaz a Genova consigliato da un blog che prima o poi mi ricorderò qual è, bicchierone d’acqua perché la birra stasera non la tollero e via andare… L’incubo notturno è praticamente certo…

Il resto… è culo

Ho dato un’occhiata in giro e devo dire che le cose non vanno troppo bene, la famosa ripresa di cui hanno tanto parlato i nostri politici, o non me ne sono accorto ed è già iniziata, ma ne dubito fortemente, o non c’è ancora stata. Un’altra domandina che sarebbe saggio porsi a questo punto è “se per adesso non c’è, ci sarà in futuro?”, bella domanda ma la sfera di cristallo purtroppo non ce l’ho, ho guardato anche su ebay ma niente, sembra una tecnologia ancora da perfezionare… Quindi bisogna correre ai ripari, tagliare i costi superflui, cercare di risparmiare andando a fare la spesa, invece di comprarsi le scarpe da duecento euro al negozio in centro magari andare a qualche mercatino, idem per i vestiti, scegliere un auto a gas invece di una a benzina o diesel, ognuno risparmia come può. Anch’io lo faccio, e devo dire che oltre a risparmiare si riesce a capire molto di più il funzionamento delle cose e dell’economia, del resto per risparmiare sei costretto ad informarti un minimo. E poi oltre al risparmio c’è chi s’inventa qualche secondo lavoro, o anche terzo. Tipo me, per adesso sono due ma presto arriveranno a tre. Ho avuto la fortuna di fare un lavoro che mi permette di organizzarmi autonomamente la giornata, così vista la necessità, ho deciso di infilarci altre attività. Probabilmente tra qualche tempo sarò fagocitato dagli impegni ma tenterò di aggiornare il blog con continuità (so perfettamente che non ce la farò mai, ma tento con l’autoconvinzione… magari funziona…). Quindi gente l’unica cosa che posso dire è che la fine della crisi non si vede all’orizzonte, urge quindi organizzarsi, io ho optato per la diversificazione delle entrate e un serio piano di risparmio, taglio dei costi e informarsi informarsi informarsi. E poi… il resto… è culo.

Un paio di sgarri

Stasera ho mangiato un po di più, avrei dovuto seguire la dieta ma non ce l’ho fatta, ho sgarrato con carboidrati a cena e biscottini nel dopo cena. Che volete che vi dica, ormai è andata così, però un leggerissimo senso di colpa ce l’ho, quella vocina interiore che ti dice “le tue maniglie dell’amore diventeranno maniglioni antipanico”. Va bè vorrà dire che questa settimana farò qualche chilometro in più quando andrò a correre, pazienza. A parte la breve parentesi sullo sgarro alimentare devo dire che il week end è stato piacevole, non che abbia fatto cose particolari ma diciamo che come per la questione cibo mi sono concesso qualche sgarro, tipo spendere qualche soldino faticosamente guadagnato in abbigliamento. Ieri mattina subito dopo il lavoro mi è venuta voglia di fare un giro per negozi (cosa tra l’altro stranissima perché non è che sia un grande amante dello shopping), quindi come sempre ho inforcato la bici e piano piano mi sono passato in rassegna tutte le vetrine. Inutile dire che per me passare in rassegna una vetrina vuol dire darci uno sguardo che non supera mai i 15/20 secondi. Poi all’improvviso mi sono ricordato di un negozietto un po alternativo in cui andavo diversi anni fa, e sono andato a ricercarlo. Incredibilmente era ancora la, sopravvissuto alla crisi che ha mietuto negozi di abbigliamento a decine. Entro e mi accoglie il proprietario, un ragazzo che ha qualche anno più di me, non so se questo ragazzo sia dotato di una memoria da elefante o se semplicemente gli è scoppiato un embolo in quell’istante ma straordinariamente mi riconosce e ci mettiamo a parlare del più e del meno. Il negozio ha sempre lo stesso stile, pareti scure e qualche luce colorata che fa molto discoteca, anche lui ha sempre lo stesso stile, orecchino, barba curata, abbigliamento carino ma alternativo. Ovviamente non è un negozio dove comprare vestiti troppo seri, l’abbigliamento che tiene è molto simile a quello che indossa e per l’acquisto che avevo in mente è praticamente perfetto, infatti dopo circa 20 minuti mi sono accattato un paio di magliette molto semplici ma davvero carine. Parlando con lui gli chiedo come ha affrontato la crisi, gli spiego che ho notato che nel circondario ho visto diversi negozi di abbigliamento chiudere e riaprire a intermittenza. Mi dice che anche lui ha sentito la morsa della crisi ma ha tenuto duro, ha abbassato notevolmente i prezzi e ha lavorato sodo. Sono davvero contento che sia ancora aperto, ne ho visti davvero tanti chiudere e anche in questi giorni si sentono voci di chiusura per un paio di negozi storici. Quando penso alla situazione economica del nostro paese non riesco mai a intravedere niente di roseo, spesso penso che è colpa del mio pessimismo cronico ma conti alla mano mi accorgo che non è così, non sono io che sono pessimista, è la situazione che fa realmente schifo.