Archivio mensile:agosto 2014

Di zona Cesarini e altro

Mi viene un post sul calcio, per caso stasera sono capitato su un link youtube che posterò alla fine del post… forse ho usato a sproposito la parola post ma te che leggi, fondamentalmente… che te frega? Niente! Quindi continuo dicendo che la mia esperienza calcistica è stata costellata di emozioni diverse, alla fine ho giocato per otto anni. Tanti ovviamente sono i ricordi, vittorie, sconfitte, e si, anche autogol. A me è capitato, fa male, i compagni nell’istante immediato dopo il misfatto ti guardano con odio, se potessero ti trafiggerebbero con lo sguardo, poi, dopo qualche secondo di decantazione, anche in loro sorge un barlume di solidarietà, c’è chi ti consola, chi fa finta di niente, nonostante l’errore cercano quanto meno di sorvolare. Ovviamente mi è capitato anche di vincere, ricordi di tornei con rivali del paese limitrofo, partite all’ultimo sangue con la bava alla bocca che riesci a vincere in zona Cesarini (per le gentili fanciulle, dicesi zona Cesarini gli ultimi minuti della partita… grazie dell’attenzione e buon proseguimento…) con un gol fortuito… robe epiche… Ma tra tutti noi c’era un ragazzino che viveva il calcio in maniera diversa. All’inizio tanta panchina alternata a tanta passione, non giocava mai, troppo peso e troppo preso, troppo peso per il calcio, e troppo preso dal calcio. A lui comunque sembrava non importare, a lui interessavano solo le magie dei campioni in serie A che seguiva quasi con morbosità. La sua era una passione vera, viscerale, di quelli che sognano ad occhi aperti, di quelli che rimetti la sveglia per vedere la finale di coppa intercontinentale alle tre di notte. Sarò sincero, non ci credeva nessuno. Poi, col tempo, gli allenamenti, una dieta sana, il ragazzino sovrappeso ha iniziato a giocare sul serio, prima nei secondi tempi, poi pian piano si è fatto spazio in prima squadra. Ora è un uomo, no tranquilli non è quel tipo di storia in cui il protagonista diventa giocatore della nazionale e vince il mondiale, no, lui gioca e ha sempre giocato in squadrette locali, di quelli che a quarant’anni appendi le scarpe al chiodo e chissà cosa farò… di quelli che il lavoro che cos’è?… di quelli che in zona Cesarini ci siamo adesso… di quelli che sono innamorati da dieci anni con una donna che non hanno amato mai… di quelli che sono miei amici…