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Ocio amici Blogger – Condannato per il commento di un altro

Prima vedetevi questo:

Quindi se scrivessi, sotto falso nick, un commento diffamatorio diretto a me stesso su un qualsiasi blog altrui potrei denunciare il proprietario e vincere dei bei soldini.

Che Italia ragazzi/e, che Italia!!!

E poi mi chiedono perchè voglio andare via…

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Odissea assicurativa

Odissea. Si tratta di odissea. Non saprei come altro definire ciò che mi è successo. Premetto che parlerò di burocrazia quindi se siete (giustamente) già nauseati da tale termine è vivamente consigliato di non continuare con la lettura. Ok scomincio. Ricevo lettera dalla mia assicurazione che m’informa che la polizza della mia auto sta per scadere, quindi decido di guardarmi intorno cercando il prezzo più conveniente. Decido di farmi fare on line alcuni preventivi, per fare ciò servono tutti, e quando dico tutti intendo proprio tutti tutti, i dati relativi all’autoveicolo, al conducente, alla famiglia, alle abitudini quotidiane e forse anche il cognome di tua nonna da nubile. Tra questi dati però ce n’è uno molto simpatico, la “classe di merito”. Secondo la legge n. 990/1969 vengono predisposte 18 classi di merito, con cui si definiscono le rischiosità rappresentate dagli automobilisti e da cui le compagnie assicurative fissano i loro piani tariffari. Per reperire tale dato, fino a poco tempo fa, l’assicurazione, trenta giorni prima della scadenza della polizza, mandava per posta l’attestato di rischio, documento nel quale era riportata la classe di merito. Adesso la legge è cambiata, infatti l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS) ha decretato la dematerializzazione dell’attestato di rischio e cioè fine del cartaceo inviato per posta e via con la banca dati elettronica sotto il controllo dell’IVASS stesso. Ok allora come scritto sulla letterina dell’assicurazione vado sul sito della stessa e faccio il login… errore la password è scaduta. Quindi rifaccio la procedura per avere una nuova password, dopo circa quindici tentativi riesco ad avere la nuova password, ogni volta mi diceva che c’era un errore nella procedura, senza specificare di quale errore si trattasse. A questo punto sono un pelino incazzato. Comunque cerco sul sito le informazioni per accedere alla banca dati IVASS. Le trovo e c’è un Url da copiare nella barra del browser per accedere alla suddetta banca dati. L’Url non si può copiare, m’incazzo ancora un pelino di più ma respiro e riscrivo parola per parola nella barra del browser. Accedo alla maledettissima banca dati e lei magicamente mi chiede il Pin… Quale Pin? Chi lo sapeva che ci voleva un Pin? Sotto leggo che si può richiedere quindi clicco e a questo punto succede l’incredibile, l’impensabile, l’inconcepibile… mi chiedono l’indirizzo per spedirmelo per posta…
Credo fermamente che tutto ciò serva a perdere tempo di modo che vedendo scadere la tua polizza e non potendo circolare ti trovi costretto a rinnovare, anche con una certa celerità, la polizza con l’assicurazione precedente. Mi chiedo perché lo Stato permetta ciò, mi chiedo inoltre cosa aspettino le associazioni dei consumatori a fare qualcosa in tal senso.
Poi leggo le ultime news e vedo che in Puglia due treni si sono scontrati e che si stanno cercando i colpevoli, a me i colpevoli sembrano sempre gli stessi, coloro che antepongono i soldi ai diritti e al buon senso.

