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Bile, sempre bile, fortissimamente bile!

Mi è appena arrivato il messaggino di notifica di ricarica che mi informa che alla modica cifra di € 10,71 potrò continuare a usufruire dei fantasmagorici servizi di telefonia del mio gestore. Ora, questa cifretta che sembrerebbe anche innocua nasconde una delle più grosse prese per il culo che i nostri cari provider ci hanno rifilato negli ultimi anni col beneplacito delle autorità. Ma andiamo con ordine, tornato dall’oltralpe alcuni mesi fa mi sono recato in un negozio di una famosa azienda di telefonia perché promotrice di un’offerta che reputavo conveniente per le mie esigenze. Quindi, dopo aver fatto il contrattino che prevedeva un tot di minuti di chiamate, un tot di sms e un tot di giga di traffico internet, il tutto alla modica cifra di € 10,00 mensili, faccio la mia prima ricarica di € 20,00 che mi sarebbe bastata quindi per due mesi. Qualche mese più tardi i provider, tutti insieme, decidono allegramente, e senza chiedere il consenso ai clienti, quindi, probabilmente, con quella specie di supercazzola burocratica chiamata “modifica unilaterale del contratto” che odio al pari di una manata di sabbia nelle mutande, di passare dalla fatturazione mensile a quella a 28 giorni. Il giochino fa sì che le fatture in capo a un anno diventino da 12 a 13, quindi il provider offrendo lo stesso servizio, e non muovendo quindi un dito, incassa una fatturazione in più all’anno. Che brave personcine… Tutto ciò non va molto giù alle autorità competenti che in qualche mese riescono a obbligare i provider a tornare alla vecchia fatturazione mensile. E qui però, succede una cosina che ha del magico, i provider tornano si alla fatturazione mensile, ma la calcolano sul totale annuo della fatturazione a 28 giorni… perfetto, e l’inculata è servita… e la cosa più bella e rincuorante è che le autorità competenti non dicono un cazzo… ma che bello, ma che paese civile… Quindi i miei cari € 20,00 non mi bastano più per due mesi, e voi direte “certo Corvo che braccine corte che hai” e io vi risponderò “probabile” ma essendo stronzo Q.B. e pignolo il giusto facciamoci una bottarella di conti. Secondo i dati pubblicati da AGCOM relativi al secondo trimestre 2017, i clienti possessori di una linea mobile in Italia sono circa 98,9 milioni. I provider più importanti hanno circa il 30% a testa delle linee mobili, quindi diciamo che gestiscono 30 milioni di clienti per uno. Ora ammettiamo che tutti i clienti abbiano il mio stesso contratto (anche se ci sono persone che fanno mestieri in cui lo smartphone viene usato praticamente tutto il giorno, quindi spendono di più, ma per semplicità di calcolo facciamo finta che non esistano), quindi tutti avranno subito una maggiorazione di circa € 0,71. Moltiplicando questi spiccioletti per 30 milioni di clienti e poi per 12 mesi arriviamo a una cifretta interessante che è di € 255600000,00 all’anno, i vecchi 500 miliardi del vecchio conio, che ogni provider incassa in più senza aver mosso un dito. Geniale, questo si che è fare impresa. E un sentito ringraziamento alle autorità competenti e perché no, anche alle associazioni dei consumatori che in un recente servizio ci hanno informati che tenendo i finestrini chiusi si può risparmiare un centilitro di carburante ogni 300 km, ora sto più tranquillo… andate AFFANCULOOO!

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Lovely gift today…

Stamattina, leggendo i miei soliti quotidiani online mi sono imbattuto in un video particolare, il titolo è “The ocean currents brought us in a lovely gift today…” che tradotto significa “le correnti oceaniche ci hanno portato un bel regalo oggi…” (clicca qui per vederlo). Nel video si vede un subacqueo che nuota letteralmente in un mare di rifiuti. Tutto ciò è successo a Bali (Indonesia) nell’arcipelago delle isole della Sonda, uno dei posti più belli al mondo dove potersi immergere per ammirare un animale a dir poco elegante e maestoso, la Manta Gigante.

