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Inserisci qui il titolo… ammesso che lo trovi…

Il Corvetto se ne sta in tana a leccarsi le ferite… Periodo nero per un Corvo bianco, sembra la battuta stupida di un comico da due lire… facciamo euro… Certo che la vita quando ci si mette sa essere davvero bastarda, ma vi garantisco che anche la morte sa il fatto suo… Gli affetti? Affettati… Non sto neanche correndo… unica nota positiva è che mi sono buttato a capofitto in un progetto, staremo a vedere… Sento da lontano l’odorino di un po’ di depressione ma purtroppo per lei non ho tempo… dovrà aspettare… Si lo so, sto abusando dei puntini di sospensione… Questo post ha poco senso ma lo scrivo ugualmente… Il senso trovatecelo voi io non c’ho voglia… Ho riscoperto la marmellata… L’egoismo è una malattia incurabile… qualcuno mi ha pure detto: “non ti vedo carico come di solito…” ma và? Ma davvero? Ma che personcina perspicace, è appena passata una slavina di sfighe miste a robe anche peggiori e ti stupisci di non vedermi pronto e sorridente? Ammazzati… Vorrei avere tra le mani il nonnetto della pubblicità che fa: “Corvo l’ottimismo è il profumo della vita!” per rispondergli mentre lo strozzo: “Ma vai a cagareee!!!”.

Che situazione…

Cosa fai quando la ex di un tuo amico ci prova spudoratamente con te? No ragazzi parliamone perché mi sto ritrovando in questa situazione allucinante. Ora quando rivedo lui che faccio? Faccio finta di niente? E lei? Gli dico che è un idiota a provarci con me? Ora qualche maschietto curioso chiederà, è bona? E io risponderò “non è male”, che non vuol dire “simpatica”. A parte le stronzate è carina ma caratterialmente siamo anni luce distanti, incompatibili, cioè lei ci spera in una relazione, io decisamente no. Che situazione di merda…

A corto di argomenti

Lo devo ammettere, sono drasticamente a corto di argomenti, non so neanche se sia davvero questo il motivo o semplicemente è un momento basso della mia creatività, che poi creatività è un parolone… comunque non saprei proprio cosa scrivere, ho tentato un post sulla corsa che sarebbe anche già scritto e pronto per la pubblicazione, ma mi dà l’idea di essere l’ennesimo e se annoia me figuriamoci chi legge, potrei mettermi qui e scrivere un bell’articoletto sulla politica, di certo gli argomenti non mancherebbero, ma sono un blogger fondamentalmente buono e ti risparmierò una secchiata di indignazione mista a sfogo caro lettore, potrei forse parlare d’amore se solo riuscissi a capire cos’è, potrei parlare di cucina, del resto ultimamente son tutti masterchef, ma io continuo energicamente a battermi per la causa del classico panino col prosciutto, intramontabile, genuino, leggero (dipende dai punti di vista) e italianissimo… mmm… credo… comunque si prepara in due minuti netti e consente di non morire di fame che poi è il fine ultimo del cibo no? O.o ! Cosa sto dicendo? Ok, vedo di riprendere il filo del discorso perché forse sto andando un po alla c…o, sto sfociando nel non sense. Già! Poche ore fa, avevo appena finito di pranzare e mi accingevo a depositare il di dietro sull’accogliente divano quando senza alcun senso in mente mi è arrivata lei.
Di botto! Senza nessuna avvisaglia, da un meandro nascosto del mio cervello si è palesata colei che ha accudito Arnold, la mitica signora “Pearl”mary14099176_ori e cioè Mary Jo Catlett. Ora se c’è uno psicologo fra voi mi spiegate perché in una giornata normale, senza nessun preavviso, ma soprattuttto dopo svariati anni dalla fine della suddetta serie tv il mio cervello ha tirato fuori Mary Jo? C’è un modo per cancellare tale ricordo così da fare spazio a informazioni più importanti? Attendo risposte… Forse potrei parlare di un cliente a cui lo sconto non basta mai, i classici furbetti che ti dicono “sai, io sono commerciante da svariati anni” e poi cambiano argomento per lasciarti a intendere che non si faranno fregare, quando te invece vuoi fare semplicemente il tuo lavoro e riscuotere quello che ti spetta, e poi ovviamente a cose fatte ti chiedono lo sconto, e dire che te lo chiedono è un eufemismo, praticamente ti pestellano i testicoli, sono di quelli che ti devi incazzare per farli smettere di chiederti di abbassare il prezzo. Ma forse anche questo sarebbe poco interessante… E intanto il post è scritto…

