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Ubriachi al mattino

E’ appena passato il carnevale, e qui in cruccolandia stanno iniziando ad alzarsi le temperature. Nella città in cui risiedo il Carnevale è una festa molto sentita e viene festeggiata per una settimana di seguito, ventiquattro ore su ventiquattro. Inutile dire che come tutti i popoli di origine anglosassone, anche i tedeschi hanno uno e un solo modo di festeggiare, bere. Bevono di tutto sin dalle prime ore del mattino, quindi tu puoi tranquillamente trovarti in situazioni strane a qualsiasi ora del giorno e della notte, infatti, l’altra mattina sono andato a fare un po’ di spesa e in fila alla cassa del supermercato ho avuto un incontro ravvicinato con una giovane coppietta in preda ai fumi dell’alcol. Io stavo semplicemente aspettando il mio turno con la roba sul nastro trasportatore, davanti a me la suddetta coppietta sghignazzava col fare classico dello sbronzo molesto, a un certo punto lui per mimare non so che alla fidanzatina perde l’equilibrio e per salvarsi da una rovinosa caduta appoggia malamente la sua mano sul mio pacco di crackers sbriciolandoli quasi completamente. Lei si mette a ridere sgallinando come una gallina ovaiola in procinto di espellere l’ovetto, lui invece si gira a guardarmi imbastendo una specie di sorriso. Ovviamente dal mio volto non traspariva nessuna smorfia che potesse ricordare anche solo lontanamente un sorriso, anzi, con viso impassibile (e non conoscendo il tedesco) ho semplicemente indicato lo scaffale dei crackers e incredibilmente il ragazzo ha capito e si è incamminato a prendermi una confezione nuova. Il fatto che bevano parecchio non è poi così strano, mi era capitato di vedere gente particolarmente idrovora anche quando abitavo in Gran Bretagna, la cosa che mi colpisce di più è che qui quando è festa partono dal mattino. Incredibile. Con lo stomaco debole che mi ritrovo, se facessi una cosa del genere, sarei ricoverato prima dello scoccare di mezzogiorno.

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Il Corvo è fuggito ancora una volta!

Ebbene si, essendo una persona altamente riflessiva e ponderatrice in poco meno di una settimana ho visto bene di decidere e subito dopo partire per andare a vivere all’estero. E che meta avrò mai scelto? Sinceramente io non ho scelto un bel nulla, sono stato spinto da pochissimi fattori come ad esempio il “vil danaro” che mi è stato offerto dal datore di lavoro, l’ambizione a imparare una lingua che non conosco (anche se non è una di quelle che mi piacciono di più), e quella specie di retrogusto che molti di noi italiani abbiamo, quella specie di smania, di desiderio recondito, come definirlo? Ah si, ho trovato,“la voglia di levarsi dai coglioni dall’Italia”. E quindi dopo un viaggio in auto di più di dieci ore in cui il mio culo ha perso la riga sono arrivato nella terra dei wurstel, la Cruccolandia. Signori, la prima cosa che mi è balzata all’occhio è il clima. Io mi aspettavo una tetra cornice, un cielo plumbeo e una temperatura da terra del Nord… no, mancopenniente… Sono quattro giorni che sono arrivato e sono quattro giorni che non c’è una nuvola, il pomeriggio c’è il sole e fa caldo, e io, come un coglione, sono assolutamente abbigliato da inverno. Altra cosa che mi ha stupito è che non esistono palazzi “sgarrupati”, per quanto possano essere antichi sono sempre ben tenuti, e parlando col mio datore di lavoro, che sono anni che vive qui, ho saputo che la manutenzione per i tedeschi è una cosa seria. E poi inutile parlare dell’efficienza, in una mattina ho fatto quasi tutti i documenti che mi servivano, la fila più lunga che ho fatto è stata di ben due minuti abbondanti. Il giorno dopo il mio arrivo il proprietario che mi ha affittato casa aveva già cambiato il nome al citofono e alla cassetta della posta. Non si può proprio dire che perdano tempo. Cosa aggiungere, non mancheranno sicuramente anche i difetti, ma per adesso se ne vedono ben pochi, e comunque io starò come sempre accorvaiato (del resto sono un corvo, mica posso stare appollaiato come un pollo…), attento, vigile e pronto a scoprire anche il minimo difettuccio per riportarlo sul blog. Stay tuned (chissà come si dice in tedesco…).

Continental breakfast

Mi sveglio sette e trenta in punto, non faccio in tempo a scendere dal letto (barcollando, ovviamente, come tutte le mattine che si rispettino) e la fame da orco che mi contraddistingue bussa incessantemente alle porte del mio stomaco. Urge cibo, proteine e vitamine come se piovesse! Quindi scendo le scale e mi dirigo nella dining room, si lo so che vuol dire sala da pranzo, ma io ci faccio solo la colazione. Quindi la simpatica signora del bed & breakfast mi chiede se voglio beans, tomato, mushroom… la fermo subito! Avendo il neurone ancora semi-addormentato non riesco a formulare una frase di senso compiuto e balbetto sonorità che richiamano alla mente negazione e rifiuto. Mi esce un “No… not… no…” e quindi lei mi fa “ok you want a continental breakfast”, ora, voi che siete poliglotti o uomini e donne di mondo sicuramente sapete cosa sia una continental breakfast, ma io no. Quindi lei si dilegua e mi lascia lì con un banchetto imbandito dal quale ho prelevato nell’ordine: 1 un cornetto di gomma che ho ciancicato svariati minuti per renderlo deglutibile, 2 un succo di frutta (unico e solo tipo succo di frutta dell’intero bed and breakfast ovviamente al gusto che non mi piace, l’ananas…) e 3 un pacchettino di presumo biscotti che poi era uno solo enorme e enormemente schifoso che ho lasciato li dopo il primo morso. Domattina forse è meglio che ripieghi sul buon vecchio pane burro e marmellata… che poi non è pane ma con una botta di tostapane riuscirò a dargli una sorta di croccantezza… forse…