Ora, per chi non lo sapesse questi banchi di plastica non sono una novità, è dalla seconda metà degli anni ’80 che sappiamo dell’esistenza di questi veri e propri continenti di plastica, il più famoso è il Pacific Trash Vortex con un estensione stimata tra i 700.000 km² e i 10 milioni di km², in pratica va da una grandezza simile alla Spagna a una simile agli Stati Uniti d’America. In poche parole tutti i rifiuti, principalmente plastici, trasportati dalle correnti finiscono in alcuni punti degli oceani e li rimangono, formando questi veri e propri continenti di rifiuti. Ora, io non sono un chimico, ma non credo ci voglia uno scienziato per capire che tutta questa spazzatura, lasciata lì a marcire, ha e avrà un terribile impatto sull’ecosistema, per non parlare del fatto che entrerà sicuramente nel ciclo alimentare della fauna e di conseguenza anche nel nostro. Vorrei sapere perché ogni volta che i nostri rappresentanti, e intendo dei governi di tutto il mondo, si riuniscono per stilare trattati internazionali in materia ambientale (che poi regolarmente non rispettano…), non parlano mai di questo fenomeno dei vortici di plastica. Ma si, facciamo finta di niente… come sempre…

PS: notare la Manta Gigante che nel video nuota sul fondo per non mangiarsi la plastica… orribile…

Io ne ho viste cose che voi umani… #2

Ho visto mamme che minacciano di querela una professoressa che ha giustamente sequestrato i telefonini agli alunni, loro figli, perché continuavano a giocare ai videogames invece di seguire la lezione.
Ho visto un giocatore di calcio che una volta finita la partita, come gesto di stizza per aver perso, ha lanciato una bottiglietta d’acqua ai tifosi colpendo una bambina e mandandola al pronto soccorso.
Ho visto una professoressa sgridare una bambina di dieci anni perché i genitori non avevano firmato un manleva di responsabilità della scuola nei confronti del minore, minacciandola di denunciare i genitori e chiamare gli assistenti sociali.
Ho visto un popolo intero esigere le dimissioni di presidente e allenatore della propria nazionale di calcio per la mancata qualificazione ai campionati mondiali, ma lo stesso popolo non batte ciglio e non esige niente quando i propri politici commettono nefandezze ben peggiori.
E tutte queste cose, occupano inesorabilmente memoria nel mio cervello…
Continua lo spreco di spazio nella mia testolina…

Spreco

Dovevo fare un regalo per un amico e sapendo, fortunatamente, già cosa comprare mi sono diretto verso il negozio di elettronica e computer più vicino. L’articolo di cui necessitava il mio amico era una mini chiavetta usb da caricare di musica e mettere in macchina, quindi scelgo dall’ampia scelta che il negozio offriva, pago e m’incammino verso casa. Durante il tragitto qualche strano pensiero su ciò che avevo appena acquistato mi balena nel cervello, così estraggo la confezione dalla busta e mi metto ad osservarla. L’involucro è di plastica trasparente e dura, delle dimensioni di una cover per i film o per videogame, dentro oltre all’articolo c’è un altro pezzo di carta/cartone dove sono descritte in dettaglio le specifiche del prodotto. Ora, l’articolo è lungo si e no 2 cm, largo 1 e mezzo e non può essere alto più di qualche millimetro, perché fargli un packaging che potrebbe contenerne 50? Rimetto l’articolo nella busta e cerco di scordarmi questi strani pensieri. Essendo ancora convalescente da una influenza decido di fare un salto in farmacia e consigliato dal farmacista acquisto un mucolitico, torno a casa e decido di prendere la pastiglia appena comprata, apro la confezione e nel blister c’è lo spazio per una quindicina di compresse ma effettivamente ce ne sono solo sette, questo fa si che anche la scatola che deve contenere il blister sia molto più grande del dovuto. Il mio cervello fa anche un’altra associazione mentre tengo in mano la bottiglia di plastica dell’acqua presa per mandare giù la pastiglia, infatti mi riporta alla mente quando da piccolo insieme a mio nonno conservavo le bottiglie di vetro dell’acqua nelle cassette perché una volta alla settimana passava il signore che veniva a prendere i vuoti e ci portava i pieni, che bello, zero spreco, mondo più pulito e quel signore dopo aver salutato mio nonno mi regalava sempre una caramella al limone… Ora quel servizio non lo fanno più, l’acqua te la vai a prendere da solo al supermercato, il mondo è più sporco e pieno di plastica, le caramelle non te le regala nessuno, e nonno mi manca anche se fortunatamente se n’è andato prima di vedere questo schifo…

Ocio amici Blogger – Condannato per il commento di un altro

Prima vedetevi questo:

Quindi se scrivessi, sotto falso nick, un commento diffamatorio diretto a me stesso su un qualsiasi blog altrui potrei denunciare il proprietario e vincere dei bei soldini.

Che Italia ragazzi/e, che Italia!!!

