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Consigli del web

Mi sta succedendo una cosa un po’ strana, il web mi dà dei consigli per gli acquisti (fa tanto Costanzo… anche se per lui sarebbe contigli pe gli acquitti…) che non riesco a interpretare. Mi spiego meglio, quando navighiamo nel web possiamo vedere che nella maggior parte dei siti ci sono dei banner pubblicitari che ci spronano all’acquisto di prodotti. Questi banner possono essere “pilotati” da le ricerche che noi utenti abbiamo fatto, ad esempio, se io vado su ebay e cerco una maschera da sub, potrò notare che in seguito a quella ricerca i banner pubblicitari dei siti sui quali navigherò verteranno tutti su maschere da sub o similari. Ora, chiarito questo concetto qualcuno mi spieghi perché da un po’ di tempo a questa parte io debba avere come banner pubblicitario sempre e solo questa:
Vi giuro che non ho mai fatto ricerche di alcun genere di abbigliamento, anche perché penso che i vestiti debbano essere provati prima di essere acquistati, meno che mai ho fatto ricerche su Superman che sinceramente non è neanche il mio genere di film o fumetto. Quindi per quale cavolo di motivo mi bombardano con l’immagine di questa orribile maglia? Ma guardate che schifo, attillata come una muta in neoprene, con la fisicata fake e il simbolo di Superman, oibhò, non la metterei nemmeno per un travestimento di Carnevale… Che forse il web mi stia consigliando di diventare un nuovo Supereroe? Vediamo… mmm… che poteri ho? Ho una bella insonnia cronica, non so a cosa possa servire ma comunque c’è, oppure ho la capacità di intasare qualsiasi tubo di doccia con i capelli, anche questo potere mi sembra abbastanza inutile e anche un po’ fastidioso, avevo una vista da falco ma superati i trenta è andata scemando… Quindi potrei essere il primo Supereroe senza poteri e senza particolari capacità! Ok procedo subito all’acquisto della suddetta maglia che diventerà il mio costume ufficiale, e il mio nome riecheggerà nei secoli dei secoli “Senzaman, il Supereroe senza poteri!”…

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I discutibili videoclip delle banche

Sul web in questi giorni stanno circolando dei video che sono diventati virali in pochissimo tempo, sto parlando di quella specie di spot di una banca in cui una direttrice presenta la propria filiale con tanto di canzoncina finale, e della parodia di una canzone di San Remo che s’intitola Bancarius Karma. Dalle notizie sui vari quotidiani on line si capisce che i suddetti video erano stati creati per un contest dettato dalla dirigenza della banca e quindi interno all’azienda, pertanto non sarebbero mai dovuti divenire pubblici, anche se poi, purtroppo, lo sono diventati. In men che non si dica il popolo del web ha invaso con commenti poco positivi i suddetti video, e siccome il web non è mai nè ragionevole nè comprensivo nei confronti del prossimo, spesso i commenti sono sfociati in vere e propri insulti. Ora, io capisco che si debba tutelare e difendere i produttori dei video e che non è giusto accanirsi contro di loro, ma è più forte di me, devo dire la mia. Innanzitutto se vuoi produrre un video in cui “ci metti la faccia” devi accettare il fatto che vivi nell’era dei social network, e quindi se consegni quel video a terze parti, anche se facenti parte della tua stessa azienda, rischi che queste per un qualsiasi motivo commettano la leggerezza di postarlo sul web. Non è una certezza, ma è molto probabile, visto anche il contenuto del video. E parliamo proprio di questo, del contenuto del video, anche perché in un articolo di un noto quotidiano si difendono (o meglio, si cercano di difendere…) i realizzatori del video sostenendo che non sono dei creativi pubblicitari. Ora, neanch’io sono un creativo, ma per fare un minimo di critica a questo video basta il buon senso e un minimo d’occhio. All’inizio del primo video assistiamo a più di tre secondi di assoluto silenzio in cui la direttrice ci guarda con un sorriso imbalsamato, cosa che secondo me crea solo gelo e imbarazzo in chi guarda. Subito dopo passa alla presentazione di sè e del suo Staff, sinceramente mi ricorda un alunno delle elementari che ripete la poesia a memoria, quindi niente interpretazione e tempi “televisivi” completamente errati, per non parlare della ripetizione senza senso della parola “anzi”. Il video, dopo l’ormai famoso gesto del “ci metto la faccia” si conclude con una terribile canzoncina cantata a cappella (a cappella? Direi più a… SSHHH! Corvo contieniti…) che ascoltandola ho provato imbarazzo io per loro… Del secondo video, che è una parodia di una canzone di San Remo ho poco da commentare, interpretazione stonata, balletto orripilante, sorrisi inesistenti e la solita e immancabile sensazione d’imbarazzo. Ora, cari direttori di filiali, se il vostro superiore vi chiede un video di presentazione della filiale date retta a un cretino che non è neanche un creativo, andate su Youtube, cercate uno di questi ragazzi sui 18/20 anni che sono appassionati di video making che non hanno troppi iscritti e quindi staranno cercando di farsi le ossa, ce ne sono solo qualche migliaio, mettetevi d’accordo sul budget (che vi assicuro esiguo), fatevi consigliare da loro (che ce ne sono di davvero bravi e preparati) e create insieme un vidoclip, non dico professionale, ma quantomeno serio, con un testo sensato senza ripetizioni, un montaggio degno, e una qualità video e audio almeno sufficienti. Potrete poi stare tranquilli che la vostra clip non diventerà un mostro del web e che nessuno vi prenderà in giro.

