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tutta un’altra storia

Fine settimana carino direi, era un po di tempo che mi mancava di passare un week end spensierato, senza obblighi lavorativi e appuntamenti vari, ma ci sono riuscito! Sabato ho passato un bel pomeriggio al mare, in una spiaggetta lontana dai centri balneari, ombrelloncino portatile e ozio allo stato puro. L’unico disturbo, se così si può definire, è stata l’afa, ogni mezzora bagno, prendere o lasciare. La sera luculliana cena con amici, pesce e vino bianco in quantità industriali, spesa contenuta grazie alla confidenza ormai da generazioni con l’oste. Dopo cena giro in bici per digerire, lungo mare, locale di un amico… Da qui in poi i ricordi si affievoliscono, è che quando rincontri persone dopo un po di tempo finisce che brindi un po troppo… Ma c’est la vie! Domenica risveglio tardo con lo stomaco stranamente normale, e questa proprio non me la spiego, infatti dopo due o tre orette di divano ho avuto anche la faccia tosta di andare a correre. Poi cena e film. Cioè mezzo film, nel senso che nella mia vita ho collezionato veramente un sacco di primi tempi… poi qualcosa scatta in me e cala la palpebra. Insomma il week end è andato bene, è trascorso sereno, tra risate, mare, e qualche bevuta di troppo. Ma oggi è LUNEDI, ed è tutta un’altra storia.

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Post breve

Causa ferie e weekend impegnativo post breve:

Troppo caldo - Troppo alcol - Troppo stanco
Domenica a regime basso, ma che dico basso RASOTERRA!
Forze mentali e fisiche sufficienti solo a postare musica.


Un paio di sgarri

Stasera ho mangiato un po di più, avrei dovuto seguire la dieta ma non ce l’ho fatta, ho sgarrato con carboidrati a cena e biscottini nel dopo cena. Che volete che vi dica, ormai è andata così, però un leggerissimo senso di colpa ce l’ho, quella vocina interiore che ti dice “le tue maniglie dell’amore diventeranno maniglioni antipanico”. Va bè vorrà dire che questa settimana farò qualche chilometro in più quando andrò a correre, pazienza. A parte la breve parentesi sullo sgarro alimentare devo dire che il week end è stato piacevole, non che abbia fatto cose particolari ma diciamo che come per la questione cibo mi sono concesso qualche sgarro, tipo spendere qualche soldino faticosamente guadagnato in abbigliamento. Ieri mattina subito dopo il lavoro mi è venuta voglia di fare un giro per negozi (cosa tra l’altro stranissima perché non è che sia un grande amante dello shopping), quindi come sempre ho inforcato la bici e piano piano mi sono passato in rassegna tutte le vetrine. Inutile dire che per me passare in rassegna una vetrina vuol dire darci uno sguardo che non supera mai i 15/20 secondi. Poi all’improvviso mi sono ricordato di un negozietto un po alternativo in cui andavo diversi anni fa, e sono andato a ricercarlo. Incredibilmente era ancora la, sopravvissuto alla crisi che ha mietuto negozi di abbigliamento a decine. Entro e mi accoglie il proprietario, un ragazzo che ha qualche anno più di me, non so se questo ragazzo sia dotato di una memoria da elefante o se semplicemente gli è scoppiato un embolo in quell’istante ma straordinariamente mi riconosce e ci mettiamo a parlare del più e del meno. Il negozio ha sempre lo stesso stile, pareti scure e qualche luce colorata che fa molto discoteca, anche lui ha sempre lo stesso stile, orecchino, barba curata, abbigliamento carino ma alternativo. Ovviamente non è un negozio dove comprare vestiti troppo seri, l’abbigliamento che tiene è molto simile a quello che indossa e per l’acquisto che avevo in mente è praticamente perfetto, infatti dopo circa 20 minuti mi sono accattato un paio di magliette molto semplici ma davvero carine. Parlando con lui gli chiedo come ha affrontato la crisi, gli spiego che ho notato che nel circondario ho visto diversi negozi di abbigliamento chiudere e riaprire a intermittenza. Mi dice che anche lui ha sentito la morsa della crisi ma ha tenuto duro, ha abbassato notevolmente i prezzi e ha lavorato sodo. Sono davvero contento che sia ancora aperto, ne ho visti davvero tanti chiudere e anche in questi giorni si sentono voci di chiusura per un paio di negozi storici. Quando penso alla situazione economica del nostro paese non riesco mai a intravedere niente di roseo, spesso penso che è colpa del mio pessimismo cronico ma conti alla mano mi accorgo che non è così, non sono io che sono pessimista, è la situazione che fa realmente schifo.

Week end alla Omer

La ricerca della moto procede, questa settimana, impegni di lavoro permettendo, dovrò andare a visionarne qualcuna e soprattutto a provarla, o meglio, farla provare a qualcuno che ci capisce perché sinceramente non ho tutta questa esperienza in fatto di motori, qualcuno con un bel po di competenza sull’argomento che possa accorgersi se ciò che ha sotto le chiappe sia una sola o meno. Vedremo, non ho fretta, voglio acquistare con calma, senza farmi prendere dalla foga di avercela subito, devo ponderare, provare, ragionarci su e solo alla fine scegliere, anche se facendo in questo modo non si annulla del tutto la possibilità di essere fregati. Per il resto non è che abbia fatto molto in questo week end, complice anche il fatto che ieri pomeriggio si è praticamente scatenata una bufera, grandine e vento in quantità industriali, io dalla mia finestrina mi sono affacciato e ho pensato a un proverbio che usava sempre dire mio nonno “quando piove e tira vento, chiudi l’uscio e stai di dentro”, e così ho fatto. Tra l’altro sono anche abbastanza metereopatico, quando il cielo è scuro mi addormento con una facilità estrema, sento proprio lOzio57e energie che mi abbandonano e una forza incredibile mi attira verso il divano, quindi in un incedere incerto e barcollante mi avvio verso di lui, come Ulisse attratto dal canto delle sirene, appena lo tocco mi ingloba e sprofondo in un attimo in quel torpore proprio di un sacrosanto dormiveglia pomeridiano con sbavata filiforme su guancia e cuscino. Si, ogni tanto l’Omer Simpson che è in me viene fuori in tutto il suo splendore e mi costringe a comportarmi in questo modo. A differenza di Omer però io non miro alla birra, ma al gelato, soprattutto di questi tempi che la temperatura non più gelida dell’inverno me lo fa gustare con più soddisfazione. Oggi, dopo un sabato di completo riposo sono assolutamente fresco e ricreato, pronto per andare a farmi una corsetta, c’è il sole e la temperatura è perfetta, ne troppo caldo ne troppo freddo, quindi pantaloncini, maglietta, lettore Mp3 (incredibilmente ne ho trovato uno che funziona) e via, sperando di non incontrare un altro Dobermann come l’altra volta.