Tag: moto

Fenati, un gesto folle…

Nelle corse, che siano di auto, di moto, o di qualunque altro mezzo siamo abituati a vedere duelli serrati al limite del lecito, spesso i piloti compiono manovre azzardate che in alcuni casi mettono a rischio se stessi e chi condivide la pista con loro. A noi spettatori quelle manovre possono generare indignazione come esaltazione, come tante altre cose in questo mondo dipende da quale punto di vista le si osservano. Quello che però è successo Domenica al “Misano World Circuit Marco Simoncelli”, non solo non si era mai visto nelle corse motociclistiche, ma, a mio avviso, non è classificabile, e specificatamente al mondo delle moto è il gesto più brutto e pericoloso che un pilota possa pensare di fare. Sto parlando del gesto che Romano Fenati si è permesso di fare ai danni di Stefano Manzi. In pratica, durante la gara di Moto 2 i sopracitati piloti, come direbbe qualcuno degli addetti ai lavori, si sono presi a sportellate. Succede, è nel DNA delle corse, e in quello dei piloti. Quindi, dopo diversi sorpassi e controsorpassi aggressivi Fenati ha deciso deliberatamente di affiancare Manzi, togliere la mano sinistra dal proprio manubrio, portarla su quello dell’avversario e pinzare il freno anteriore. Fortunatamente la moto di Manzi ha solamente sbandato e poi ha continuato dritta per la sua strada, ma alla velocità di più di duecento chilometri orari una pinzata al freno anteriore può portare tranquillamente al ribaltamento della moto e del pilota, con conseguenze potenzialmente letali. Il gesto di Fenati ha portato come conseguenza nell’immediato la bandiera nera che l’ha costretto a fermarsi all’istante. Nei giorni seguenti la Dorna (la società che gestisce il mondiale Motogp) ha deciso di squalificare per due gran premi Romano Fenati a causa del gesto folle che ha commesso in gara, e di penalizzare Stefano Manzi con meno sei posizioni in griglia nel prossimo gran premio per guida irresponsabile. C’è chi dice che la squalifica per due gran premi non è sufficiente, molti credono sarebbe stata più consona la squalifica per l’intero campionato, e comunque è evidente che la Dorna più di tanto non può fare, perché avrebbe dovuto essere più rigida anche in passato con un certo Marquez, e non avendolo punito adeguatamente non può farlo oggi con chiunque altro. Per quanto mi riguarda mi associo alle parole del pilota Motogp Cal Crutchlow il quale non va tanto per il sottile e afferma “Credo che Fenati non debba più salire su una moto”. Il gesto di Fenati è stato volontario e potenzialmente letale, è come puntare una pistola contro qualcuno, fare fuoco, e casualmente non centrarlo, perciò per me non ci sono dubbi, Fenati andrebbe squalificato a vita. Nonostante la Dorna abbia fatto poco, fortunatamente ci hanno pensato l’attuale team (Marinelli Snipers Team) che lo ha licenziato in tronco, e il futuro team (Forward Racing Team) che per il 2019 non ne vuole più sapere niente di lui. Da questa triste vicenda spero solo che i giovani e giovanissimi piloti imparino che va bene correre, va bene anche il sano agonismo e la voglia di vincere, ma c’è un limite. In moto si rischia la vita ogni volta che ci si sale sopra, cerchiamo almeno di non aumentare la probabilità dando sfogo alla parte peggiore di noi stessi.

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Un altro giorno insieme alla sfiga