Bevande energetiche

Qualche sera fa un amico m’invita a casa sua per una cosina tranquilla, birretta e olimpiadi, che per una seratina infrasettimanale non mi pare malaccio. Mentre beviamo e scorriamo i canali di sport riceve una telefonata. E’ un suo amico che gli dice di trovarsi in zona e lui lo invita a unirsi a noi. Quando arriva ci presentiamo e mi dice di lavorare per una nota azienda produttrice di bevande energetiche. Mentre parliamo del più e del meno, complice l’alcol della birretta (che poi non era una ma due o tre… è che con le arachidi la birra va giù bene…) mi faccio scappare un commento poco lusinghiero sulle suddette bevande “capisco che ti trovi bene in azienda e magari ti pagano pure profumatamente, però quella roba fa davvero schifo…”, lui mi guarda, sorride e mi fa “ovvio, è studiato, deve far schifo”. Replico immediatamente “cioè?”, e lui “la bevanda energetica non può essere buona, deve sapere di medicinale, in modo che quando la bevi tu abbia l’impressione di doparti, quando in realtà ha l’effetto di un paio di caffè”. Rimango basito. In pratica l’azienda fa leva sulla voglia di drogarsi del genere umano. Dopo un po’ che ci penso non posso fare a meno di rientrare nell’argomento e gli faccio “e la taurina?” e lui “stavo aspettando che me lo chiedessi, lo fanno tutti… La taurina non fa male, è contenuta anche in alcuni integratori alimentari… anzi, è un buon anti-ossidante”. Io non so se tutto ciò che mi ha detto sia veritiero, comunque mi ha fatto pensare alla natura umana, al fatto che assumiamo certe sostanze convinti che abbiano chissà quale effetto e in realtà non lo hanno, oppure il contrario, magari assumiamo sostanze convinti che non abbiano nessuna ripercussione sulla nostra salute quando non è così, o anche al fatto che basta una pubblicità ben fatta o un articolo ben scritto per farci entrare in testa chissà quale idea. Siamo maledettamente maleinformati e psicolabili. E quel che è peggio è che chi si occupa di marketing questo lo sa perfettamente.

Pubblicità strappalacrime? No grazie….