Homo Sboronens

In questi giorni ho guardato una trasmissione televisiva, ovviamente non in tv, sono ormai alcuni anni che per scelta ho tolto il televisore, troppe cavolate, era decisamente l’ora di mandarlo aff…, comunque in questa trasmissione che ho scovato girando per il web il protagonista viaggia appositamente per conoscere le persone dei paesi che visita, vuole conoscere come vivono, cosa pensano, le usanze, tutto insomma. Durante uno dei suoi viaggi si trova in Corea del Sud e per strada incontra una ragazza, ci parla e scopre che si tratta di una professoressa di lettere. Decidono di andare a mangiare una cosa insieme e mentre sono al tavolo, tra un boccone e l’altro lui le chiede se ha figli, lei risponde negativamente e lui le chiede se ne vuole, la risposta di lei è stata a dir poco curiosa, la trascrivo fedelmente: “mi piacciono la mia famiglia, i miei amici, ma fondamentalmente l’essere umano è un disastro, per la terra, per gli animali, per la natura… Un Disastro.” E allora mi è tornata in mente anche la scena del film Matrix in cui l’agente Smith interroga Morpheus e gli dice: “desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d’istinto sviluppano un naturale equilibrio con l’ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca. C’è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus. Gli esseri umani sono un’infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga. E noi siamo la cura.” Io non so se queste parole siano completamente veritiere, ma sarebbe almeno il caso di farci un pensierino dato che abbiamo sottoscritto il protocollo di Kyoto e la maggior parte dei paesi non l’hanno rispettato. Basiamo la nostra economia sulla crescita non considerando che il pianeta è uno, ed è finito, nel senso che ha una fine, non cresce insieme a noi. Non parliamo poi della distribuzione della ricchezza, in proporzione uno è straricco e mille muoiono di fame… poi diamo per scontato che l’uomo è dotato d’intelligenza ma si può davvero definire intelligente un essere che distrugge il proprio ecosistema? Io non credo… e poi abbiamo avuto la gran faccia tosta (per non usare altri aggettivi più scurrili ma a mio avviso molto più calzanti) di definirci Homo Sapiens, e quindi sapienti… Sarebbe il caso di scendere un attimo dal banano e riclassificarci… sarebbe meglio definirci Homo Sboronens… meglio che ascolto un po di musica altrimenti mi avveleno i pensieri…

Lacrime alla Reception

Reception di un hotel, sto parlando col proprietario. Mentre parliamo sentiamo singhiozzare, esce di colpo da una porticina dietro al bancone della reception una ragazza che, svelta, prende un pacchetto di fazzolettini da un cassetto e scompare da dove è venuta. Pausa nella conversazione. Attimi d’imbarazzo, il proprietario mi dice che la ragazza è ucraina, e la situazione nel suo paese ha preso una brutta piega, il fratello e il padre sono stati chiamati alle armi. Attimo di gelo, mi spiega che da qualche giorno ha ricevuto la triste notizia e ogni tanto, cede al dolore, scompare dietro la porticina si sfoga e torna a lavoro, poi lui mi esorta a riprendere la precedente conversazione, finisco, saluto e me ne vado. In macchina sono rimasto cinque minuti fermo, ho dovuto fare mente locale prima di ripartire, quello che era successo poco prima mi aveva disturbato psicologicamente, il mio cervello aveva fatto, senza avvertirmi, una simulazione con me come protagonista, la lettera di chiamata, mi vedevo a riprendere la divisa dal sottoscala, dire della partenza ai parenti no no no no… Poi ho smesso di farmi le seghe mentali, ho messo in moto e me ne sono andato, col volante in mano e la tristezza seduta al posto del passeggero.

