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Scegli il casco giusto

La mia passione per le due ruote è cominciata che ero davvero piccolo, avevo si e no quattro anni e nel parcheggio di un grande magazzino, dopo l’acquisto della mia prima biciclettina senza ruotine laterali, mi accingevo a sperimentare per la prima volta l’equilibrio coadiuvato da mio padre che, come tutti i padri hanno fatto almeno una volta nella vita, mi reggeva il sellino per non farmi cadere. Non fece in tempo a dire “prova a pedalare” che scattai sfuggendogli di mano, lui incredulo vide che non c’era bisogno di nessun consiglio o insegnamento, ero perfettamente padrone del mezzo, e dentro di me ero anche assolutamente galvanizzato, avevo trovato il mio mondo. Crescendo, come tutti i ragazzini, sperimentai vari tipi di mezzi a due ruote fino ad arrivare a compiere i fatidici quattordici anni, età che avevo aspettato con trepidazione perchè sarei potuto montare in sella a qualcosa di motorizzato. Da quel giorno però si presentò un problema inaspettato, l’utilizzo di un oggetto creato per la protezione, il casco. A quel tempo ero un fan sfegatato del Motomondiale e ammirando centauri come Loris Capirossi, Mick Doohan, Kevin Schwantz e Valentino Rossi che vinceva le sue prime gare in 125, fortunatamente mi convinsi a comprare un casco integrale come i miei idoli. Il casco per chi sale sulle due ruote non è importante, è fondamentale. Dopo la prudenza è l’accessorio che ha più probabilità di diminuire i danni da cadute e talvolta ha anche la capacità di salvarti la vita, proprio perchè protegge una delle parti del corpo più importanti, la testa. Nel corso degli anni i caschi si sono evoluti ma possiamo dire che il primo esemplare di questo strumento è risalente agli anni sessanta, il famoso casco “Cromwell”, detto anche a scodella, un casco che diciamocela tutta, portarlo o non portarlo non faceva molta differenza, protezioni particolari non ne aveva, fasciava una piccola parte della testa e l’omologazione non esisteva, era praticamente inutile. Nel corso degli anni i caschi sono diventati variegati in quanto a tipologie, ad oggi per esempio possiamo dire di averne cinque principali i “Jet”, i “Demi-Jet”, gli “Integrali”, i “Modulari” e i “Cross”. Per facilitare la comprensione anche ai non addetti ai lavori ridurrò queste tipologie in sole due categorie, quelli “Aperti” (Jet e Demi-jet) e quelli “Chiusi” (Integrali, Modulari e Cross). Quelli aperti forniscono una protezione più o meno parziale della calotta cranica in base al modello, ma la caratteristica che li accomuna è proprio quella di essere aperti sulla parte frontale, quindi, a parte delle opzionali visiere in plastica fine, non abbiamo nessuna particolare protezione per eventuali urti sul viso. I caschi aperti, nonostante le minime protezioni, sono i più usati dagli scooteristi e dai motociclisti da città, si ritiene siano più comodi, più freschi e più leggeri, e per tutti questi motivi probabilmente i caschi aperti sono quelli che hanno un maggior mercato. Al contrario, quelli chiusi, sono caschi provvisti di mentoniera e sono completamente chiusi sulla parte frontale, a parte l’apertura dedicata alla visione, offrono una protezione per l’intera testa. Questa categoria di caschi viene usata principalmente dai motociclisti da pista, dai motociclisti viaggiatori e da chiunque abbia capito davvero che cosa sia una moto e quali pericoli si corrono usando un mezzo a due ruote, purtroppo è anche la categoria col minor mercato, erroneamente i caschi chiusi vengono considerati pesanti, scomodi e troppo caldi per i periodi estivi. Inutile dire che è un pensiero sbagliato, la tecnologia odierna permette anche ai caschi chiusi di avere un’ottima circolazione d’aria all’interno del casco, inoltre i materiali di nuova generazione permettono di realizzare oggetti sicuri e veramente leggeri. Dopo la spiegazione delle tipologie vorrei esprimere il mio pensiero più schiettamente, guardiamoci in faccia e parliamoci chiaro, i caschi aperti non servono a un cazzo. Il novanta per cento degli incidenti in città sono urti che sbalzano in avanti chi guida le due ruote, quindi si presume che la protezione maggiore dovrebbe essere sul viso, invece no, sul viso non c’è proprio niente, i caschi aperti non offrono nessuna protezione per il viso, e questo fa si che, spesso e volentieri, chi li usa si ritrovi con fratture agli zigomi, al naso e alle ossa del viso in generale. Ho voluto scrivere questo post perchè questa storia dei caschi aperti l’ho sempre avuta in testa, e poi, recentemente un ragazzino amico di famiglia ha avuto un brutto incidente con lo scooter, ovviamente usava un casco aperto e com’è facile prevedere ha avuto gravi danni, tanto che giorni dopo la terapia intensiva verrà operato al reparto di Chirurgia Maxillo-Facciale. Un consiglio spassionato da uno che le due ruote le ha guidate tutte, fatevi un favore, se dovete comprare un casco compratelo chiuso e accertatevi che sia omologato. E in fine come dice il grande Nico Cereghini, “Casco ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza, SEMPRE!”.