Aloysius mi perseguita

Ormai credo di avere un bell’Alzheimer in corso d’opera, in questi giorni mi dimentico praticamente tutto. 1- Ho scordato un appuntamento dando clamorosamente buca a un cliente, cosa che non faccio mai e che mi sta particolarmente antipatica quando mi trovo a subirla. 2- Ieri stavo strimpellando come mio solito e mi escono fuori, per miracolo, quattro o cinque accordi che suonano vagamente bene insieme, salvo il tutto nei cassettini della memoria per tornarci sopra il giorno dopo e ovviamente mi sono ricordato qualcosa? Macchè… Andati, perduti, volatilizzati… 3- Da circa tre giorni mi ricordo ogni mattina di comprare le lamette da barba e da circa tre giorni ogni sera faccio di tutto tranne che comprare le lamette, inizio a fare concorrenza a Babbo Natale necessito decespugliatore… 4- Avete presente quando, appena usciti, dovete tornare in casa a prendere qualcosa che vi siete scordati? Io ieri ho fatto il record, per ben tre volte consecutive sono tornato in casa facendo due rampe di scale per tornare a prendere nell’ordine: cellulare, chiavi della macchina, documenti di lavoro. Credo fermamente che sia una fortuna possedere un sistema vegetativo, se non l’avessi probabilmente mi scorderei di respirare rischiando continuamente la morte. Ho parlato di tale problema a mia sorella che a fatica mi ascoltava mentre cambiava mia nipote, questa è stata la conversazione:

Corvo: Sai, in questi ultimi tempi mi scordo tutto, cosa sarà?
Sorella Corvo: Non lo so, a volte succede, sarà un periodo… mi hai portato le due marche da bollo che ti ho chiesto stamattina?
Corvo: mmm…

Forse farei meglio a cambiare il mio nick in Aloysius, tanto per non essere troppo espliciti usando direttamente il famosissimo cognome Alzheimer.
Aspetto in gloria il giorno in cui l’umanità riuscirà a impiantarsi nel cervello una bella Ram, io vorrei essere il primo se possibile, quindi dottori, ingegneri e scienziati sappiate che sono la cavia perfetta, e poi, se qualcosa dovesse andare storto, sicuramente me lo sarò già dimenticato…

#5 TRE DI TRE

Quinto appuntamento della rubrica TRE DI TRE in collaborazione con Viaggio al Termine della Notte, l’argomento di oggi verte sull’autoironia, requisito fondamentale a mio avviso per una vita “normale”, anche se una definizione di normale non credo esista, comunque il tema di oggi è: “Tre cose che mi fanno ridere di me stesso/a”.

1- Prima su tutte è quando esco dalla doccia e mi asciugo i capelli con l’asciugamano. Mi spiego, i miei capelli sono tanti e sono grossi, quindi quando sono abbastanza lunghi e mi strofino la testa con l’asciugamano riesco a creare delle capigliature alla Dragon Ball… Infatti ogni volta che mi guardo allo specchio dopo la strofinata mi piego dalle risate… da solo… in bagno… e che ci posso fare…

2- Altra cosa che mi fa ridere di me stesso è la mia completa e viscerale avversione per ogni tipo di ciabatta, o pantofola, o comunque qualsiasi calzatura che non è ben fissata al piede. Riesco a distruggere un paio d’infradito in un mese o poco più. Ogni tanto mentre cammino, inavvertitamente, le sparo in avanti colpendo cose e persone, non riesco a camminarci, mi sento instabile e spesso credo di esserlo realmente, sono costantemente a rischio inciampo e conseguente caduta rovinosa. Diciamo che dopo un mese con me la ciabatta risulta come ciancicata da un cane…