Dove ti giri ti giri…

A volte si dice che la politica (inteso come chi ci governa) è lo specchio del paese, però non ci chiediamo mai il contrario. Qualche giorno fa ad esempio ho parlato con un signore che ha un figlio di circa dieci anni che gioca a Basket. Mi spiegava che ogni volta che va a vedere suo figlio giocare non si sente a suo agio, essendo contornato da tifoserie a dir poco calorose. Le tifoserie di cui sto parlando sono ovviamente formate per la maggior parte di genitori e conoscenti dei giocatori in campo. Mi raccontava che quando il clima della partita è abbastanza mite possiamo assistere solo a una serie svariata di insulti all’arbitro, quando invece gli animi si scaldano allora può succedere di tutto. Genitori che incitano i propri figli a commettere falli sugli altri giocatori, conoscenti che si mettono sulla porta della palestra per aspettare l’uscita dell’arbitro (e non credo per complimentarsi sull’operato), risse tra genitori di squadre avversarie sugli spalti. Sentendo queste notizie mi chiedo se forse non sia giusto avere una classe politica da terzo mondo (e mi scuso col terzo mondo). Poi oggi leggo che a un deputato del cinque stelle scappa un “breve e circonciso” e mi metto ovviamente alla ricerca del video in questione per farmi due risate. Lo trovo, e in effetti il deputato sbaglia clamorosamente suscitando le ovvie risate di tutti i presenti e anche del sottoscritto. Continuo nella visione e mi rimetto a ridere per la seconda volta, eh si perché forse me ne sono accorto solo io ma anche chi interviene per correggerlo sbaglia clamorosamente, Baldelli presidente di turno infatti lo corregge dicendogli “coinciso, quella è un’altra cosa”, coinciso è di qualcosa che coincide con un’altra, si dice “conciso” e cioè stringato, breve. Tripiedi avrà sicuramente fatto una gigantesca gaffe, ma chi si erge a maestro sbagliando pure lui… In definitiva mi chiedo se non sia logico avere una classe politica inetta, non nascondiamoci dietro a un dito, come si può sperare di cambiare qualcosa se dove ti giri ti giri c’è pieno di coglioni?

#4 TRE DI TRE + Considerazioni varie ed eventuali su tutto quanto

Cominciamo col dire che sono vivo, si è diverso tempo che manco da wordpress, un po perchè ho avuto seri problemi con la connessione e un po perchè quando uno perde l’ispirazione c’è poco da fare, non servono a niente i tre plum cake come nella vecchia pubblicità, che poi tre so tanti, probabilmente tre plum cake più che all’ispirazione contribuiscono alla cartuccera di ammassi adiposi intorno al giro vita con cui ogni uomo che sorpassa i trenta deve avere a che fare. Poi devo ammettere che ho saltato un appuntamento attesissimo, non ho mantenuto la parola data a una persona con la quale mi scuso, quindi Crisalide se leggi queste parole sappi che sono desolato, mi cospargo il capo di cenere, rimedierò subito. Infatti partirò subito con la fantasmagorica rubrica TRE DI TRE, che doveva uscire giovedì e invece esce ora perchè il sottoscritto ha fatto i pezzi… comunque ciancio alle bande e via con l’argomento di oggi: tre volte in cui signora rabbia ti ha tirato per i capelli.

1- Trovare momenti in cui mi sono arrabbiato in vita mia è molto facile, come direbbe una blogger che conosco “a te te rode sempre un po er c…”, ebbene si, la mia mente critica è sempre in fermento e quasi mai pienamente d’accordo con qualcuno. Comunque senza indugio racconterò di una volta alle medie in cui ho passato la bellezza di 2 ore piegato su un disegno tecnico che non riusciva a nessuno in classe, dopo infiniti tentativi ero riuscito a portarlo a termine ma non avevo fatto i conti con un compagnuccio giocherellone che inavvertitamente rovesciò il vasetto della china sul mio foglio. Credo che il mio volto abbia passato in rassegna tutti i colori caldi dell’arcobaleno partendo ovviamente dal rosa, poi mi sono girato verso il compagnuccio e l’ho lievemente minacciato di morte, ma lievemente…

2- Altro giro altra corsa, una volta in cui la rabbia mi ha tirato per i capelli è successa mentre mi trovavo in fila alle poste, carnaio assoluto, odori molesti da parte dei presenti, mentre mi sorbisco questo girone infernale uno a cui avevo visto chiaramente il numerino per la fila fa il furbo, e cerca di far finta di averne un altro che precedentemente era stato chiamato senza successo (ho spiegato decisamente male, ma con un po di fantasia si capisce dai…). A questo punto la mia rabbia mi ha spronato a battere la manina sulla spalla del maleducato e a sputtanarlo davanti a tutti e lui sapete come ha risposto alla mia arringa? “Eh va bè, che sarà mai, ci ho provato…” a queste parole hanno iniziato a prudermi le mani, ma come sempre mi sono controllato e ho chiuso con un “sei un coglione, sparisci…”.

