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Pubblicità strappalacrime? No grazie….

Da qualche giorno quando vado su Youtube trovo tra i consigli questo breve video di circa tre minuti,

il messaggio è molto semplice e ribadito nel titolo “Dare è la migliore comunicazione”. Il video è davvero molto commovente e toccante e mostra come il senso di solidarietà tra estranei possa rivelarsi importante per il benessere di tutti. Credo che il messaggio sia una sorta di “damose na mano” che, vista la situazione economica e politica attuale del nostro amato pianetino blu, non mi pare neanche troppo fuori luogo. Quello che mi fa pensare, oltre al fatto che è stata usata una storia tanto banale quanto tragica, è che nella realtà tutto ciò ha una probabilità di accadere pari a quella che domattina mi sveglio e trovo E.T. che mi porta la colazione a letto con tanto di quotidiano. Ma quando mai uno ti paga le spese mediche per un intervento chirurgico di quelli da questione di vita o di morte, perché vent’anni prima gli hai regalato un piatto di minestra e due scatole di farmaci, ‘a cazzaro d’un pubblicitario!!!! Ma per favore vogliamo smetterla di prendere per il di dietro la gente normale? Ma perché non lo fanno vedere al governo del “FARE” questo video? Può darsi che cambino quel fare con un dare, ma è vero anche che se dessero quanto hanno fatto probabilmente staremmo combinati esattamente come adesso, o forse peggio. Mi si dirà che spesso la pubblicità mette in video situazioni surreali, è vero, se vedo una macchina che va sull’acqua è ovvio che è una bufala, ma questa storia è presentata come reale, non c’è nessun elemento che mi faccia intendere di essere nella fantascienza o nel surreale. Poi cosa c’entri un’azienda di telefonia con questa pubblicità non lo so, forse solo lo slogan, perché quella gente il telefonino non credo che se lo possa permettere, tra l’altro sono pure thailandesi e non sono proprio un popolo ricco che io sappia. In definitiva comprendo e condivido il messaggio ma penso che poteva esser presentato in modo un po più leggero, lo sappiamo che stiamo di merda, non c’è bisogno che ce lo ricordiate anche nelle pubblicità.