Solo una parola… sconforto…

Ieri sera mi sono sentito davvero sconfortato, era tanto tempo che non mi sentivo così, del resto noi italiani ormai siamo abbastanza abituati a vivere nel paese dell’assurdo, abbiamo sviluppato, ormai da anni, una sorta di rassegnazione mista a menefreghismo per poter sopravvivere psicologicamente a ciò che ci circonda. In questi giorni, per esempio, si parla un sacco della ragazza che è stata liberata dopo un anno e mezzo di prigionia, c’è chi la condanna per il suo nuovo credo religioso e per i vestiti che indossava al suo ritorno, c’è invece chi sostiene che tutto è bene quel che finisce bene. Inutile dire che per me si sbagliano, a me non interessa come si veste o in cosa crede, e nel mio piccolo sono pure felice che stia bene, il problema è un altro, il problema è come l’Italia si è comportata per liberarla. Il problema è il riscatto, e non per la quantità di denaro, ma per ciò che rappresenta un riscatto. Il riscatto è una resa, è un piegare la testa a un rapitore, a un malfattore, e per come la vedo io non è accettabile. Ricordo in passato, e credo ci sia pure una legge a riguardo ma non ne sono sicuro, che quando qualcuno veniva sequestrato immediatamente scattava il congelamento dei conti correnti della famiglia del rapito. E credo sia più che giusto in quanto pagando un riscatto non solo si finanziano eventuali altri rapimenti, ma si lascia passare il messaggio che in futuro pagheremo nuovamente, regalando a questa pratica orrenda una pubblicità degna delle migliori multinazionali. Poi c’è la notizia del ragazzo di Ravanusa sottoposto a TSO, una roba che rasenta la fantascienza. Il ragazzo in questione, esasperato come tanti altri ne ho visti in questi mesi, ha semplicemente preso un megafono e girando in macchina cercava di far passare il suo messaggio senza violenza di alcun tipo, ora, si può essere d’accordo o meno col messaggio in questione, ma mai mi sarei aspettato di vedere quello che gli hanno fatto. Carabinieri e medici si sono sentiti in dovere, ma soprattutto hanno creduto di avere il diritto di gettarlo a terra e sedarlo, non contenti lo hanno tenuto cinque giorni legato mani e piedi a un letto d’ospedale e sedato praticamente ventiquattro ore su ventiquattro. Alla faccia della libertà di parola. Ciliegina sulla torta è stato il fatto che non solo non l’hanno mai fatto vedere ai genitori o al fratello, ma neanche glie lo hanno fatto sentire telefonicamente. Praticamente sequestrato. Di tutto questo i principali giornali italiani non hanno dato notizia, silenzio assoluto, ho dovuto apprenderlo casualmente su un video di youtube. Poi c’è il discorso economia, che in pratica sta costringendo milioni di italiani alla fame. Si fanno tanti discorsi e chiacchiere ma la realtà è molto semplice, se tu Stato chiudi tutte le attività commerciali per qualsiasi motivo devi, e ripeto DEVI, avere una copertura economica che consenta a chi chiude di sopravvivere. Se non ce l’hai non puoi farlo, perchè distruggi te stesso. Ed è esattamente ciò che sta succedendo, basta guardare i dati. La recessione che in questi anni abbiamo sopportato è niente in confronto a ciò che viviamo, e mi si permetta, a ciò che ci faranno vivere nel prossimo futuro. Vogliamo parlare adesso di come abbiamo affrontato il virus? Del fatto che ci mettiamo in mano all’OMS per farci dire come comportarci? Un’organizzazione finanziata per la maggior parte da privati, in pratica un’azienda, che ci spiega come dovremmo fare, cosa dovremmo comprare, cosa dovremmo assumere per difenderci, e giura che non lo fa per profitto, ma per il nostro bene… Si… Ok… aspetta che me la bevo… Questo è una parte dello scenario che stiamo vivendo, ed è per questo che ieri sera mi sono sentito sconfortato, nonostante abbia, come tutti gli italiani, questa specie di rassegnazione mista a menefreghismo che purtroppo o per fortuna ultimamente non fa più effetto.