3- Questa invece è una cosa che mi fa sorridere e mi spaventa allo stesso tempo, il fascino del fuoco. Sin da piccolo ho sempre osservato il fuoco con adorazione, non saprei neanche dire perché, non sono mancati episodi di piromania anche se di piccola entità, comunque il fuoco mi ha sempre attirato enormemente e penso che riuscirei a stare fermo a fissarlo per ore, probabilmente se avessi coltivato di più questa passione adesso sarei un piromane professionista…

Anche per oggi è tutto, spero di avervi strappato un sorriso e ci rivediamo alla prossima uscita!

E’ il momento di scrivere

Si lo so, è un bel po che non scrivo, ma doveva solo arrivare il momento, ed è arrivato… sinceramente non ci capisco niente, c’è un turbine di emozioni nuove, alcune negative altre positive e si mischiano tra se lasciandomi in un limbo nel quale è difficile trovare una strada, un senso, una direzione… A volte la vita mi sembra così complicata e altre è davvero troppo semplice, ma perché? Perché tutte queste domande? Perché cercare per forza un senso a una cosa che forse senso non ne ha proprio… La vita scorre bella o brutta e non si chiede niente, siamo noi che ci facciamo le domande senza mai trovare le risposte, a volte ci illudiamo di trovarle ma è un attimo non veritiero, solo un attimo niente di più… l’incertezza è la vera padrona, e noi, o almeno io non riesco ad accettarla, mi suona strana, inconcepibile, aliena. Vorrei solo essere più tranquillo, non dover per forza trovarmi faccia a faccia con emozioni disattese. E’ un’ utopia, lo so benissimo ma che ci posso fare, adesso è quello che desidero di più. Forse qualcuno potrebbe pensare che desideri una vita monotona o priva di qualsivoglia emozione, e invece no, vorrei solo che fossero più diluite, più semplici da affrontare, più deboli per certi versi. E invece mi invadono, e per quanto cerchi di essere pronto finisco sempre per esserne sopraffatto, sia per le brutte che per le belle, è una spada di Damocle che oramai credo non riuscirò più a togliermi di dosso… Corvo fanculo! Ti voglio bene ma fanculo!

Meteo Bastardo

Sono nervoso, il meteo di questo maggio appena passato mi ha fatto innervosire non poco, sembrava fatto apposta per farmi arrabbiare, le poche giornate di sole le ha fatte rigorosamente infrasettimanali, esattamente nei giorni in cui lavoravo. Ma dico io, la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo!!! Anche statisticamente parlando (o scrivendo? Bho…) è abbastanza improbabile che in 30 giorni i sabati e le domeniche vengano sistematicamente coperti da nuvole e tempestati di pioggia e temporali, sembra quasi che più il mio desiderio di andarmene al mare sia forte e più le nuvole si mettano d’impegno per farmi rimanere a casa. Il massimo della sfiga l’ho raggiunto qualche sabato fa, ore 14:00 circa, il tempo era abbastanza accettabile, ero veramente convinto di potercela fare, quindi mi dirigo verso la spiaggia, stendo il telo mare, mi siedo e apro il libro per leggere in santa pace col rumore delle onde in sottofondo. 5 minuti netti e una nuvola (sospetto fosse quella di Fantozzi) si piazza esattamente tra me e la nana gialla, la osservo con sguardo cattivo e la maledico imprecando quelle sette/otto volte che, dite quello che vi pare, quando ce vò ce vò, e lei che fa? Mi scarica addosso una smitragliata di pioggia mista a grandine, nel tragitto dalla spiaggia alla macchina sono riuscito a inzupparmi come un naufrago, strascicare il telo mare per terra durante la fuga riducendolo ad ammasso di fango e sabbia, rovinare la copertina del libro anch’esso inzuppato, e dulcis in fundo, causa infradito bagnate con zero grip sull’asfalto, scivolare rovinandomi un ginocchio. Entro in macchina bagnato, dolorante e con la netta sensazione di essermi scordato qualcosa, ci penso e poi un lampo mi fa capire l’enorme dimenticanza, togliendo di fretta il telo mare mi era caduto il foglio dove avevo annotato i numeri di telefono di alcuni potenziali venditori di moto. Ok, ho pensato, adesso per riprendermi da questa disavventura voglio un secchio di gelato, con tante cialde infilate a raggiera sopra a formare come una coda di pavone, una slavina di panna e una grandinata (tanto per rimanere in tema) di granella di nocciole… va bè la differenza tra desiderio e realtà è abissale, ma il gelato che mi sono mangiato tutto da solo avrebbe davvero sfamato almeno tre persone…

