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Tecnologia buttami via

Probabilmente dovrò segnare sul calendario la data di oggi e chiamare questo giorno come “tecnologia buttami via”. E’ partito tutto stamattina presto, quando ho deciso di fare un po’ di focaccia, quindi dopo aver preparato l’impasto l’ho messo a lievitare nel forno alla minima temperatura. Finito il tempo di lievitazione l’ho stesa su una teglia e poi mi sono diretto nuovamente al forno per impostare la temperatura di cottura e il display del mio amato forno recitava “F 06”… Ho pensato subito di rispondergli “Acqua…” e contraccambiare con un A 01 perché di solito lo stronzo che mette una nave in piedi nell’angolo c’è sempre, poi invece ho optato per andare a leggere il libretto d’istruzioni il quale mi diceva che ogni messaggio che parte con F è un errore, e l’unica cosa da fare è chiamare il tecnico. Ora io avevo la focaccia da cuocere, non potevo certo aspettare giorni per la visita del tecnico, quindi avendo visto che i tasti del forno non rispondevano ai comandi ho avuto la brillante idea di staccargli la spina, per tentare un “spegnilo e riaccendilo” che con i computer spesso funziona. Problemino non di poco conto è che la spina è dietro al forno che è incastonato nei mobili della cucina, ho pensato quindi, o mi armo di cacciaviti e mi metto a smontare la cucina o tolgo la corrente. Quindi prima di premere il generale della corrente di casa mi assicuro di spegnere il computer, perché spegnersi senza la giusta procedura non è che giovi poi molto al cpu… Lo stronzo ovviamente mi dice che prima di spengersi vuole assolutamente aggiornarsi… quindi osservo per svariati minuti la scrittina che indica lo stato di avanzamento dell’aggiornamento col nervosismo che aumenta e che sento bussare nelle tempie. Finalmente si spenge, quindi vado a staccare la corrente e subito dopo la riattacco. Fortunatamente il forno funziona, finalmente metto a cuocere la focaccia. Nel frattempo penso che dovrei trasferire delle foto dallo smartphone al cpu così collego il cell e mi metto a trasferire, dopo tre secondi mi appare un messaggio che m’informa dell’impossibilità del trasferimento perché il cavo risulta scollegato o non funzionante. Capisco l’antifona e riattuo la tecnica del “spegnilo e riaccendilo” con la variazione “staccalo e riattaccalo” e lui dopo aver trasferito appena dieci foto mi dà lo stesso messaggio. Finisco l’operazione con circa venti o trenta stacca e riattacca. Finito ciò decido di dare uno sguardo alle notizie su qualche giornale on line e mi accorgo che internet non funziona, probabilmente quando ho tolto la corrente il router non ne è stato troppo felice. Quindi vado davanti al router e lo guardo perplesso… lui risponde con un alternarsi di lucine verdi che invece dovrebbero rimanere fisse, sicuramente sta cercando di dirmi qualcosa, ma io non conosco la sua lingua, alla fine, vedendo il lampeggio penso che potrebbe trattarsi anche di un semplice codice Morse, ma io non ho voglia di accertarmene, quindi per la terza volta consecutiva riapplico la tecnica del “spegnilo e riaccendilo”. Finalmente riparte e io posso navigare in santa pace. Alla fine di tutto ciò penso che la tecnologia sicuramente ci aiuta a vivere con più comodità, sempre che non ti si rivolti contro…