Non faccio in tempo a scrivere un post sulla mia passione che la sfiga ci mette lo zampino… Ma la giornata di oggi va raccontata dall’inizio perché quello che mi è successo ha del surreale. Giornata libera quindi decido di riempire la mattinata coi rompimenti di zebedei e lasciarmi il pomeriggio libero per dedicarmi alla mia bambina meccanica. Quindi mattinata all’insegna dello shopping (che per le gentil pulzelle potrà essere anche uno svago agognato ma per noi maschietti nel novantanove per cento dei casi ha lo stesso effetto di uno schiacciasassi che ti fa manovra sul sacchettino scrotale…), che ovviamente non è andato come avevo pianificato, infatti per trovare tutti gli articoli che volevo ho dovuto girare almeno quattro negozi che per me, vi giuro, sono tantissimi, infatti ho perso almeno due ore buone e guadagnato un principio di orchite che durante la giornata ha visto bene di acutizzarsi. Dopo l’infausta visita ai negozi d’abbigliamento ho deciso di andare a tagliarmi i capelli (altra cosa assolutamente seccante, perché tutto ciò che mi tiene fermo per più di cinque minuti per me è assolutamente noiosa) e indovinate un po’? Si, la parrucchiera mi ha scorciato troppo i capelli, nonostante gli avessi detto espressamente di andarci piano, ma si sa, le parrucchiere mentre lavorano parlano del nulla cosmico e sovrappensiero ti fanno il taglio che pare a loro… maledette… Uscito da lì, tra un imprecazione e l’altra sono andato a pranzare e poi, finalmente, ho sceso le scale sempre più felice, sono montato in sella alla mia bambina e… e la stronza non si è avviata… ho tentato e ritentato ma non ne ha voluto sapere… quindi il pomeriggio da dover essere spensierato e all’insegna della libertà si è tramutato in un rompimento di ammennicoli misto a rabbia condito con uno sfacelo di turpiloqui e un bel topping di appelli poco lusinghieri a qualsiasi tipo di divinità mi venisse in mente (i baciapile mi scuseranno)… Dopo aver sfogato un bel po’ di rabbia ho dovuto fare i conti col da farsi e infatti ho chiamato un amico che gentilmente mi ha prestato il carrello e la macchina col gancio, così ho potuto caricarci la bambina (spendendo mezzora nel legarla nel modo giusto, che non sono affatto sicuro sia stato quello che ho messo in atto) e portarla dal meccanico specializzato che dista buoni quaranta chilometri, che ovviamente ho percorso con la paura di aver assicurato male la bimba sul carrello e l’incubo di vederla nello specchietto retrovisore mentre si ribalta allegramente sull’asfalto… Dopo questo girone infernale sono tornato a casa che ormai il pomeriggio se n’era andato, quale altra sfiga potrebbe uscire dal cilindro e cogliermi di sorpresa stasera? L’esplosione del pc? Un meteorite che mi centra il tetto? Una caduta rovinosa in doccia? Ormai mi aspetto di tutto…

La mia passione

Giornata d’inizio estate tiepida e soprattutto libera, che fai? Che domande, punto numero uno dormo a oltranza finchè è il letto che mi dice “senti coso, sei sdraiato qui sopra da più di dodici ore, va bene oziare ma mi pare che tu stia leggermente esagerando…”, punto numero due colazione da lottatore di sumo, sarei anche a dieta ma una volta a settimana chissene, e poi, comincia il rito… mini zainetto da serbatoio con dentro effetti personali, prendere guanti, giacca, casco e scendere le scale col sorriso che si allarga piano piano. Mettere fuori la bimba dal garage, indossare il tutto e partire, breve sosta al distributore e via, su per le colline senza una meta precisa, solo ed esclusivamente godersi il paesaggio e la magnifica sensazione di libertà che solo la moto può darti. Passare due o tre ore per curve, aria buona, e scorci da mozzare il fiato è una di quelle cose a cui rinuncerei davvero difficilmente. Mentre sono in moto i cattivi pensieri scompaiono, la mente è focalizzata solo ed esclusivamente sul presente, sul suono del motore, sulla marcia giusta da inserire per entrare in curva, sulla traiettoria ideale da percorrere, non c’è spazio per nient’altro, e scusate se è poco… A volte capita anche di incrociare uno “col tuo stesso identico umore, ma con la divisa di un altro colore”, un altro biker che t’incrocia, e anche se non lo vedi in faccia sai che sotto al casco c’è un sorriso da bambino che gioca col balocco preferito praticamente identico al tuo, quindi saluto reciproco con le due dita alzate e nuovamente via, a rincorrere altre curve. Poi capita di fermarsi in cima a una collina per gustarsi una bevanda fresca e trovarsi davanti un paesaggio che sembra uscito da un quadro… Godo…