Ok è tutto chiaro…

Finalmente, da domani potremo andare a gozzare un po’ d’arietta fuori dalle nostre abitazioni, infatti pare che nessuno potrà impedirci di uscire anche se l’autocertificazione sarà comunque obbligatoria, che poi se non ce l’avete non c’è problema, potrete tranquillamente richiederla al pubblico ufficiale che dopo avervela consegnata vi spiegherà anche come riempirla, perchè anche questo è tutt’altro che scontato, tipo chi volesse andare a trovare la/il ganza/o (amante in dialetto toscano) deve prima capire se è o meno un “affetto stabile”. Per capirlo c’è un apposito modulo in cui si risponde a domande tipo “quante volte hai tradito tua/tuo moglie/marito con la/il ganza/o?” oppure “quando incontri la/il ganza/o vi limitate al dialogo o ci date dentro di brutto subito fregandovene del loco in cui vi trovate?”, sono domande importanti perchè oltre a capire se si tratti davvero di affetto stabile aiuta anche a comprendere se avete intenzione anche solo di sfiorarvi, in tal caso sappiate che c’è un vigile con la mannaia che vi taglia istantaneamente il braccino appena provate ad avvicinarvi. Potete in alternativa bocciare l’idea di incontrare la/il ganza/o e darvi alle passeggiate in centro, sappiate che i negozi saranno chiusi quindi ciaone shopping, ciaone caffettino al bar, ciaone quasi tutto insomma, nessuno però vi vieta di ammirare le saracinesche chiuse, dice che abbiano un fascino particolare. Si può andare a passeggiare sul mare, e considerando che quasi tutti sceglieranno ciò è facile aspettarsi assembramenti a tutto spiano, le forze dell’ordine credo si stiano già sfregando le manine per il numero di verbali che porteranno a casina la sera. Ma parliamo adesso del virus che siccome non ne parla mai nessuno… insomma questo Covid-19 non lo capisce nessuno, chi dice che è poco più di una banale influenza, chi dice che è la piaga del secolo, per le diagnosi non va meglio, chi dice che provoca polmonite interstiziale, per la quale è consigliato trattamento con l’ausilio di respiratore, chi dice che sia trombosi venosa per la quale il respiratore serve come a una tartaruga servirebbe un cavalletto laterale, per le cure poi ci sono millemila medici che adottano le terapie più disparate, chi col plasma, chi con la clorochina (non chiedetemi cos’è perchè lo ignoro), chi con la terapia per l’Ebola, chi con le terapie da HIV, insomma anche qui la chiarezza la fa da padrona. Vogliamo parlare poi del turbinio di ordinanze e contrordinanze tra Stato Regioni e Comuni? Io domani non so cosa farò, lo Stato mi dice una cosa, la Regione un’altra e il Sindaco un’altra ancora… A me viene solo voglia di mandarli tutti aff….

Eccesso di zelo?