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Tuffo nei providers

Ok li ho fatti tutti. Ho speso il giusto di tempo e di denaro, potrei quasi affermare che anche per quest’anno la problematica regali di Natale è stata risolta, e aggiungerei con ben nove giorni d’anticipo, che non è male. Ma siccome la vita, si sa, è bastarda ho avuto un bel problema con la nostra amatissima rete. Ho deciso di cambiare provider e sono entrato, con tuffo carpiato e doppio avvitamento coefficiente di difficoltà millemila, nel magico mondo dei providers italiani. Strutturati tutti allo stesso modo. Li conosciamo benissimo. Assistenza solo ed esclusivamente tramite call center con tempi d’attesa epici e annessa canzoncina presa dallo spot pubblicitario del medesimo. Poi mi rispondono e spiego la situazione, ma nel bel mezzo della telefonata cade la linea. Richiamo, riaspetto e rispiego. A chi dovesse capitare sappia che questo passaggio può ripetersi più volte, credo dipenda dal culo, nel senso di fato benevolo. Poi, finito di domandare arrivano le risposte, o sarebbe meglio dire “La” risposta, perché è sempre quella, “aspetti che controllo sul terminale” e poi continua “a noi risulta (ma noi chi? Stiamo parlando in due e a me non risulta…) in un altro modo”, così dopo avermi passato altre due o tre persone alle quali ovviamente “risulta in un altro modo” decidono di mandarmi il tecnico a casa. Il giorno dopo? Due? Nooo, almeno una settimanetta dai, non vorrai mica mettere fretta al tecnico. Poi arriva, si mette a lavoro per una buona ora e mezza tirando fuori dal muro innumerevoli fili che non sapevo neanche di avere, sembrava un mago che tira fuori le colombe dal cilindro, mi riempie di paroloni tecnici di cui ignoro il significato e a un certo punto mi dice che mancano i filtri… Io lo guardo e gli dico “Scusa ma io pensavo di aver chiamato un tecnico adsl non un idraulico… di cosa stai parlando?”. Mi spiega che sono degli affarini che si mettono alle prese dei telefoni per pulire il segnale e io non ce l’avevo. Quindi sono dovuto andare a comprarmelo, si, subito, che se disgraziatamente se ne va rimango un’altra settimana senza internet. Torno consegno il filtro lo installa e esclama “ok! Ora dammi il modem che te lo installo” rimango di sasso e con un filo di voce dico “non lo dovevi portare tu il modem? Sei tu l’idra… ehmm… il tecnico no?” Mi spiega che nella documentazione risulta che quando ho sottoscritto il contratto ho barrato modem privato. Ci tengo a precisare che quando si fa un contratto con un provider ti mandano un incaricato che ti barra le opzioni del contratto, traducendotele dal giuridichese misto a tecnichese, e te ti limiti a firmare. Nella traduzione quindi è stato tralasciato questo piccolo particolare, perché è certo che io non conosco tutti i termini tecnici, ma so cos’è un modem. Quindi riesco, ricompro e ritorno, sempre per lo stesso motivo, non posso lasciarlo scappare. Comunque dopo tutte queste peripezie installa tutto e alla fine Internet funziona, peccato per il filtro però, ci dev’essere rimasto un po’ di calcare dentro, perché quando alzo il telefono sento un fruscio fastidioso. Vado a chiamare l’idraulico…

PS: con l’altro provider spendevo di più ma il telefono funzionava anche senza filtri… Da appassionato di moto aspetto in gloria il giorno in cui ai telefoni verranno installate le marmitte… 😉

Mp3 e Dobermann

Domenica pomeriggio, la giornata è soleggiata ma non c’è quel caldo afoso dell’estate inoltrata, siamo comunque a maggio, e il maestrale che da queste parti è ormai un’abitudine a queste ore mitiga non poco il clima e permette, a chi come me piace fare un po di attività fisica, di andare a correre senza boccheggiare letteralmente come un pesce. Quindi ok, pantaloncini scarpe, maglietta e via. Inizio a correre e subito il mio pensiero va al lettore mp3 che ho volutamente lasciato a casa, eh si, in questi ultimi tempi il Corvobianco ha avuto grossi diverbi con i lettori mp3, ne ho acquistato uno che una volta collegato al pc tramite cavetto usb mi ha fatto capire di non essere in sintonia col mio computer, quest’ultimo non se lo cagava minimamente ne per il download delle tracce audio ne tantomeno per caricare le batterie. Ok, ho pensato, ci può stare di beccare un pezzo difettoso, domani vado a cambiarlo, che problema c’è? Così l’indomani mi reco nel negozio dove lo avevo acquistato e me lo cambiano con un altro, lo collego al pc et voilà funziona! Carico le batterie e le tracce e godo al pensiero di ascoltarmi la musica mentre vado a correre. L’indomani cuffie nelle orecchie parto con la corsa e: 1- a ogni passo di corsa il movimento del corpo, com’è normale che sia, fa ruotare il minijack nella presa del lettore provocando un gracchiamento ( e io di gracchiare me ne intendo, sono un Corvo…) nelle mie orecchie a un volume pari all’atterraggio di un Concorde; 2- dopo circa 25 minuti di corsa la batteria del lettore mi mette una mano sulla spalla mi guarda e mi dice: per me… a posto così… Quindi è scritto, non devo ascoltare musica mentre corro, mi devo accontentare dei suoni della natura. Quindi tornando alla domenica di corsa inizio l’allenamento senza musica e mi concentro sul mio respiro e sui rumori della natura che mi circonda. Mentre vado, all’orizzonte scorgo due figure che avvicinandosi scopro essere un ragazzo in bici con accanto il suo cane, un bell’esemplare di Dobermann senza le orecchie tagliate (per fortuna). Penso, se viene da queste parti con il cane sciolto, probabilmente il cane non è propenso a mordere, l’avrà addestrato, o almeno educato ad avere un minimo di rispetto per il prossimo. Grave errore di valutazione perché man mano che mi avvicino il cane mi punta, mi guarda e inizia ad allungare il passo verso di me, e io non avendo paura dei cani commetto un altro grave errore di valutazione, penso che voglia solo giocare. Giocare un cazzo! Mi si avvicina e mi attacca un morso all’altezza del ginocchio! D’istinto, non so neanche da dove mi sia uscito, gli mollo un cazzotto con tutta la forza che ho in piena testa, lui accusa il colpo e molla la presa. Nel frattempo arriva il padrone che con voce risoluta richiama all’ordine la bestia che obbedisce mortificata. Per fortuna non mi è entrato nella carne, me la sono cavata con un bel livido a forma di morso, però che cavolo, se il cane fa di queste stronzate mettigli il guinzaglio no? Tra altre varie imprecazioni è ciò che ho detto al padrone che si è beccato la ramanzina senza proferire parola. Quindi ribadisco quello che scrissi tempo fa: QUANDO BUTTA MALE BUTTA MALE.

