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Battezzato alla vigilia

Oggi mio nipote mi ha battezzato. Qualcuno si ostina a chiamarla acqua santa… Io la chiamo pioggia dorata. Madre (ndr: sorella del Corvo) intenta nei suoi lavori mi dice “cambia il bimbo”, con una nota di autoritarismo misto a esaurimento nervoso imminente (non posso negarlo), così tolgo il pannolino all’infante e lui guardandomi coi suoi meravigliosi occhi blu e un sorriso a zero denti s’immedesima in un idrante e inizia a innaffiare l’intorno, me compreso. Impreco. Lui mi guarda e ride, poi smette, e nel silenzio sento Madre che avendo udito il mio rosario si spertica letteralmente. Si affaccia nipote femmina (quattro anni) “ah ah ah zio, ha beccato anche te!” e se ne va. Sono zitto, bagnato, e un tantino umiliato. Poi lo guardo, gli do un bacio e lo cambio. Finito di sistemarlo mi accomodo sul divano con lui in collo, accanto a noi c’è l’albero di Natale, lui è preso dalle lucine, guarda con stupore l’intermittenza delle luci, poi sospira e si getta letteralmente addosso a me in un abbraccio tenero. Non so perché l’abbia fatto, se fosse voluto, probabilmente no, ma è stato bello, davvero bello. Domani è il tuo primo natale e sarà meraviglioso, come te, e forse nella semi-coscienza di bambino in fasce mi concederai un altro dei tuoi teneri abbracci.

Natale sigh!

E’ ufficiale. Squillino pure le trombe. Che parta un rullante, sto per fare una rivelazione al mondo intero. Una cosa che è successa per caso, vi giuro! Neanche io so bene come possa essere capitato! Pronti? “Devo fare un altro buco alla cintura!”. E qui ovazione, scoppio di petardi, coreografia di un gruppo di ballerine brasiliane e…. e fra poco c’è il Natale e… e sono fottuto. Ma anche te lettore sei fottuto, perché il Natale non arriva mica solo a me sai, arriva anche a te. (Se chi legge è uno/a di quelli/e che hanno il metabolismo veloce e possono mangiare quello che vogliono senza prendere un chilo sappi che ti odio profondamente) E quindi come me anche tu ti tufferai di testa in primi e secondi, per arrivare quasi esausto ai dessert e finire tipo l’omino michelin sul primo divano nel raggio di dieci metri. Ovviamente semicosciente e provvisto di bolla al naso. Ricordo che da bambino aspettavo il Natale con trepidazione, la notte non riuscivo a prendere sonno, ascoltavo con attenzione tutti i rumori della casa e speravo di sentire Babbo Natale che scendeva dal camino. La mattina mi svegliavo prestissimo e mi precipitavo dai miei genitori per esortarli ad alzarsi e accompagnarmi a scartare i regali. La sensazione la ricordo davvero bene ed era fantastica. Poi sono passati gli anni e adesso mi tocca ammettere che il Natale lo vivo a dir poco in maniera diversa. Direi che la definizione esatta potrebbe stare in mezzo a queste due: uno scambio di falso affetto, una trovata commerciale. Preferirei non aggiungere altro. Sono troppo pessimista?… Naaaaa PS: Ah dimenticavo, Buon Natale…  s