E poi mi chiedono perchè voglio andare via…

Odissea assicurativa

Odissea. Si tratta di odissea. Non saprei come altro definire ciò che mi è successo. Premetto che parlerò di burocrazia quindi se siete (giustamente) già nauseati da tale termine è vivamente consigliato di non continuare con la lettura. Ok scomincio. Ricevo lettera dalla mia assicurazione che m’informa che la polizza della mia auto sta per scadere, quindi decido di guardarmi intorno cercando il prezzo più conveniente. Decido di farmi fare on line alcuni preventivi, per fare ciò servono tutti, e quando dico tutti intendo proprio tutti tutti, i dati relativi all’autoveicolo, al conducente, alla famiglia, alle abitudini quotidiane e forse anche il cognome di tua nonna da nubile. Tra questi dati però ce n’è uno molto simpatico, la “classe di merito”. Secondo la legge n. 990/1969 vengono predisposte 18 classi di merito, con cui si definiscono le rischiosità rappresentate dagli automobilisti e da cui le compagnie assicurative fissano i loro piani tariffari. Per reperire tale dato, fino a poco tempo fa, l’assicurazione, trenta giorni prima della scadenza della polizza, mandava per posta l’attestato di rischio, documento nel quale era riportata la classe di merito. Adesso la legge è cambiata, infatti l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS) ha decretato la dematerializzazione dell’attestato di rischio e cioè fine del cartaceo inviato per posta e via con la banca dati elettronica sotto il controllo dell’IVASS stesso. Ok allora come scritto sulla letterina dell’assicurazione vado sul sito della stessa e faccio il login… errore la password è scaduta. Quindi rifaccio la procedura per avere una nuova password, dopo circa quindici tentativi riesco ad avere la nuova password, ogni volta mi diceva che c’era un errore nella procedura, senza specificare di quale errore si trattasse. A questo punto sono un pelino incazzato. Comunque cerco sul sito le informazioni per accedere alla banca dati IVASS. Le trovo e c’è un Url da copiare nella barra del browser per accedere alla suddetta banca dati. L’Url non si può copiare, m’incazzo ancora un pelino di più ma respiro e riscrivo parola per parola nella barra del browser. Accedo alla maledettissima banca dati e lei magicamente mi chiede il Pin… Quale Pin? Chi lo sapeva che ci voleva un Pin? Sotto leggo che si può richiedere quindi clicco e a questo punto succede l’incredibile, l’impensabile, l’inconcepibile… mi chiedono l’indirizzo per spedirmelo per posta…
Credo fermamente che tutto ciò serva a perdere tempo di modo che vedendo scadere la tua polizza e non potendo circolare ti trovi costretto a rinnovare, anche con una certa celerità, la polizza con l’assicurazione precedente. Mi chiedo perché lo Stato permetta ciò, mi chiedo inoltre cosa aspettino le associazioni dei consumatori a fare qualcosa in tal senso.
Poi leggo le ultime news e vedo che in Puglia due treni si sono scontrati e che si stanno cercando i colpevoli, a me i colpevoli sembrano sempre gli stessi, coloro che antepongono i soldi ai diritti e al buon senso.

Homo Sboronens

In questi giorni ho guardato una trasmissione televisiva, ovviamente non in tv, sono ormai alcuni anni che per scelta ho tolto il televisore, troppe cavolate, era decisamente l’ora di mandarlo aff…, comunque in questa trasmissione che ho scovato girando per il web il protagonista viaggia appositamente per conoscere le persone dei paesi che visita, vuole conoscere come vivono, cosa pensano, le usanze, tutto insomma. Durante uno dei suoi viaggi si trova in Corea del Sud e per strada incontra una ragazza, ci parla e scopre che si tratta di una professoressa di lettere. Decidono di andare a mangiare una cosa insieme e mentre sono al tavolo, tra un boccone e l’altro lui le chiede se ha figli, lei risponde negativamente e lui le chiede se ne vuole, la risposta di lei è stata a dir poco curiosa, la trascrivo fedelmente: “mi piacciono la mia famiglia, i miei amici, ma fondamentalmente l’essere umano è un disastro, per la terra, per gli animali, per la natura… Un Disastro.” E allora mi è tornata in mente anche la scena del film Matrix in cui l’agente Smith interroga Morpheus e gli dice: “desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d’istinto sviluppano un naturale equilibrio con l’ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca. C’è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus. Gli esseri umani sono un’infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga. E noi siamo la cura.” Io non so se queste parole siano completamente veritiere, ma sarebbe almeno il caso di farci un pensierino dato che abbiamo sottoscritto il protocollo di Kyoto e la maggior parte dei paesi non l’hanno rispettato. Basiamo la nostra economia sulla crescita non considerando che il pianeta è uno, ed è finito, nel senso che ha una fine, non cresce insieme a noi. Non parliamo poi della distribuzione della ricchezza, in proporzione uno è straricco e mille muoiono di fame… poi diamo per scontato che l’uomo è dotato d’intelligenza ma si può davvero definire intelligente un essere che distrugge il proprio ecosistema? Io non credo… e poi abbiamo avuto la gran faccia tosta (per non usare altri aggettivi più scurrili ma a mio avviso molto più calzanti) di definirci Homo Sapiens, e quindi sapienti… Sarebbe il caso di scendere un attimo dal banano e riclassificarci… sarebbe meglio definirci Homo Sboronens… meglio che ascolto un po di musica altrimenti mi avveleno i pensieri…