In questo periodo di quarantena ne abbiamo sentite di tutti i colori, gente che per farsi la corsetta scappava in stile Forrest Gump dalle Forze dell’Ordine, pensionati che organizzavano tornei abusivi di briscola nel bosco con tanto di tavolino sedie e fiasco di vino, a Torino addirittura un signore esasperato dalla quarantena è uscito munito di motosega per dissuadere chiunque avesse avuto anche solo l’idea di farlo tornare a casa, insomma, la gente sta letteralmente perdendo la testa. Bisogna dire però che oltre alla gente normale anche chi le leggi deve farle rispettare qualche segno di cedimento sembra darlo. Notizia di ieri, padre e madre accompagnano la figlioletta di otto anni alla visita di controllo dopo un intervento di trapianto di midollo a causa della leucemia, devono spostarsi da Grosseto a Pisa, la bambina vuole la mamma con sé e visto che la mamma è neopatentata e non se la sente di guidare ci pensa il padre ad accompagnare mamma e figlia alla visita. Vengono fermati dalla Polizia e dopo aver fatto vedere l’autocertificazione e aver spiegato ai poliziotti tutta la situazione vengono multati per ben € 533,00 in quanto la bambina doveva essere accompagnata da un solo genitore. Ora, padre, madre e figlioletta ovviamente fanno la quarantena tutti insieme, quindi se non è un problema che stiano tutti sotto lo stesso tetto non sarà un problema che si spostino tutti insieme dentro un’auto no? In più in una situazione delicata come quella che stanno purtroppo vivendo questi poveri Cristi, vuoi lasciare che mamma e papà diano un po’ di conforto alla piccola o te ne fotti e applichi la legge alla regola? Bene, il poliziotto ha preferito fottersene della situazione, dimostrando di avere un’empatia pari a quella di un termosifone e mi si permetta, di avere un quoziente intellettivo pari a quello di un’ameba. Non contento gli ha detto pure “se non vi sta bene fate ricorso, arrivederci”. Complimentoni, queste si che sono le Forze dell’Ordine che noi tutti vogliamo ringraziare per il lavoro che svolgono quotidianamente per difenderci dalla minaccia del virus… Oggi mi chiama un amico e mi racconta che ha ricevuto una bolletta dell’acqua di più di € 300,00 relativa a un piccolo appartamento che lui usa affittare ai turisti d’estate, quindi l’appartamento in questione è chiuso in questo periodo, avere una bolletta del genere è probabile che voglia dire che c’è una perdita d’acqua, l’unica cosa da fare è andare a controllare. Quindi scrive la sua bella autocertificazione e parte, nonostante l’appartamento si trovi nello stesso comune lo hanno fermato e multato, motivazione “spostamento non necessario”. Quindi se è una perdita d’acqua può tranquillamente continuare a perdere e mandare in malora l’intera palazzina, che glie ne frega al Vigile? Problemi vostri… Mi fermo qui a raccontare perchè ce ne sarebbero molte altre di queste multe insensate, ma è inutile raccontare nuovamente la stessa situazione con protagonisti diversi, la questione è che bisogna applicare la legge, e su questo non si discute, ma chi la applica deve ricordarsi di essere un essere umano e ponderare ogni volta che gli si prospetta davanti una situazione. Non si tratta di chiudere un occhio, si tratta di fare ciò che è giusto, usare buon senso e cercare di mettersi solo per un attimo nei panni di chi si ha davanti… se ci pensate non è poi così difficile…

Io al tempo del Covid-19

Sono qui. Come tutti noi. Chiuso in poche stanze e la mia paura non è quella di contrarre il virus, del resto sono relativamente abbastanza giovane per non temere il peggio, la mia paura è di essere un asintomatico, magari ce l’ho e non so di averlo. Quindi temo di poterlo passare agli altri, quindi, quando esco per andare a fare la spesa uso mascherina e guanti. Sono diligente, ogni settimana pianifico meticolosamente cosa mangerò, quali prodotti userò, e in base ai miei calcoli riesco a fare la spesa una volta ogni sette/dieci giorni, gli unici in cui, compilato un apposito modulo, riesco a gozzare l’aria fuori da qui. Quando esco la mia cittadina è quasi vuota, poche le macchine che passano per le strade, così come poche, se non addirittura nulle, sono le persone che incrocio nel mio cammino. Quando passo dal tabacchino, che uso solo ed esclusivamente come copisteria per stampare il modulo che mi permette di approvvigionarmi di viveri, le persone possono entrare solo una alla volta, e anche il commesso, come me, sembra un palombaro. Lo so che dobbiamo avere pazienza, che dobbiamo comportarci così perchè ne va del bene del paese, e non fraintendetemi, io non mi sto lamentando, sono contento di dare, nel mio piccolo, un contributo alla causa. Solo che stasera, uscendo sulla terrazza, ho sentito un silenzio irreale. Io abito in centro e non ho sentito nessuna macchina, nessun rumore, la mia casa dista meno di un chilometro da un’autostrada e anche da lì, niente di niente, solo l’abbaiare di un cane lontanissimo… e scusate ma un pochino… sinceramente… mi sono sentito solo…

