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Omaggio a Gregory Corso

MATRIMONIO

Gregory-Corso-fotografato-da-Allen-Ginsberg-1956

Devo sposarmi? Devo essere buono?
Far colpo vestito di velluto e cappuccio da Faust sulla ragazza che abita accanto?
Portarla al cimitero invece che al cinema
dirle tutto su lupi mannari vasche da bagno e clarinetti biforcuti
poi desiderarla e baciarla e tutti i preliminari
e lei che arriva solo fino a un certo punto e io capisco perché
e non mi arrabbio dicendo Devi sentire! È bello sentire!
Invece la prendo tra le braccia mi appoggio a una vecchia tomba contorta
E corteggio lei la notte intera le costellazioni nel cielo –

Quando mi presenta ai suoi genitori
schiena dritta, capelli finalmente ravviati, strangolato da una cravatta,
devo sedere a ginocchia unite sul loro sofà da 3º grado
e non domandare Dov’è il bagno?
Come sentirmi se non come sono,
pensando spesso al sapone Flash Gordon –
O come dev’essere orribile per un giovanotto
seduto davanti a una famiglia e la famiglia che pensa
Non l’abbiamo mai visto! Vuole la nostra Mery Lou!
Dopo il tè e i dolci fatti in casa mi chiedono Come ti guadagni la vita?
Devo dirglielo? Gli sarei simpatico, dopo?
Direbbero Va bene sposatevi, perdiamo una figlia
ma guadagniamo un figlio –
E devo domandare allora Dov’è il bagno?

Dio, e il matrimonio! Tutta la famiglia e i suoi amici
e solo un pugno dei miei, tutti scrocconi e barbuti
che aspettano soltanto cibi e bevande –
E il prete! Mi guarda quasi mi masturbassi
nel chiedermi Vuoi questa donna per tua legittima sposa?
E io tremante che dire direi Torta Colla!
Bacio la sposa tutti quegli arrapati giù manate sulla schiena
È tutta tua, ragazzo! Ah-ah-ah!
E nei loro occhi si vede qualche oscena luna di miele in atto –
Poi tutto quell’assurdo riso e lattine che sbattono e scarpe
Cascate del Niagara! Orde di noi! Mariti! Mogli! Cioccolatini!
Tutti che affollano alberghi accoglienti
Tutti a fare la stessa cosa stanotte
L’impiegato indifferente che sa cosa sta per succedere
Gli idioti nella hall che lo sanno
Il fattorino dell’ascensore che lo sa fischiettando
Il portiere ammiccante che lo sa
Tutti lo sanno! Mi vien quasi voglia di non fare niente!
Stare alzato tutta la notte! Fissare negli occhi quell’impiegato d’albergo!
Gridando: Io nego la luna di miele! Io nego la luna di miele!
correndo aggressivo in quegli appartamenti quasi eccitati
urlando Pancia Radio! Zappa gatto!
Oh vivrei a Niagara per sempre! in una buia caverna sotto le Cascate
mi siederei il pazzo Lunatoredimiele
e escogitar modi per rompere matrimoni, fustigatore di bigamia
santo del divorzio –

Ma devo sposarmi essere buono
Che bello sarebbe tornare a casa da lei
e sedermi vicino al fuoco mentre lei in cuicna
col grembiule giovane e bella vuole un mio figlio
e così felice per me da far bruciare il roast-beef
e viene a piangere da me e io mi alzo dalla grande sedia di padre
e dico Denti Natale! Cervelli radiosi! Mela sorda!
Dio che marito sarei! Sì, devo sposarmi!
Tanto da fare! per esempio entrare in casa di Mr. Jones a tarda notte
e coprirgli le mazze da golf di libri norvegesi 1920
o appendere una foto di Rimbaud alla falciatrice
o incollare francobolli di Tannu Tuva su tutto lo steccato di cinta
o quando viene la Signora Kindhead per la colletta del Fondo della Comunità
afferrarla e dirle Ci sono presagi sinistri nel cielo!
E quando il sindaco viene a chiedermi il voto dirgli
Quando li farai smettere di uccidere balene!
E quando viene il lattaio lasciargli un appunto nella bottiglia
Polvere di pinguino, portami polvere di pinguino, voglio polvere di pinguino –