PS: non è che sia un grande bevitore di caffè, ma qui in UK fa schifo sul serio. Il novanta per cento è solubile, ohibò, e l’altro 10 non hanno idea di come farlo, ohibò 2…

Viaggio girovagante

Voglio un po’ di tempo per me. Sto facendo cose che mi piacciono ma avrei bisogno di avere una giornata per andare a zonzo, senza meta. Ho riscoperto da poco questo piacevole girovagare. La ricetta è molto semplice. Si prende un paio di scarpe comode, ma comode comode! Uno zaino con un ombrello, una bottiglia d’acqua, un cellulare carico, qualche soldo e tanta voglia di camminare e guardarsi intorno. E’ essenziale per la buona riuscita non organizzare itinerari, bisogna soltanto prendere… e andare. E’ ovvio che trovarsi in una bella città aiuterebbe. Però non escludo che si possa farlo anche in altri luoghi. Poi è necessario non scoraggiarsi se non si trova niente d’interessante, perché può capitare di dover camminare a lungo prima di essere folgorati dalla visione di qualcosa di singolare. Io, ad esempio, nell’ultimo mio viaggio girovagante ho trovato questo:

01
Non ho idea di cosa si tratti però è bello no?

Torna e riparti

Devo tornare per qualche giorno al mio paese (che te ridi lettore? Ho detto al mio paese non a quel paese… e poi a quel paese mi ci hanno già mandato… niente di che…). E questo mi suscita pensieri e emozioni contrastanti, da un lato ho voglia di rivedere e riabbracciare persone care, ma dall’altro devo dire che questa città non ti molla molto facilmente. Sarà che ancora non sono riuscito a vedere tutto quello che voglio vedere, sarà che mi sto facendo nuove amicizie, sarà che da solo ho imparato a viverci… bho… E poi, caro lettore, ormai lo sai, io quando chiudo do otto mandate e sprango, non sono certo uno che torna sui suoi passi (lo ero un tempo, ma sai come si dice, lezione imparata…). Però stavolta mi toccherà tornare, niente di particolarmente lungo, un paio di giorni, il tempo di fare una bella cena sostanziosa, baciare ripetutamente i miei nipoti, vedere un paio di amici e si ritorna. E’ strano, il mio viaggio è appena iniziato e già devo tornare, per poi ripartire.

#8 TRE DI TRE

Altro Giovedì, altro appuntamento con la rubrica TRE DI TRE in collaborazione con Viaggio al Termine della Notte, rubrichina in cui Crisalide77 e io raccontiamo tre cose di noi, così, tanto per conoscersi meglio e scuriosare un po tra ricordi e sogni, insomma un’ occhiatina veloce nella vita di due persone “normali” (che poi esiste la normalità? mmm…). L’argomento di oggi ci porterà a spaziare in lungo e in largo per il nostro amatissimo pianetino blu, stiamo parlando di: ”Tre viaggi che vorrei fare”. Senza indugio direi di scominciare!

1- L’argomento di oggi cade a fagiuolo (questo modo di dire mi ha sempre suscitato forte ilarità, e poi chissà perchè si dice così… bho…) perchè in questi giorni stavo pensando a un viaggio che mi piacerebbe fare, vorrei andare in Giappone. Mi sono messo a cercare qualche video su Youtube per farmi un’ idea di come potrebbe essere e ho visto che un sacco di gente ci va per amore dei manga e dei fumetti in generale, del resto il Giappone è la patria dei fumetti, io no, dei fumetti non me ne potrebbe fregà de meno, io sono incuriosito dal paesaggio e dalla cultura millenaria completamente diversa dalla nostra. L’unico problema è che il Giappone rispetto a noi è leggermente lontanuccio, praticamente quasi dall’altra parte del pianeta, quindi i costi credo siano un pò altini, e poi c’è anche il fatto che vorrei restarci per almeno una ventina di giorni quindi i costi lievitano ulteriormente, non mi resta che mettermi da parte i soldi cercando di non spenderli in altre cose.

2- Altro viaggio che mi piacerebbe davvero fare è la Polinesia. Sarebbe un viaggio all’insegna del rilassamento e del mare. Potersi rilassare sotto la palma con il drink in mano, poi un breve tragitto in barca o forse sarebbe meglio dire canoa, insomma qualcosa che galleggi e che mi porti a largo, quindi pinne maschera e soprattutto “niente muta” l’acqua a mille gradi permette di stare ore in acqua senza patire il freddo. Polinesia = Paradiso.

3- Dopo queste due mete (per adesso solo mentali) così lontane è la volta della nostra amatissima Italia. Il viaggio che vorrei intraprendere è fattibile ma necessita di tanto, forse troppo tempo, il giro d’italia in moto. Vorrei partire con la moto e riuscire a toccare tutte le regioni d’Italia. Troppo spesso sogniamo viaggi all’estero e sottovalutiamo il nostro paese, conosco persone che potrebbero dirti esattamente quanti locali ci sono a Londra o quante creperie ci sono a Parigi ma non sono mai stati a Roma… Io voglio conoscere il mio paese, anche perchè da tanti è considerato il più bello del mondo, e sinceramente, non hanno tutti i torti.

Ok, anche questo giovedì ho adempiuto, ottemperato, eseguito insomma ho fatto ciò che dovevo, quindi per oggi è tutto e ci ritroviamo alla stessa ora sulle solite reti!