Le reazioni dei popoli all’emergenza Covid-19

Le varie reazioni dei popoli all’emergenza Covid-19 rispecchiano esattamente gli stereotipi che, giustamente o ingiustamente, caratterizzano le nazioni e che tutti, volenti o nolenti ci portiamo addosso da tempo immemorabile. Partiamo per esempio da noi, popolo Italico, appena abbiamo saputo di un imminente pandemia abbiamo visto bene di fare scorte di pasta, perchè toccatemi tutto ma non la pasta al sugo! (alcuni giorni fa trovare un pacco di spaghetti era praticamente impossibile, mi è pure balenato in mente di iniziare a fare il pusher di pasta… Ehi, capo! Dico a te, ma fai il vago, lo vuoi un pacco di rigatoni di Gragnano? Faccio prezzo buono dai!) Altro genere di largo consumo completamente sparito dagli scaffali è stata l’amuchina (perchè siamo delle personcine pulite noi…). Per quanto riguarda invece la Gran Bretagna, a parte l’iniziale e scontato comportamento da bastian contrario sulla questione, che conferma tra l’altro lo stereotipo che si portano dietro da sempre, il genere di largo consumo che è praticamente sparito dagli scaffali è stato la carta igienica. E mi pare pure logico, del resto non essendo muniti di Bidet hanno dovuto fare la scorta è ovvio… Sulla questione Bidet mancante, visto che negli ultimi anni ho avuto l’opportunità di vivere in alcuni paesi dove questo meraviglioso attrezzo non c’era, potrei dare due dritte al popolo inglese, vi garantisco che con una bottiglietta d’acqua e un po’ di sapone si può riuscire a farsi un discreto Bidet senza dover arrembare nella doccia da semi vestiti o improvvisarsi equilibristi sul lavandino. Passiamo ai cugini d’oltre oceano, che hanno reagito come sempre si sono opposti a qualsiasi problema gli fosse capitato davanti… hanno iniziato a fare scorta di armi e munizioni… secondo me il pensiero è stato più o meno questo “se quel fottuto virus si avvicina alla mia fottuta proprietà lo riempo di fottutissimo piombo!”… fantastici… E i cinesi? Mi mancano i cinesi da dove tutto è partito pare. Loro semplicemente hanno costruito un intero ospedale in due giorni, da brave formichine lavoratrici quali sono, e contando ovviamente anche sul numero si sono messi lì e hanno risolto il problema posti letto in men che non si dica. Verrebbe quasi voglia di chiamare la stessa ditta e mandarla a fare una visitina nei dintorni di Bergamo e Brescia, perchè se aspettiamo che qualche mente italica faccia qualcosa stiamo freschi…

PS: Articolo 31 anno 1996, che dite? C’hanno preso?

Intervista esclusiva al Covid-19

CB: Salve, lo sa che è diventato famosissimo? Tutto il mondo parla di lei.

Covid-19: Si, lo so, modestamente ho visitato gran parte del pianeta quindi ho potuto lavorare sul marketing a livello globale, e pare abbia funzionato.

CB: In che senso ha visitato gran parte del pianeta?

Covid-19: E’ ovvio, ho fatto il salto da animale a essere umano intorno a ottobre/novembre scorso e voi vi siete accorti di me solo all’inizio di Febbraio, in più di due mesi si può fare il giro del mondo diverse volte.

CB: Sa che i paesi di tutto il mondo faranno di tutto per debellarla?

Covid-19: Facciano pure, non vinceranno.

CB: E come fa ad esserne così sicuro?

Covid-19: Guardi, sono aerobico, altamente contagioso e come tutti i miei simili ho molti portatori sani, i cosiddetti asintomatici, ho praticamente tutte le carte in regola per essere invincibile. Voi potete fare il tampone all’intera razza umana? Non credo…

CB: Non pensa che non sia una bella cosa uccidere il 2% della popolazione?

Covid-19: E’ ciò che faccio per vivere, non mi risulta che voi vi sentiate in colpa per tutti gli animali che uccidete per mangiare, o per tutta la merda che spargete nel mondo per arricchirvi. Perchè dovrei sentirmi in colpa io? Uccido molto meno di voi…

CB: Giusto… Ha sentito che in alcuni paesi stanno cercando un vaccino che probabilmente sarà pronto tra qualche mese?

Covid-19: Si, ho sentito ma come le ho già detto in precedenza voi siete davvero sicuri di poter vaccinare l’intera razza umana? E poi non avete pensato al fatto che in circa sei mesi un virus come me può mutare varie volte. Il vaccino che sarà pronto fra sei mesi sarà per me come sono adesso, non per il me del futuro.

CB: Quindi secondo lei cosa dovrebbe fare la razza umana?

Covid-19: Non pensa che chiedere consigli sulle strategie da adottare al proprio nemico sia un tantino rischioso e controproducente?

CB: Certo, ma prima mi ha detto di uccidere molto meno di noi, ho pensato che forse ci potrebbe essere molta più umanità in lei che in noi…

Covid-19: Un virus più umano degli umani… bella questa, me la segno… Comunque l’unico consiglio che posso darvi è che se volete sfruttare la mia identità per vendere vaccini a tutti i paesi del mondo fate pure, vi arricchirete molto e non vi chiederò i diritti state tranquilli, ma ripeto, non illudetevi di potermi battere… Potreste forse accettare la mia esistenza, ma so che non lo farete…