Eppure se dovessi sposarmi e fosse il Connecticut e la neve
e lei partorisse un bambino e io non potessi dormire, esausto,
in piedi la notte, il capo su una muta finestra, il passato alle spalle,
trovandomi tremante nella situazione più solita
consapevole di responsabilità non rametto sporco né minestra di moneta Romana
O cosa sarebbe!
Certo gli darei per capezzolo un Tacito di gomma
Per sonaglio un sacco di dischi rotti di Bach
Attaccherei Della Francesca intorno alla culla
Cucirei l’alfabeto greco sul suo bavaglino
E per il suo passaggino costruirei un Partenone senza tetto

No, non credo che sarei quel tipo di padre
niente campagna niente neve niente muta finestra
ma rovente puzzolente isterica New York City
sette piani di scale, scarafaggi e topi sui muri
una grassa moglie reichiana che strilla da sulle patate Trovati un posto!

E cinque bambini mocciosi innamorati di Batman
E i vicini sdentati e forforosi
come quelle masse stracciate del 18º secolo
tutti che vogliono entrare e guardare la TV
Il padrone vuole l’affitto
Drogheria Gas Blue Cross & Electric Knights of Columbus
Impossibile sdraiarsi a sognare neve del Telefono, parcheggio fantasma –

No! Non devo sposarmi non devo sposarmi mai!
Ma – e Se fossi sposato a una bella donna sofisticata
alta a pallida in un vestito nero elegante e lunghi guanti neri
con un bocchino in mano e un bicchiere nell’altra
e vivessimo in una penthouse con un’enorme finestra
da cui vedere tutta New York e anche oltre nelle giornate serene
Non non riesco ad immaginarmi sposato a quel piacevole sogno prigione –

Ma e l’amore? Dimentico l’amore
non che sia incapace di amore
è solo che l’amore per me è strano come portare scarpe –
non ho mai voluto sposare una ragazza che somigliasse a mia madre
E Ingrid Bergman mi è sempre stata impossibile
E forse adesso c’è una ragazza ma è già sposata
E non mi piacciono gli uomini e…
ma ci deve essere qualcuno!
Perché e se a 60 anni non sono sposato,
tutto solo in una camera ammobiliata con macchie di piscio nelle mutande
e tutti gli altri sposati! Tutto l’universo sposato all’infuori di me!

Ah, eppure so bene che se ci fosse una donna possibile come io sono possibile
allora il matrimonio sarebbe possibile –
Come LEI nel suo solitario fasto esotico aspetta l’amante egiziano
così come aspetto io – privo di 2000 anni e del bagno della vita.

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Gravido con voglie

Ok credo di essere incinto, in stato interessante, gravido insomma. Perché? Ti starai chiedendo avido lettore (oppure non te ne frega na beata…),te lo spiego subito. Se in un post precedente dicevo di avere le mie cose non vedo perché in questo non potrei asserire di essere incinto. La mia è una gravidanza senza peccato, tutta opera dello spirito santo, che poi, cosa sia questo spirito santo non l’ho mai ben capito… Va bè, fatto sta che come ogni uomo incinto (ma ce ne sono stati altri? Bho…) mi tocca beccarmi anche le voglie, infatti è tutto il giorno che ho voglia di funghi (non quelli allucinogeni…, probabilmente quelli li ho ingeriti da piccolo e mi porto i segni dietro da tutta una vita…), avrei voglia di uno di quei bei piatti di tagliatelle ai funghi porcini, magari freschi, colti proprio oggi, un filo d’olio a crudo e un pochino di grana a scaglie, accompagnati da una bottiglia di rosso sui quattordici gradi affinato in barrique per almeno ventiquattro mesi. E’ chiedere troppo? Dite che sono troppo esigente? Ma nooo, ricordo mia cugina che quando era incinta mandava suo marito a incasinarsi in giro per trovargli le peggio stranezze, e il bello è che lo faceva a qualsiasi ora del giorno e della notte, una volta si fissò sui piselli (e tu mi dirai, ne conosco tante anch’io di donne fissate coi piselli, e io ti risponderò che intendevo i vegetali…), alle tre di notte suo marito fu costretto a cercare una busta di piselli e incredibilmente ci riuscì, citofonò alla gentilissima vecchina vicina di casa che stranamente a quell’ora non lo fucilò sulla soglia come avrebbe dovuto secondo me, ma con estrema cortesia donò una busta di piselli che lui dopo cucinò con amore alla sua amata. Per quanto possa essere buono e caro, e se mai avrò una moglie incinta con le voglie, non farò mai un gesto simile, alle tre di notte, se vengo svegliato, assumo le sembianze di predator e uccido a vista, come predator sono ben armato, le mie armi si chiamano “infradito Patriot”, come i missili vengono lanciate a velocità2921588-Hot_Toys_Scar_Predator calcolabili solo dalla Nasa e colpiscono con una precisione assurda, e ricorda che se una non va a segno ce n’è sempre un’altra che la segue ed è molto più precisa. All’occorrenza possono essere usate come armi contundenti, la ciabattata nel di dietro provoca rossori e dolori smisurati. Sant’uomo il marito di mia cugina, o forse potrei aggettivarlo diversamente, ma sono un corvo… e sorvolerò…