3- Ultimo, ma non per importanza, racconto di quando la rabbia mi ha tirato i capelli è sicuramente quando ho comprato la mia prima macchina, dopo il giro di routine, tutto soddisfatto, la parcheggio sotto casa e al mio ritorno… angolo posteriore sinistro graffiato… credo di aver assunto la stessa espressione di Giovanni quando trova la macchina rigata nel film Così è la vita. Secchiate di rabbia!

Ok credo di aver ottemperato ai miei doveri per quanto riguarda la rubrica TRE DI TRE, però credo che continuerò a scrivere per un pochino, del resto sono stato via per qualche giorno ed è successo di tutto, dalla morte di Mandela (per il quale avevo scritto un post tempo fa) che ricordo davvero con tanto affetto perché è una delle pochissime persone che davvero si possono definire UOMO (vedete non ho usato neanche il passato, l’idea che sia morto non mi entra proprio in testa…), a quella cavolo di legge sui diritti d’autore che sta davvero minacciando la libertà di espressione di noi (e sottolineo NOI perché riguarda anche NOI Blogger, informatevi!) naviganti della rete, a questo cavolo di governo che casualmente si sono accorti essere incostituzionale, esattamente come la legge elettorale che lo ha reso possibile e cioè il Porcellum, all’ennesima abolizione fittizia del finanziamento pubblico ai partiti, a Renzi nuovo segretario del PD che conserva comunque il doppio incarico tanto per gradire e ci ha già fatto capire che per quanto riguarda la politica bancocentrica, oppure che so, le province, non muoverà un dito, insomma, è successo di tutto ma di roba positiva neanche l’ombra, ma sono io che sono pessimista o è questo paese che fa realmente cagare? Bha… staremo a vedere. Vedete, a ripensare a queste cose sono rientrato nel baratro del non scrittore, l’ispirazione se n’è andata di nuovo, quindi penso che andrò a cercarla, volerò alto per avere più campo visivo e una volta individuata mi lancerò in picchiata per ghermire la preda… ma i corvi sono ispirazionivori? Bho, io mangio di tutto…

Calci nei coglioni

Oggi si parla di calci nei coglioni, visto com’è andata oggi in parlamento mi sembra un argomento più che giusto e attuale. I calci nei coglioni oggi li dovevamo dare e invece come sempre li abbiamo presi, al solito la fiducia è stata concessa e questo meraviglioso e fantasmagorico governo del FARE (fare cosa non si è ancora capito…) continuerà la sua missione (chissà quale sarà? Ma credo che di calci nei coglioni si tratti anche questa volta, e ho un piccolissimo presentimento su chi dovrà riceverli…). Va bè lasciamo perdere altrimenti rischio di avvelenarmi il sangue anche oggi e sinceramente preferirei prendermi a scudisciate da solo che mettermi a ragionare di nuovo di politica. Si parla di calci nei coglioni perchè camminando per strada oggi ho visto una scena da nove, ma anche nove e mezzo direi, praticamente una ragazzina con scatto fulmineo ha piazzato, con un invidiabile nonchalance, una ginocchiata nel sacchettino scrotale del suo amico (presumo). Lui ovviamente si è piegato in due come una graziella (la bici intendo, anche perchè spero che ormai non ci sia più nessuno che si chiami graziella…), dal colorito rosso porpora delle guance ho dedotto che fosse stato colpito con notevole precisione, il colorito mi ha fatto capire anche che il ragazzo si trovava in piena apnea. In tutto questo la signorina se la rideva allegramente, tentava tra le risate di chiedere scusa a quel povero cristo che nel frattempo aveva iniziato a contorcersi come un’ anguilla sull’asfalto. Dopo dieci minuti buoni il ragazzo riprende l’uso della parola e fa: “Non ti preoccupare, adesso è passato…”

O.o

Che cosa?