Inciampa-cadi-rialzati

Si, ho buttato via un sabato. Non avrei voluto ma è capitato. Mi sono recato a una fiera e nonostante mi avessero avvisato che probabilmente avrebbe fatto schifo ci sono voluto andare lo stesso constatando di persona che effettivamente faceva davvero schifo. Va bè, d’altra parte quando uno si intestardisce, soprattutto se quell’uno sono io, è giusto che ci sbatta la testa forte MA FORTE. E questo è un po il leitmotiv della mia vita, nel senso che da quando ho memoria ho sempre dovuto (e per certi versi voluto) sbatterci la craniata per capire a fondo le cose (Non ridere lettore, che anche tu sei un po come me!). In un certo senso mi sento un discreto incassatore (Dai Rocky non fa male!). Forse è anche per questo che il nome del Blog è INCIAMPI, devo ammettere che di inciampi con conseguenti cadute, talvolta rovinose, ne sono successi e alcuni acciacchi dovuti a tali capitomboli purtroppo me li porto ancora dietro, ma non mi scoraggio, le ferite di guerra vanno esposte come trofei, mi ricordano che ogni volta malgrado la botta fosse violenta e il livido persistente nel tempo mi sono sempre rialzato. Mi capita anche di pensare che arrivati a una certa età si riesca a sentire meno dolore, si spera che l’età e l’esperienza riescano a costruire una sorta di corazza, ma alcune volte, o forse sarebbe meglio dire per alcuni tipi di colpi e cadute, la corazza non difende, si viene trafitti dalla sofferenza come se la protezione che con tanta fatica credevamo di aver costruito non ci fosse, e in effetti probabilmente non è mai esistita, era solo illusoria. Spesso si pensa di essere cresciuti, e fieri della nostra condizione di adulti si promette a noi stessi di non ricadere nei soliti errori, e quando poi ci si ricade ci diamo degli stupidi per poi rigiurare di non ripetere lo sbaglio. Un cane che si morde la coda. Un loop di illusioni e di promesse che ci facciamo e che con tutta probabilità non riusciremo a mantenere. Ma tuttavia non mi sento di condannare tale atteggiamento, siamo umani, cerchiamo soltanto la strada per stare bene, per la serenità, e per trovarla saremmo disposti a cambiare radicalmente noi stessi, o a costruirci addosso chissà quale protezione, e in quel momento siamo convintissimi di poterci riuscire. In seguito la nostra indole naturale ci fa capire che certi aspetti caratteriali non si possono proprio cambiare, non si può tradire a lungo la nostra natura, da se stessi è risaputo che è impossibile scappare. Il dolore così come la gioia e la felicità fa parte della vita, ed è un ospite indesiderato con il quale bisogna volenti o nolenti fare i conti, se ignorato all’inizio è capace di ripresentarsi più forte di prima in seguito, si può solo guardarlo dritto in faccia e affrontarlo. E quindi mi chiedo se non sia il caso di sorridere a noi stessi, volersi un po più di bene e accettarsi per quello che si è, senza rancore, senza smania di cambiamento, adottare l’idea che nella vita si inciampa, si cade e ci si rialza. Il dolore deve essere conservato, elaborato e trasformato, prendendoci il nostro tempo, tutto quello che ci serve, per tornare a guardare con occhi sereni tutto ciò che vogliamo vedere.

Conato di ottimismo, chissà dove lo conservavo, misteri…

Il tizio qua sotto mi fa notevolmente irritare, suona troppo bene, e ciò mi secca, mi infastidisce, sarà invidia?