Riflessioni sull’amore e i suoi derivati

Ho notato che l’argomento amore è sicuramente il più seguito su questo blog, non che la cosa mi stupisca più di tanto, del resto milioni di poeti, cantautori e artisti in generale hanno cercato di spiegare invano che cosa realmente sia questa cosa chiamata amore. Anche gli interventi su questo blog sono stati molteplici e diversi tra loro ma alcuni mi sono rimasti impressi nella memoria e mi hanno fatto pensare. Vorrei riproporli in modo che ognuno possa trarre da queste parole alcune riflessioni che credo siano importanti, o almeno lo sono per me. Grazie mille agli autori.

sguardiepercorsi sull’amore…
L’amore non è quella cosa romantica che pensiamo. È il quotidiano dialogo con un altro che è diverso da te, che a volte comprendi profondamente, altre ti sembra un estraneo. È la fatica di trattenere modi e azioni distruttive quando sei stanco e nervoso, e non sopporti chi ti sta accanto. È andare oltre il tuo nervoso e la tua rabbia per cercare di vedere l’altro e le sue ragioni. È ricordare ciò che ti ha fatto innamorare, ciò che ti piace di lui/lei. È accogliere l’altro per come è, non per come vorresti che fosse. È accogliere la diversità dell’altro come occasione per lavorare su di sé, per allargare i propri confini, per smussare i propri angoli. È pazienza, tolleranza, esercizio di comprensione.
E poi, una cosa che dipende dalla fortuna dell’alchimia: la compatibilità dei difetti. Perché se i difetti dell’altro proprio ti mandano fuori di testa, è tutto molto difficile. E compatibilità non significa che ti devono piacere, solo non ti devono attivare troppo.
Ho scritto solo delle cose impegnative, perché le altre sono facili e vengono spontanee. L’amore si gioca quando comincia la salita.
Detto ciò, amo mio marito e mi sento amata, e credo che l’esperienza d’amore e di vita insieme valga tutte le fatiche, e le ripaghi.

(al_nick_ci_penserò!) e il suo ottimismo sfacciato anch’essa sull’amore… (il blog che ho linkato è privato quindi lo visualizzerete solo dopo aver chiesto il permesso alla proprietaria)
Perchè tu vedi ciò che in fondo ti rassicura e vale a dire ciò che conferma la tua idea di finto amore. Pensaci: ma cosa accadrebbe se cominciassi a vedere persone innamorate e sincere attorno a te? Dovresti cambiare la tua convinzione.
Ti dico anche un’altra cosa: le persone che dicono che non esiste la persona giusta è perchè sono esse stesse lontano dall’essere una persona giusta.
E poi.. poi, secondo me, per amare bisogna sapersi fare amare e per farsi amare bisogna saper amare. Ti ripeto, ci vuole impegno su se stessi e verso l’altro e la cosa deve essere fatta da entrambi nella coppia.
Che la faccenda non sia semplice lo penso anche io, ma non credo che anche intorno a te non ci siano vere coppie.
Mi chiedi però come è che faccio a credere a ciò che dico: bè perchè so che voglio essere amata e so che per questo è importante che anche io sappia amare.
Un’altra cosa, non concentrarti sugli altri, ma a che ti serve? L’amore è qualcosa che lega due persone, che legherà te ad un’altra persona. Che c’entrano gli altri? Pensa a te, all’amore che vuoi dare, a quello che riceverai e lotta per ciò in cui credi.