E basta?

Cioè la perdoni così, senza neanche una denuncia, o che so almeno una lettera di minacce, una testa di cavallo insanguinata appena sveglia, almeno le ruote della macchina poteva forargliele… Ragazze, voi dovete capire una cosa una volta per tutte, dal momento che in passato è capitato anche a me, dovete capire che quelle due sferette la sotto oltre che essere preziose (infatti vengono dette anche “gioielli di famiglia”) sono la cosa più dolorosa che esiste se colpite anche con poca forza, quindi sarebbe bello da parte vostra smettere di scherzarci manescamente. Voglio descrivervi cosa prova un uomo quando viene colpito li, di modo che, in futuro, possiate ricordarvi di questo post e magari in un lampo di generosità e bontà d’animo desistiate dal recarci un così grave danno. Se l’uomo ha l’enorme sfiga di accorgersi che qualcuno o qualcosa sta per colpirlo li inizia a sentire dolore ancora prima dell’impatto, non sto scherzando, provate a fare la finta di colpire a un qualsiasi individuo e poi chiedetegli di spiegarvi cos’ha sentito fisicamente, come minimo vi dirà che ha provato fastidio, perchè la paura fa si che il corpo e soprattutto i muscoli situati dall’ombelico in giù si contraggano improvvisamente per assorbire l’urto e questo vi giuro che provoca dolore anche li. Se poi questo disgraziato viene davvero colpito il dolore si divide in due parti, quello alle sfere e quello agli addominali bassi, si avete letto bene, non ho idea del perchè ma dopo una legnata nelle sfere mi ha sempre fatto male la pancia bassa, e non solo a me, tanti altri amici me l’hanno confermato, alcuni asseriscono che quello alla pancia sia addirittura più intenso di quello ai globi. Il dolore è costante nel tempo e lancinante, toglie il respiro, è come se venisse premuto il tasto off, se vieni colpito bene sei fuori combattimento per almeno un quarto d’ora, poi, dopo, inizi a riprenderti ma piano, ci vuole ancora un po di tempo per riacquistare l’uso della parola e del movimento, solo dopo circa una trentina di minuti puoi dire di essere tornato alla normalità. E se ci pensate, mezzora con un dolore di quel genere è un’eternità, potrei dire, avendolo provato, che il dolore è simile a quello che si prova quando un dottore deve rimetterti a posto una frattura scomposta senza anestesia. In definitiva signorine che state leggendo, non potreste nutrire per quelle due sferette la stessa passione che noi maschietti nutriamo per i vostri air bag? Dai un po di parcondicio no? E se proprio non potete almeno non prendetecele a calci.

Di lettura, e persone come me…

Mi piace molto leggere, capiamoci subito però, non sono uno di quelli che macinano libri su libri senza mai stancarsi, mi reputo più semplicemente un lettore di qualsiasi cosa, nel senso che non disdegno notizie su internet come quelle sui giornali, mi sono ritrovato spesso a leggere anche i pieghevoli di pubblicità oppure gli ingredienti dei pacchetti di chewing gum, insomma se c’è scritto qualcosa io lo leggo. Per quanto riguarda i libri prediligo le storie vere, o i libri che parlano di attualità, i romanzi devono essere proprio belli per coinvolgermi altrimenti dopo le prime dieci pagine rischio di ronfare come un bambino, forse perché parto dal presupposto che è roba inventata e l’interesse scema, bho, non so. Comunque, ultimamente, mi sono buttato su libri di attualità che descrivono le storie di alcuni nostri concittadini che hanno subito ingiustizie da parte dello Stato, gente che è rimasta in una specie di stallo tra soldi da riscuotere e debiti da pagare, oppure gente che ha perso familiari e lo Stato sembra far di tutto per non aiutarli o per insabbiare le loro storie. Prima ogni volta che pensavo a queste cose credevo fosse abbastanza normale che ogni tanto ci fosse un ingiustizia, del resto è impossibile pensare che in un qualsiasi sistema non ci siano mai falle o errori, però adesso mi sono informato, ho iniziato a cercarle le notizie, e mi sono reso conto che probabilmente non sono solo errori casuali, purtroppo sta diventando un modus operandi da parte delle istituzioni ai danni della gente. Questo ovviamente mi spaventa, non riesco più a pensare “tanto queste cose a me non capiteranno mai”, una volta ci riuscivo ma adesso non ci riesco più, sono cresciuto? Probabilmente sono solo invecchiato… Le storie sono davvero tante, e comune denominatore di ogni storia, la normalità, queste sfighe atroci capitano solo alle persone normali, non esiste in tutte le storie che ho trovato un Vip, o anche solo una persona ricca, neanche per sbaglio! Che dire, o sono miracolati o sono veramente fortunati oppure… E mentre penso a tutte queste ingiustizie nei confronti della gente normale mi vengono in mente parole come, tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, e penso al valore di quel pezzo di carta, e a quello che è stato fatto per scriverlo, e si, mi vergogno…

