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TrovaLe un nome

In questi giorni ho ripreso a suonare con più frequenza, non so perchè, per quelli che hanno la fortuna di saper suonare uno strumento ci sono momenti di ispirazione sfrenata in cui ti aggrappi allo strumento e non lo molli neanche sotto tortura e momenti che invece gli passi accanto senza quasi accorgerti della sua presenza, non so bene da cosa dipenda, probabilmente è così per chiunque suoni uno strumento per piacere e non per lavoro. Non dico che guadagnare suonando sia brutto, anzi, se uno ci riesce ben venga, dico solo che in qualche modo sei costretto a suonare per forza in momenti in cui non ne hai voglia, o, cosa molto ma molto più triste, suonare roba che non ti piace. Comunque a parte le divagazioni sul portarsi a casa la pagnotta con la musica, in questo periodo sto suonando di più, chissà perchè… Passo accanto allo strumento e mi blocco, mi giro, lo guardo, anzi forse sarebbe meglio dire la guardo, è una chitarra… Pensavo che non ho mai dato il nome alla chitarra, molti musicisti lo fanno, ad esempio Alex Britti ha chiamato la sua Martina perchè è una “Martin”, B.B. King l’ha chiamata “Lucille”, e il Corvobianco213 come potrebbe chiamare la sua? Aiutatemi, se troviamo un nome carino la battezzerò con quello, altrimenti dovrò continuare a chiamarla semplicemente chitarra, che è banale, generico, si lo so che in effetti lo è ma ormai ho deciso, devo dargli un nome! Poi è storica, mi ha visto crescere, è insieme a me da ormai più di quindici anni, COSA??? QUINDICI ANNI? Non c’avevo mai pensato… sono scioccato, in un momento mi sono reso conto che è passato un sacco di tempo da quando l’ho comprata, e quindi sto inesorabilmente invecchiando…

 

PS: Oggi siete ufficialmente 50 followers, va bè non ve ne frega niente lo so, ma ormai l’ho scritto.

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Suonare uno strumento

Suonare uno strumento musicale è una cosa stupenda, è difficile spiegarlo diversamente ma ci proverò. Partiamo dal fatto che non mi considero uno particolarmente bravo in tal senso ma credo di essere abbastanza appassionato e testardo da riuscire a imparare e, talvolta, a fare la mia porca figura con uno strumento in mano. Le emozioni che si riescono a esternare quando si suona sono molteplici così come sono molteplici i tipi di musica che si possono eseguire. C’è chi deve buttare fuori tutta la rabbia che ha dentro e sceglie un bel pezzo metal con una bella schitarrata elettrica e distorta, chi invece deve raccontare le sfighe quotidiane  e preferisce un mix di ritmo e melodia che non siano troppo rumorosi allora magari sceglie un bel blues, c’è chi invece è molto sofisticato e predilige la tecnica scegliendo il jazz, insomma ognuno ha l’imbarazzo della scelta. Per non parlare degli strumenti musicali, oggi ne esistono di tutti i tipi, a fiato, a corde, a percussione, alcuni addirittura sono mix di più strumenti, roba da diventarci matti. E una volta scelto lo strumento c’è poco da dire e molto da fare, nel senso che per imparare non bisogna far altro che esercitarsi, non c’è altro modo. Se hai passione ti diverti anche ad esercitarti, altrimenti desisterai ben presto. Una volta un amico mi chiese se potevo insegnargli, io risposi che non c’era problema, gli avrei prestato anche una chitarra per cominciare dato che non ne aveva una, ma lui mi fece una domanda grazie alla quale capii che non sarebbe riuscito ad imparare, mi chiese: “ma quanto devo esercitarmi al giorno?”. Una persona realmente appassionata di musica non si chiede quanto deve esercitarsi, una persona realmente interessata alla musica non vede l’ora di esercitarsi e imparare qualcosa in più, soprattutto le prime volte che ti avvicini a uno strumento. Ricordo che i primi tempi, non avendo i famosi “calli” sui polpastrelli che contraddistinguono i suonatori di strumenti a corde, mi esercitavo fino a provocare dei piccoli solchi sulle dita che regolarmente sanguinavano. E non lo dico per vantarmi, chi suona lo sa, i primi tempi è veramente doloroso, dita distrutte e crampi alla mano a forza di andare su e giù per quel manico in cerca di un suono pulito e ascoltabile. Poi la mano si allena, passano i crampi, i polpastrelli non sanguinano più e inizi a tirar fuori qualche accordo decente, magari abbozzi la prima canzone, e lì ti esce un sorriso a sedicimila denti, la gioia è molto simile a quella che provi quando da piccolo ti tolgono le ruotine dalla bici e capisci che stai in equilibrio da solo, anche se hai 10, 20 o 30 anni ritorni istantaneamente un bambino felice e contento. E questa sensazione, questa piccola gioia solo tua, te la porti dietro per tutta la vita, ogni volta che impari un nuovo pezzo fa capolino strizzandoti l’occhio. E poi una cosa che in molti non capiscono è che non serve essere tecnicamente infallibili o fare mille note al secondo, basta un po di emozione da trasmettere a chi ti ascolta, una voce intonata e qualche accordo, il resto viene da se.