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Donne afone

Faccio pensieri strani sulle donne. Pensavo che non ho mai avuto una donna che avesse come abitudine canticchiare o fischiettare. Lo so è un pensiero futile, di solito il maschio medio pensa di non aver avuto donne con le tette grandi o che so col culo a mandolino, ma a me in questi giorni nella testa è balenato questo. Capiamoci, non dico di aver avuto donne afone, ma sicuramente non avevano quest’abitudine che credo sia abbastanza comune e a mio avviso molto carina. Fischiettare o canticchiare un motivetto mentre si lavora o mentre si fanno le cose di casa a me mette allegria, e lo faccio spesso. E poi non so per quale strano motivo ho un immagine nella testa di una donna che con un filo di voce intona una canzone mentre fa le faccende. Chissà il mio cervello da dove l’ha presa, forse da un film? E’ qualcosa che ho immaginato mentre leggevo un libro? Bho… Comunque sia andata adesso è qui, e non mi molla. Ci sto pensando già da qualche giorno e questa cazzata mi fa osservare le donne in maniera diversa. Al supermercato, e più precisamente alla cassa, mi sono volutamente messo in fila dietro a una donna che avevo sentito parlare col figlio solo per risentire la sua voce, mi piaceva, la voce intendo, e volevo riascoltarla. M’immaginavo come sarebbe stata ai fornelli a canticchiare un motivetto orecchiabile. Sono pazzo? Non lo so, ma l’idea di non essere normale non mi dispiace, e poi che ci posso fare? Non si può decidere cosa pensare, le cose si pensano e basta. Comunque quest’immagine (o forse un pensiero?) di una donna che canticchia mi rilassa completamente. Probabilmente la userò per prendere sonno al posto di contare le pecorelle…

PS: a proposito di voce, Michael qua sotto ha una voce ipnotica…

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Caramelle alla menta

Caramelle alla menta, questo è ciò che più mi ha colpito di te. Non ti ho mai conosciuto, non so che voce avevi, non so che odore avevi, non ti ho mai visto ne ridere e ne piangere, non ho potuto giocare con te, arrabbiarmi con te, fare pace con te… Non ho potuto viverti… Come innumerevoli specie del passato non hanno potuto convivere nello stesso momento anche noi siamo divisi da un paio d’anni, quell’istante nel tempo in cui tu non eri più vita e io lo diventavo. Ho cercato informazioni su di te, nella mia testolina di bambino cercavo disperatamente qualcosa in comune, volevo assomigliarti a tutti i costi, chissà poi perchè… Fortunatamente alle mie richieste di aneddoti che ti riguardassero mi hanno sempre accontentato, e spesso anche se sapevo già la storia me la facevo raccontare nuovamente, non mi stancavo mai di sentire di te. Mi hanno raccontato che eri un uomo buono e sempre sorridente, grande lavoratore e compagnone, a starti vicino si percepiva energia positiva, ti piaceva portare mia sorella in giro col tuo camion e ogni volta che ti presentavi a casa a prenderla regalavi caramelle di menta a tutti i presenti. Che strano modo di presentarsi, regalare caramelle di menta, e mi dicono anche fossero buonissime. Altro particolare che ti distingueva è il fischiettare o canticchiare quando entravi in casa, e qui credo proprio che madre natura ci abbia messo lo zampino perchè anch’io lo faccio spesso… Forse è davvero questo ciò che maggiormente ci accomuna, l’amore per la musica, il fatto di averla sempre in testa anche mentre facciamo altre cose, o forse è solo una mia impressione… forse è solo la nostalgia del pensiero che avevo quando ero bambino… Mi sono davvero fatto raccontare ogni cosa su di te, ho tentato di capire com’eri, cosa pensavi, ma è difficile. Ogni racconto che ho sentito passa attraverso gli occhi e la mente di qualcuno che in un certo senso lo storpia e lo deforma, poi ci sono le foto, poche e fatte con strumenti ormai obsoleti, ti vedo diverso in ognuna, non riesco a farmi un’immagine limpida del tuo viso… E anche questo è curioso, l’immagine di te nella mia mente è deformata quanto il tuo nome è stato deformato per far nascere il mio… Ciao Zio, e ti voglio bene, anche se non ti ho mai conosciuto…

Fischiettando

Oggi, mentre venivo a lavoro mi sono reso conto di star allegramente fischiettando un motivetto che ormai mi rimbomba nella testa da stamattina. Allora mi sono soffermato a riflettere sui molteplici usi che possiamo fare del fischio. C’è quello da stadio per esempio, usato generalmente per rimarcare il cattivo operato di un arbitro oppure la giocata scorretta di un giocatore, di solito si ottiene infilandosi in maniera consona 1/2/3 dita in bocca (non chiedetemi come si fa perchè se solo ci provo e voi siete girati verso di me, vi conviene aprire gli ombrellini, ondate di sputi) e da questo dovrebbe uscirne un fischio potente, in grado di essere udito anche a grandi distanze. Poi c’è il fischio ammonitorio… mmm… ammonente… mmm… ammo va bè dai quello che si usa per attirare l’attenzione di qualcuno che dobbiamo ammonire, smarriti? Esempio: il Corvo è dentro la sua auto fermo in un parcheggio, un pedone con bici alla mano urta la carrozzeria della macchina del Corvo che fischia e poi dice: “Hai visto cos’hai fatto?”. Poi c’è la fischiettata con sguardo in alto tipica di chi fa finta di niente, di chi non vuole essere scoperto o magari di chi vuole fare il furbo dopo aver fatto uno scherzo. C’è chi il fischio lo usa per richiamare gli animali quando va a caccia, ma dovete essere bravi davvero altrimenti farete dei tentativi davanti ai vostri amici com’è successo a un mio conoscente e verrete presi in giro tra le risate generali. Insomma il fischio nella natura umana c’è da sempre e io lo uso di solito quando devo percorrere lunghi tratti a piedi, mi piace, mi rilassa, in un certo senso penso che mi aiuti a rendere la giornata più leggera, concilia il fancazzismo momentaneo. E poi c’è chi col fischio ci fa quel che gli pare, come Tommaso Novi, e voi direte chi? E io vi risponderò quello dei Gatti Mezzi e voi direte chi? E io vi risponderò che sono un gruppo pisano che cantano in vernacolo e che mezzi vuol dire fradici e non smezzati buon ascolto e buon fischio!