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La lingua degli autoctoni

I giorni scorrono e io imparo, se pur lentamente, una lingua diversa. M’impegno abbastanza e devo dire che gli autoctoni sono per lo più gentili e cortesi, ma hanno un difettuccio che vale la pena menzionare. Quando parlo con loro può capitare (e capita spesso purtroppo…) che non capisca, quindi immediatamente piazzo lì un bel “sorry for my bad english but I’m still learning, can you repeat please?” che per i non poliglotti vuol dire “scusa per il mio pessimo inglese ma sto ancora imparando, puoi ripetere per favore?”, a questo punto loro che fanno? Mi ripetono esattamente la stessa frase alla stessa velocità con le medesime parole… ora io dico: davanti hai uno che sta cercando d’imparare la tua lingua, ti chiede di ripetere perché evidentemente non ha capito, allora caro anglofono perché non fai uso dei sinonimi? Credo che esistano in tutte le lingue, e poi cosa molto ma molto più semplice, perché non parli un pochino più lentamente? Nel mio lavoro precedente mi è capitato di avere a che fare con persone di diverse nazionalità che parlavano un italiano elementare, quindi per farmi capire meglio cercavo di spiegarmi lentamente, scandire bene le parole e usare termini semplici, è capitato anche di facilitargli la comprensione coniugando i verbi all’infinito… Ora perché sti autoctoni con me non lo fanno? A volte sembrano pure scocciati del fatto che tu non conosca la loro lingua. Come se uno dovesse saper parlare l’inglese per forza… bha… Fortunatamente ho un paio di colleghi pazienti che m’insegnano e io contraccambio insegnando loro parole scurrili in italiano… d’altra parte a loro interessano quelle, che ci vuoi fare…

PS: Per quelli che se lo stessero chiedendo la marmocchia aveva solo abbassato la guardia, nel senso che le difese immunitarie erano indebolite per via del batterio, ora sta meglio e domani probabilmente la dimettono. 😊