Di depressione e ispirazione

Quando ti accorgi che il tuo ritmo circadiano invece di somigliare a una marcetta da banda di paese carina e regolare è più simile a uno spartito di una canzone punk, quando mangiare una nocciolina di troppo ti provoca la sovraproduzione di quei sette o otto litri di succhi gastrici, quando cerchi conforto nel tuo strumento musicale ma ti ritrovi a suonare alle due di notte “the blower’s daughter” di Damien Rice, bhè, quando tutto ciò accade vuol dire che una puntina di depressione probabilmente ce l’hai… Non mi soffermerò sui motivi più profondi che spingono una persona ad essere depressa, ognuno ha i suoi, e poi il più delle volte neanche sono poi così interessanti e alle persone, di solito, sentire o leggere di uno che si lamenta non interessa. Potrei allora fare una bella lista di azioni dirette per vincere la depressione, ma volete davvero la verità? Dalla depressione non si guarisce, si può imparare a ignorarla, si può imbrogliare la propria mente sostituendo abitudini negative con altre positive, si può perfino credere di aver vinto la battaglia, ma non è così, quell’ombra è sempre lì, accanto a te, ovunque tu vada. L’unica cosa davvero saggia da fare allora è conviverci. Come dice la mitica Geppi Cucciari “se non riesci a uscire dal tunnel… Arredalo!”. A parte gli scherzi, l’unica soluzione è trovare l’ispirazione, si, come uno scrittore che deve iniziare il suo libro, come un musicista davanti al pentagramma in cerca di una melodia. Trovare qualcosa che ti ispiri e riesca portarti un po’ più in superficie a prendere una boccata d’aria. Io stasera l’ho trovata l’ispirazione. Cercando qualche video relativo alla mia passione ho scoperto Di.Di., cos’è? Guardate coi vostri occhi e poi ditemi se guardandoli non vi sentite ispirati. VIDEO 1, VIDEO 2.

Bye bye Nicky

Sono rientrato a casa stasera e mentre spippolavo su internet ho visto il seguente titolo “Nicky Hayden non ce l’ha fatta, è morto oggi”. Il mondo del motociclismo, purtroppo, periodicamente ci regala tragedie, sta nell’ordine delle cose. Fare il pilota di moto è un lavoro tanto bello quanto pericoloso e questo i centauri lo sanno, conoscono perfettamente i rischi ma li affrontano con coraggio e determinazione gara dopo gara. Abbiamo dovuto salutare un sacco di piloti per incidenti fatali, Luis Salom l’anno scorso, il nostro Marco Simoncelli nel 2011, e ancora Tomizawa, Kato e tanti altri del passato più remoto, gente del calibro di Jarno Saarinen o Renzo Pasolini… e oggi è toccato a Nicky Hayden. Ma la cosa strana è che non è morto mentre faceva la cosa che gli piaceva di più, e cioè sfrecciare a trecento all’ora su un circuito, no, è morto in bici, mentre faceva una sgambata d’allenamento su una strada vicino a Misano. Non ha rispettato lo stop a un incrocio dicono, una macchina è sopraggiunta e l’ha sbalzato dalla bici. Sono cose che succedono, d’altronde si dice così no? Si, però non è una consolazione e perdere un centauro come lui fa comunque male. Bye bye Nicky…

Post senza senso

Amico: Oh ma lo sai che la Leotta le ha uscite?
Corvo: Chi?
Amico: Si dai, Diletta Leotta!
Corvo: …
Amico: Quella di Sky!
Corvo: …
Amico: Ma tu il calcio non lo guardi?
Corvo: A me piacciono le moto…
Amico: Ma tiferai per qualcuno no?
Corvo: Si, per Valentino Rossi, ma di solito tengo per tutti gli italiani, Iannone, Dovizioso, e poi mi piacciono le nuove leve in Moto 3, Bulega, Bastianini…
Amico: Intendevo nel calcio!
Corvo: Bho, non saprei…
Amico: Va bè… ci rinuncio…

Amico: Oh ma lo sai che la Buccino le ha uscite?
Corvo: Chi?
Amico: Si dai, Cristina Buccino!
Corvo: …
Amico: Quella che stava con D’Alessio!
Corvo: Gigi?
Amico: Noo, suo figlio!
Corvo: Gigi D’Alessio ha un figlio??? O.o
Amico: Dai, quella che ha fatto l’isola dei famosi!
Corvo: Bho… io l’isola dei famosi non l’ho mai vista…
Amico: Ma te dove vivi?
Corvo: A casa mia, vai tutto dritto, la terza a destra e ci sei!