Lacrime alla Reception

Reception di un hotel, sto parlando col proprietario. Mentre parliamo sentiamo singhiozzare, esce di colpo da una porticina dietro al bancone della reception una ragazza che, svelta, prende un pacchetto di fazzolettini da un cassetto e scompare da dove è venuta. Pausa nella conversazione. Attimi d’imbarazzo, il proprietario mi dice che la ragazza è ucraina, e la situazione nel suo paese ha preso una brutta piega, il fratello e il padre sono stati chiamati alle armi. Attimo di gelo, mi spiega che da qualche giorno ha ricevuto la triste notizia e ogni tanto, cede al dolore, scompare dietro la porticina si sfoga e torna a lavoro, poi lui mi esorta a riprendere la precedente conversazione, finisco, saluto e me ne vado. In macchina sono rimasto cinque minuti fermo, ho dovuto fare mente locale prima di ripartire, quello che era successo poco prima mi aveva disturbato psicologicamente, il mio cervello aveva fatto, senza avvertirmi, una simulazione con me come protagonista, la lettera di chiamata, mi vedevo a riprendere la divisa dal sottoscala, dire della partenza ai parenti no no no no… Poi ho smesso di farmi le seghe mentali, ho messo in moto e me ne sono andato, col volante in mano e la tristezza seduta al posto del passeggero.

Dove ti giri ti giri…

A volte si dice che la politica (inteso come chi ci governa) è lo specchio del paese, però non ci chiediamo mai il contrario. Qualche giorno fa ad esempio ho parlato con un signore che ha un figlio di circa dieci anni che gioca a Basket. Mi spiegava che ogni volta che va a vedere suo figlio giocare non si sente a suo agio, essendo contornato da tifoserie a dir poco calorose. Le tifoserie di cui sto parlando sono ovviamente formate per la maggior parte di genitori e conoscenti dei giocatori in campo. Mi raccontava che quando il clima della partita è abbastanza mite possiamo assistere solo a una serie svariata di insulti all’arbitro, quando invece gli animi si scaldano allora può succedere di tutto. Genitori che incitano i propri figli a commettere falli sugli altri giocatori, conoscenti che si mettono sulla porta della palestra per aspettare l’uscita dell’arbitro (e non credo per complimentarsi sull’operato), risse tra genitori di squadre avversarie sugli spalti. Sentendo queste notizie mi chiedo se forse non sia giusto avere una classe politica da terzo mondo (e mi scuso col terzo mondo). Poi oggi leggo che a un deputato del cinque stelle scappa un “breve e circonciso” e mi metto ovviamente alla ricerca del video in questione per farmi due risate. Lo trovo, e in effetti il deputato sbaglia clamorosamente suscitando le ovvie risate di tutti i presenti e anche del sottoscritto. Continuo nella visione e mi rimetto a ridere per la seconda volta, eh si perché forse me ne sono accorto solo io ma anche chi interviene per correggerlo sbaglia clamorosamente, Baldelli presidente di turno infatti lo corregge dicendogli “coinciso, quella è un’altra cosa”, coinciso è di qualcosa che coincide con un’altra, si dice “conciso” e cioè stringato, breve. Tripiedi avrà sicuramente fatto una gigantesca gaffe, ma chi si erge a maestro sbagliando pure lui… In definitiva mi chiedo se non sia logico avere una classe politica inetta, non nascondiamoci dietro a un dito, come si può sperare di cambiare qualcosa se dove ti giri ti giri c’è pieno di coglioni?