Indignazione

Come tutti mi capita di indignarmi spesso, ovviamente con l’avvento di internet le notizie scomode ai signorotti che ci governano fruiscono più libere rispetto ai tempi dell’esclusiva carta stampata, e quindi anche quelle che ti provocano rabbia e indignazione ti raggiungono senza nessun ostacolo (almeno per adesso) e in tempi brevi. Le notizie che di solito m’indignano di più sono quelle relative alla politica italiana ma non disdegno di indignarmi anche per quelle estere, e pensando che ormai facciamo tutti parte di questa grande bella e “povera” Europa si può dire che anche la politica d’oltralpe ci riguardi da vicino, probabilmente molto di più di quello che pensiamo. L’indignazione mi porta spesso a cambiare l’umore delle mie giornate, e se questa viene dall’abietto comportamento di chi ci governa mi tocca ammettere che tra i tanti poteri che hanno c’è anche quello di trasformare le mie giornate, in negativo ovviamente. Quando mi capita di sentire crescere in me questo tipo di risentimento cerco come tutti di sfogarlo, faccio sport, scrivo o più semplicemente ne parlo con qualcuno finendo inevitabilmente a portare avanti una tipica conversazione con tema politica, quindi toni di voce che si alzano e rabbia che aumenta a dismisura. Ho pensato che forse questa indignazione se incanalata e trasformata potrebbe essere davvero una grande forza, non sto parlando di violenza o chissà che ma di volontà di cambiamento, una rivoluzione di ideali, lo so che probabilmente è solo un’utopia ma se ieri sera era la serata della malinconia questa probabilmente è la serata dei sogni irrealizzabili quindi prendetela per quello che è. E’ bello sognare che piano piano nella testa delle persone si insinui un’ indignazione che porta a cambiare tutto, una sorta di sessantotto ma senza esagerazioni hippie, una rivolta lucida e consapevole della gente per la gente, un peer to peer di volontà di cambiamento e di buon senso, il tutto sotto gli occhi di quei politici che ormai nessuno più ascolterebbe, lasciati soli e senza certezze come del resto adesso loro fanno con noi cittadini. Gran bel sogno no? Vi lascio con questa bella poesia di Bruno Tognolini scrittore e sceneggiatore italiano, s’intitola Rima della rabbia giusta mi ha colpito molto e volevo condividerla con chi passerà di qui, è semplice, concisa e carina come la rivoluzione di cui sogno, buona lettura.

Tu dici che la rabbia che ha ragione
E’ rabbia giusta e si chiama indignazione
Guardi il telegiornale
Ti arrabbi contro tutta quella gente
Ma poi cambi canale e non fai niente
Io la mia rabbia giusta
Voglio tenerla in cuore
Io voglio coltivarla come un fiore
Vedere come cresce
Cosa ne esce
Cosa fiorisce quando arriva la stagione
Vedere se diventa indignazione
E se diventa, voglio tenerla tesa
Come un’offesa
Come una brace che resta accesa in fondo
E non cambia canale
Cambia il mondo.