Da qualche giorno quando vado su Youtube trovo tra i consigli questo breve video di circa tre minuti,

il messaggio è molto semplice e ribadito nel titolo “Dare è la migliore comunicazione”. Il video è davvero molto commovente e toccante e mostra come il senso di solidarietà tra estranei possa rivelarsi importante per il benessere di tutti. Credo che il messaggio sia una sorta di “damose na mano” che, vista la situazione economica e politica attuale del nostro amato pianetino blu, non mi pare neanche troppo fuori luogo. Quello che mi fa pensare, oltre al fatto che è stata usata una storia tanto banale quanto tragica, è che nella realtà tutto ciò ha una probabilità di accadere pari a quella che domattina mi sveglio e trovo E.T. che mi porta la colazione a letto con tanto di quotidiano. Ma quando mai uno ti paga le spese mediche per un intervento chirurgico di quelli da questione di vita o di morte, perché vent’anni prima gli hai regalato un piatto di minestra e due scatole di farmaci, ‘a cazzaro d’un pubblicitario!!!! Ma per favore vogliamo smetterla di prendere per il di dietro la gente normale? Ma perché non lo fanno vedere al governo del “FARE” questo video? Può darsi che cambino quel fare con un dare, ma è vero anche che se dessero quanto hanno fatto probabilmente staremmo combinati esattamente come adesso, o forse peggio. Mi si dirà che spesso la pubblicità mette in video situazioni surreali, è vero, se vedo una macchina che va sull’acqua è ovvio che è una bufala, ma questa storia è presentata come reale, non c’è nessun elemento che mi faccia intendere di essere nella fantascienza o nel surreale. Poi cosa c’entri un’azienda di telefonia con questa pubblicità non lo so, forse solo lo slogan, perché quella gente il telefonino non credo che se lo possa permettere, tra l’altro sono pure thailandesi e non sono proprio un popolo ricco che io sappia. In definitiva comprendo e condivido il messaggio ma penso che poteva esser presentato in modo un po più leggero, lo sappiamo che stiamo di merda, non c’è bisogno che ce lo ricordiate anche nelle pubblicità.

Pubblicità ti odio!

Ebbene si, viviamo nell’era del marketing, la pubblicità è ormai onnipresente, ovunque. Tutto credo sia nato dal carosello, cioè una serie di spot televisivi mandati in onda uno dietro l’altro che avevano si la funzione di pubblicizzare i vari prodotti ma erano considerati anche un vero e proprio intrattenimento. Ovviamente nessuno si sarebbe mai aspettato cosa sarebbe successo anni dopo. Piano piano la pubblicità è entrata nelle nostre vite, mangiando sempre più spazio a programmi e film, mi ricordo che da bambino guardavo il film del dopo cena con mio padre e la pubblicità c’era solo alla fine del primo tempo, qualche minuto che ci dava il tempo di andare a sgraffignare qualcosa in cucina che avremmo con calma mangiato durante il secondo tempo, poi piano piano hanno iniziato a mettere qualche spazio pubblicitario in più, successivamente hanno iniziato a dilatare i tempi e la pubblicità ha iniziato a diventare invadente del tipo 10 minuti di film e 6 di pubblicità. Un giorno per fortuna ho deciso di spengere quella scatola maledetta e adesso sono libero. Anche i giornali stessa solfa, ora non dico dei quotidiani, che leggo pochissimo per altri motivi, ma le riviste cavolo sono tempestate, sfogliatene una così per curiosità, ogni 6/7 pagine c’è uno spot a pagina intera se non a 2 pagine, odiose. Allora uno pensa di informarsi con internet sperando di non essere tediato ancora e invece… Youtube ha deciso che prima di guardare un video devi sorbirti almeno 5 secondi di pubblicità, e quindi stai li a guardare i secondi che scorrono con l’indice pronto a schiacciare SALTA ANNUNCIO. Se guardi un video più lungo può capitare che ti chieda: “vuoi guardare il video con 4 interruzioni pubblicitarie da 15 secondi l’una o vuoi uno spot subito da 1 minuto e poi ti guardi il tuo video?” e io vorrei rispondergli in modo non troppo pacato di mettersi lo spot e/o gli spot la dove non batte il sole. Stasera ad esempio su un altro sito d’informazione ho dovuto sorbirmi non uno ma due spot pubblicitari consecutivi nei quali non solo non c’era il SALTA ANNUNCIO, ma non c’era neanche il regola volume quindi ho dovuto mettere mano alle casse del PC perché me li hanno sparati al massimo e non essendo proprio presto ho rischiato di svegliare tutto il vicinato. Le prime volte che ho navigato nel web la pubblicità quasi non esisteva, al massimo ogni tanto un pop up, ma era sopportabile, adesso sta tristemente diventando come la televisione.