Smartphone e schizofrenia galoppante

phonenoLa schizofrenia dell’essere umano non smette mai di stupirmi, sto parlando della corsa al telefonino, la corsa delle aziende che li producono e la corsa degli idioti che aspettano l’uscita dell’ultimo modello per spendere comodi comodi mezzo stipendio e aggiudicarsi l’agognato pezzo di tecnologia. Per quanto riguarda le aziende o corporation o multinazionali che siano il discorso è molto breve così come le riflessioni che possiamo fare sull’argomento, il motore trainante come in ogni tipologia di mercato o economia è il Dio Denaro. Sfruttare l’idiozia di milioni (se non miliardi) di persone che vengono abbagliate dagli scintillii della moda che gli consiglia di comprare questo o quello perchè altrimenti non si è “in” è la regola. Questo modo di lavorare è sicuramente squallido ma per certi versi capibile, che dire “se te li comprano producili”. Discorso diverso è quello delle persone che abboccano senza usare minimamente quell’inutile materia grigia che si ritrovano nel cranio. Non discuto certamente il lato estetico di tali marchingegni, d’altronde degustibus non disputandum est, ma l’uso o il non uso è certamente discutibile. Tralasciamo chi li usa per lavoro, ma il resto delle persone potrebbero fare ciò che fanno, che poi è mandarsi messaggini, comodamente con il pc di casa spendendo infinitamente meno, e oggi come oggi tutti hanno un computer. Qualcuno dice che gli serve per fare le foto, e la macchina fotografica che le fa anche meglio a cosa serve? La vogliamo usare come tostapane? Per non parlare del non uso, si perchè questi concentrati di tecnologia hanno mille funzioni e il 99% di coloro che ne comprano uno non hanno la minima idea di come sfruttare appieno le potenzialità dell’apparecchio che hanno sotto mano. E poi la cosa più triste di tutte, vedere in giro autentici zombie che fissano lo schermo allucinati, non curanti del mondo che li circonda, per non parlare di quelli che sono convinti di avere una mente multitasking che gli permette di smessaggiare mentre guidano. Autentici pericoli ambulanti. Quindi spendere mezzo stipendio, perchè i costi di uno smartphone nuovo sono scandalosi, un vero schiaffo alla miseria, per comprare un aggeggio di ultima generazione ha senso? E in tutta questa riflessione ho volutamente tralasciato l’universo degli operai sottopagati, sfruttati e senza diritti che lavorano in queste multinazionali che li producono e l’obsolescenza programmata che ormai è entrata a far parte del modus operandi dei progettisti di questi acchiappacitrulli, temi questi che comunque meritano un approfondimento ma che proprio per la vastità dell’argomento ho preferito sorvolare. E ora scusatemi ma devo controllare i messaggini su whatsapp… ma neanche per sogno!

Adesso basta pensieri critici, Music, necessito Music!