#4 TRE DI TRE + Considerazioni varie ed eventuali su tutto quanto

Cominciamo col dire che sono vivo, si è diverso tempo che manco da wordpress, un po perchè ho avuto seri problemi con la connessione e un po perchè quando uno perde l’ispirazione c’è poco da fare, non servono a niente i tre plum cake come nella vecchia pubblicità, che poi tre so tanti, probabilmente tre plum cake più che all’ispirazione contribuiscono alla cartuccera di ammassi adiposi intorno al giro vita con cui ogni uomo che sorpassa i trenta deve avere a che fare. Poi devo ammettere che ho saltato un appuntamento attesissimo, non ho mantenuto la parola data a una persona con la quale mi scuso, quindi Crisalide se leggi queste parole sappi che sono desolato, mi cospargo il capo di cenere, rimedierò subito. Infatti partirò subito con la fantasmagorica rubrica TRE DI TRE, che doveva uscire giovedì e invece esce ora perchè il sottoscritto ha fatto i pezzi… comunque ciancio alle bande e via con l’argomento di oggi: tre volte in cui signora rabbia ti ha tirato per i capelli.

1- Trovare momenti in cui mi sono arrabbiato in vita mia è molto facile, come direbbe una blogger che conosco “a te te rode sempre un po er c…”, ebbene si, la mia mente critica è sempre in fermento e quasi mai pienamente d’accordo con qualcuno. Comunque senza indugio racconterò di una volta alle medie in cui ho passato la bellezza di 2 ore piegato su un disegno tecnico che non riusciva a nessuno in classe, dopo infiniti tentativi ero riuscito a portarlo a termine ma non avevo fatto i conti con un compagnuccio giocherellone che inavvertitamente rovesciò il vasetto della china sul mio foglio. Credo che il mio volto abbia passato in rassegna tutti i colori caldi dell’arcobaleno partendo ovviamente dal rosa, poi mi sono girato verso il compagnuccio e l’ho lievemente minacciato di morte, ma lievemente…

2- Altro giro altra corsa, una volta in cui la rabbia mi ha tirato per i capelli è successa mentre mi trovavo in fila alle poste, carnaio assoluto, odori molesti da parte dei presenti, mentre mi sorbisco questo girone infernale uno a cui avevo visto chiaramente il numerino per la fila fa il furbo, e cerca di far finta di averne un altro che precedentemente era stato chiamato senza successo (ho spiegato decisamente male, ma con un po di fantasia si capisce dai…). A questo punto la mia rabbia mi ha spronato a battere la manina sulla spalla del maleducato e a sputtanarlo davanti a tutti e lui sapete come ha risposto alla mia arringa? “Eh va bè, che sarà mai, ci ho provato…” a queste parole hanno iniziato a prudermi le mani, ma come sempre mi sono controllato e ho chiuso con un “sei un coglione, sparisci…”.

3- Ultimo, ma non per importanza, racconto di quando la rabbia mi ha tirato i capelli è sicuramente quando ho comprato la mia prima macchina, dopo il giro di routine, tutto soddisfatto, la parcheggio sotto casa e al mio ritorno… angolo posteriore sinistro graffiato… credo di aver assunto la stessa espressione di Giovanni quando trova la macchina rigata nel film Così è la vita. Secchiate di rabbia!

Ok credo di aver ottemperato ai miei doveri per quanto riguarda la rubrica TRE DI TRE, però credo che continuerò a scrivere per un pochino, del resto sono stato via per qualche giorno ed è successo di tutto, dalla morte di Mandela (per il quale avevo scritto un post tempo fa) che ricordo davvero con tanto affetto perché è una delle pochissime persone che davvero si possono definire UOMO (vedete non ho usato neanche il passato, l’idea che sia morto non mi entra proprio in testa…), a quella cavolo di legge sui diritti d’autore che sta davvero minacciando la libertà di espressione di noi (e sottolineo NOI perché riguarda anche NOI Blogger, informatevi!) naviganti della rete, a questo cavolo di governo che casualmente si sono accorti essere incostituzionale, esattamente come la legge elettorale che lo ha reso possibile e cioè il Porcellum, all’ennesima abolizione fittizia del finanziamento pubblico ai partiti, a Renzi nuovo segretario del PD che conserva comunque il doppio incarico tanto per gradire e ci ha già fatto capire che per quanto riguarda la politica bancocentrica, oppure che so, le province, non muoverà un dito, insomma, è successo di tutto ma di roba positiva neanche l’ombra, ma sono io che sono pessimista o è questo paese che fa realmente cagare? Bha… staremo a vedere. Vedete, a ripensare a queste cose sono rientrato nel baratro del non scrittore, l’ispirazione se n’è andata di nuovo, quindi penso che andrò a cercarla, volerò alto per avere più campo visivo e una volta individuata mi lancerò in picchiata per ghermire la preda… ma i corvi sono ispirazionivori? Bho, io mangio di tutto…