La Dona sul matrimonio e l’amore
A parte i chiari motivi per cui le coppie non mettono su casa e famiglia ma sono convinta che dietro questa scelta vi sia anche una parte di “comodo”
Quando io e Stefano ci siamo sposati nel 1997 non avevamo un soldo, lui lavorava da un anno e mezzo, io avevo un lavoro che avrei perso se fossi rimasta incinta e i nostri genitori non avevano soldi per farci sposare. Il matrimonio si è fatto lo stesso. Casa presa in affitto, abiti “economici” buffet dopo la celebrazione fatto da noi senza catering o robe simili, bomboniere intelligenti…insomma con una spesa che fu inferiore al milione e mezzo di lire il matrimonio si fece, e parlo di tutto compreso. Ma non fu una schifezza intendiamoci, ancora oggi chi vi partecipò lo ricorda come un bellissimo matrimonio. Ho raccontato tutto questo perché alla base c’è staato il voler sacrificare delle cose “inutili”…cosa che anche dopo negli anni ci è capitato di fare. Quando due persone decidono di sposarsi, civilmente o in chiesa, il presupposto dovrebbe essere che duri per sempre ma le difficoltà banali pare diventino ostacoli colossali impossibili da superare. Non puç stare in piedi una situazione così è logico. Una coppia cresce solo se affronta quotidianamente scazzi, divergenze, sacrifici, rogne…nella buona sorte sono capaci tutti a stare insieme. Con questo non voglio dire che non ammetto il divorzio. Ci sono coppie che non possono proprio stare insieme ma credo che nella stragrande maggioranza dei casi i motivi del divorzio siano vere e proprie cazzate.

E poi ci sono io, quello che le domande le ha poste e postate, quello che dall’amore è stato bruciato diverse volte e non ci crede più, quello che non ha più voglia delle frasi a effetto che vengono pronunciate ogni volta perchè “presi dal momento”, quello che si guarda intorno e pensa dentro di se che d’amore non se ne vede quasi punto, quello che non scommetterebbe su una coppia neanche se si trattasse di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, quello che pensa che meglio soli che mal accompagnati, quello che in fondo nell’amore non ci crede, ma ci spera…

Diciotto su Venticinque

Oggi mi sono ritrovato a parlare con un cliente del più e del meno, mi parlava di suo figlio che io avevo visto piccolo diversi anni fa, mi dice che quest’anno frequenterà le scuole medie e che non gli piace molto andare a scuola, una discussione poco interessante se non fosse che a un certo punto mi mette a conoscenza che in classe di suo figlio su venticinque bambini ben diciotto di loro hanno i genitori separati. Parliamoci chiaro, io non ho niente contro chi decide di separarsi o divorziare, capisco benissimo che non sempre si può andare d’amore e d’accordo per tutta la vita e quindi a volte è necessario andare ognuno per la propria strada, però questo mi sembra un dato abbastanza allarmante perchè diciotto su venticinque mi da l’idea di una specie di moda. Tra l’altro io ero rimasto a numeri abbastanza diversi, qualche anno fa ricordo di aver letto un articolo che parlava di una coppia su due, quindi uno aveva il cinquanta percento di possibilità di separarsi così come di continuare beatamente il matrimonio. Con questa ultima testimonianza mi viene la curiosità di andare a rivedere quei dati, saranno cambiati? Qualcuno ne sa qualcosa? E comunque sapendo di questi dati come si può credere ancora oggi a valori come la famiglia? Se questa domanda la rivolgessi a uno di quei bambini probabilmente mi risponderebbe: “quale famiglia? Quella di mamma o quella di papà?”. Tristezza…