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Ennesima notte senza sonno

Ok, stanotte è una di quelle notti che non riesco a dormire. Ormai mi conosco, periodicamente mi capita, non ne ho mai individuata la ragione ma tant’è. Quando succede quindi mi organizzo cercando di ammazzare il tempo e stanotte ho optato per, guardarmi tre o quattro puntate di “Posso venire a dormire da voi” programma a mio avviso molto carino e istruttivo, finire di leggere un libro che mi avevano consigliato e che dalle premesse doveva essere uno dei libri più belli di sempre, in verità mi ha fatto semi-cagare, mangiarmi una quantità indefinita di pistacchi cercando nuova musica.Poi all’improvviso è successo. Con la coda dell’occhio ho visto una figurina scura sul muro che si muoveva. Così ho acceso la luce, et voilà, uno degli animaletti più utili e simpatici che conosca è venuto a farmi visita!

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Trattasi di comune geco, anche se in Toscana spesso la definiamo Tarantola (da non confondersi con il ragno), credo derivi dal fatto che il suo nome scientifico è Tarentola Mauritanica. Sappiate che questi simpatici rettili sono praticamente innocui e inoltre svolgono una delle funzioni più utili a chi come me odia le zanzare, se le mangiano! Quindi non posso che dargli il benvenuto e sperare che resti più tempo possibile. Vorrei anche dargli un nome ma non so se è un maschio o una femmina… Non credo si possa accorgersene sbirciando sotto la coda… qualcuno sa come si fa a capirlo? Va bè facciamo una cosa, io lo/a chiamo Andrea, tanto va bene sia per i maschi che per le femmine…

Notte Minimal

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Stanotte è notte incasinata, in testa diverse idee sulle quali sviluppare riflessioni, pensieri che saltano da un argomento all’altro come se fossero collegati da chissà quale sfumatura comune, e subito dopo trovarli invece così distanti, quasi inconciliabili.

Pensieri di speranza infranta, di nostalgia ingiusta, di critiche non ragionate, di scuse infondate, di mare e di terra, di verità scomode, di ricordi da dimenticare, di parole non dette e forse neanche pensate, di troppo tardi e di troppo presto, di ferite rimarginate, di squallida convenienza, di illusioni, di giustizia negata, di solitudine necessaria, di commozione e di incazzature, di tutto e di niente.

Non è proprio la notte adatta per mettersi a sviscerare ogni pensiero, a volte bisogna mandare a quel paese i “perché” e lasciare la mente libera, che vada dove vuole. Che produca flussi di coscienza o resti immobile e fissa sul vuoto cosmico non è importante.

Lo spreco di energie mentali deve essere ridotto, portato al minimo.

Tutto deve tendere allo zero.

E anche la musica deve fare la sua parte.