PS: Ora, vorrei conoscere il diretto responsabile del neologismo “escile”, che odio tanto quanto quel deficiente totale che per primo ha abusato del “piuttosto che”, e già che siamo a dirsele ci metto dentro anche quell’intelligentone che ha permesso a una parola come “petaloso” di fare parte della lingua italiana.

PS2: Mi sa che questo post non ha senso…

Un bel week end da appassionato

Come si passa un bel week end da appassionato? Dipende! Eh si, dipende da qual è la passione. Molti sono appassionati di calcio e probabilmente si organizzeranno in gruppi per seguire la squadra del cuore, altri sono più inclini al relax e vorranno oziare in qualche spa, altri ancora amanti della buona cucina macineranno secchiate di chilometri per andare a cena in un ristorante particolare, insomma ognuno, giustamente, cercherà di assecondare quella che è la sua passione. Anch’io ne ho una, è da qualche anno che la coltivo, e nello scorso week end ho potuto sfogarla a pieno, tanto che ancora adesso se ci penso mi viene da sorridere. La mia passione per chi ancora non lo sapesse è la moto. Quel cavallo d’acciaio che tanti odiano perché pericoloso (e lo è) a me regala una sensazione di libertà incredibile, per non parlare dell’adrenalina… Quindi il mio week end è iniziato sabato pomeriggio, nel garage, dove ho potuto svolgere tutti i lavori di manutenzione e le coccoline di cui necessitava la mia bambina. Gli ho fatto un bel bagnetto, poi l’ho lucidata con i suoi prodotti preferiti, ho ingrassato a dovere la catena, ho montato le leve nuove per freno e frizione e quando è arrivata la sera, perché c’ho messo delle ore a fare tutto, l’ho salutata ansioso di cavalcarla l’indomani. Il giorno dopo il ritrovo era a un bar vicino a casa mia, inutile dire che mi sono presentato con quasi mezz’ora di anticipo, segno inequivocabile di passione, e di voglia sfrenata di partire. Gli altri, perché stavolta eravamo ben in dieci, sono arrivati poco dopo, anche loro tutti in anticipo, chissà perché? Dopo il caffè e le solite chiacchere motociclistiche, il Prof (il più vecchio e più esperto del gruppo) annuncia l’itinerario e invita a gran voce a salire in sella per la partenza. Il punto di arrivo è il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, inutile dire che è bandita l’autostrada, i motociclisti odiano le autostrade, troppo dritte e monotone, molto meglio le curve, infatti qualcuno diceva che “la curva non è una semplice deviazione, è una gioia, un esercizio mentale che ti porta a ragionare passo a passo la manovra corretta, i giusti giri del motore, la marcia perfetta da inserire ed è un esercizio fisico che esprime il gesto che vorremmo fosse efficace e bello da vedere nello stesso tempo”. Quindi più di cento chilometri di curve con soste solo ed esclusivamente per rifornirsi di carburante e per una sigaretta veloce, per chi ancora ha quel vizio, io fortunatamente me lo sono tolto. All’ora di pranzo siamo in vetta all’appennino e mentre guardiamo il panorama consumiamo il pranzo sulla terrazza di un agriturismo. Il Prof è in forma oggi e ci fa ammazzare dalle risate con le sue barzellette, e mentre gustiamo il caffè già ragioniamo su quale percorso affrontare per il ritorno. Quindi risaliamo in sella ai nostri destrieri e ricominciamo a rincorrerci per quelle meravigliose strade immerse in verdi boschi, con panorami mozzafiato, il tutto in una domenica di fine settembre fresca e soleggiata. Che goduria!!!

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PS: Su Youtube ci sono molti video dedicati alla passione del motociclismo, questo è uno dei più belli secondo me… ed ha pure una buona colonna sonora…