Archivio mensile:settembre 2014

Inserisci qui il titolo… ammesso che lo trovi…

Il Corvetto se ne sta in tana a leccarsi le ferite… Periodo nero per un Corvo bianco, sembra la battuta stupida di un comico da due lire… facciamo euro… Certo che la vita quando ci si mette sa essere davvero bastarda, ma vi garantisco che anche la morte sa il fatto suo… Gli affetti? Affettati… Non sto neanche correndo… unica nota positiva è che mi sono buttato a capofitto in un progetto, staremo a vedere… Sento da lontano l’odorino di un po’ di depressione ma purtroppo per lei non ho tempo… dovrà aspettare… Si lo so, sto abusando dei puntini di sospensione… Questo post ha poco senso ma lo scrivo ugualmente… Il senso trovatecelo voi io non c’ho voglia… Ho riscoperto la marmellata… L’egoismo è una malattia incurabile… qualcuno mi ha pure detto: “non ti vedo carico come di solito…” ma và? Ma davvero? Ma che personcina perspicace, è appena passata una slavina di sfighe miste a robe anche peggiori e ti stupisci di non vedermi pronto e sorridente? Ammazzati… Vorrei avere tra le mani il nonnetto della pubblicità che fa: “Corvo l’ottimismo è il profumo della vita!” per rispondergli mentre lo strozzo: “Ma vai a cagareee!!!”.

Inevitabile

Faccia a faccia, stavolta non ho abbassato lo sguardo, anzi, ti ho anche detto che in quel modo non potrai più rivolgerti a me, non te lo permetterò. I muscoli tesi, lo sguardo fisso, vuoi la sfida? Eccotela. Ingiurie, e poi basta. Via di lì. Adesso è successo, prima o poi sarebbe capitato, soltanto non sapevo che sarebbe successo oggi. E sto male, si, non sono fiero di come sono andate le cose. In passato avevo provato a dire qualcosa, avevo provato ad avvertire, ma quando non hai carattere nel dirle le cose, finisce che le tue parole cadono dalla bocca, rotolano per le scale, e aperta la porta salutano e se ne vanno via. E magari non stai neanche dicendo cazzate, ma tant’è… Ora me ne sto qui, fisso lo schermo, diventa difficile distrarsi, il cervello torna sempre li, eppure, in questa vasca di rammarico e tristezza, un uomo, per la prima volta nella sua vita, ha alzato la testa, ha detto basta e non si è piegato. E in quell’angolo del cuore, dove c’era sempre stata burrasca e tempesta, stasera, per la prima volta, c’è mare calmo e brezza fresca…

PS: Ho bisogno di un po di Skin…

 

Cambio d’abito

Ebbene si, sono dovuto passare a un negozio di sport, ho dovuto acquistare materiale per andare a correre, posso dire di aver consumato un paio di scarpe e un paio di pantaloncini. Si stanno sbriciolando, sono obiettivamente inservibili. Quindi li ho sostituiti. E qui è arrivato il problema. Provate ad entrare in un qualsiasi negozio sportivo, andate al reparto corsa e osservate le scarpe. Modelli di tutti i tipi, per qualsiasi tipo specifico di corsa, ma tutte, e dico TUTTE rigorosamente fotoniche. Il colore più tenue è il blu elettrico con i lacci arancioni fosforescenti. Come spiegarti caro produttore di scarpe da corsa, che devo correrci, non devo far atterrare gli alieni… Capisco che possano essere così vistose per motivi di sicurezza, metti che d’inverno ti capita ( e capita…) di correre al buio magari le macchine ti vedono, però, sinceramente, alcuni modelli non dico che si accendono come le lellichelli ma quasi… Caro produttore fammi il modello fotonico, ma fammi anche un modello che so bianco o nero, con quelli che ho visto ho rischiato le cornee… Il pantaloncino è stato relativamente più semplice, fortunatamente il nero va ancora di moda tra i corridori, accenno soltanto a un paio di pantaloncini rossi da uomo attillati con presa d’aria vedo non vedo inguinale, che se ti dimentichi le mutande scordati l’allungo finale a grandi falcate, potresti creare uno spettacolo di sfere semoventi a ritmo alternato che potrebbe destare nel pubblico una certa ilarità… o un certo ribrezzo…

Le regole dell’ozio

Si lo ammetto, sono due giorni che non faccio un c…., anzi non è che lo ammetto, lo dico apertamente, vi spiattello in faccia la mia fancazzaggine con fierezza e anche una puntina di soddisfazione, non lo posso negare. Magari in questo momento qualcuno mi sta leggendo dal computer dell’ufficio e sta pensando “guarda se sto corvetto dei miei co… deve ricordarmi la mia condizione di sfigato a lavoro…” si, è così, ma la mia bastardaggine durerà poco, fino a Lunedì, poi rinizia il calvario, chilometri da macinare, telefonate… Comunque non ci voglio pensare, fino a Lunedì non farò niente di dovuto, farò solo ciò che voglio fare… E un buon cinquanta per cento del suddetto tempo sarà utilizzato nell’attività più amata da noi maschietti (ma forse anche da qualche femminuccia, anche se credo in misure molto minori… si dice molto minori? Bha…) L’OZIO. E’ una pratica molto diffusa ma in pochi sappiamo come sfruttarla al massimo. L’ozio ha 3 regole precise:

1- Direttamente il padre dell’ozio Homer Simpson ci insegna la prima regola e cioè che quando sei in modalità ozio, qualunque cosa a più di dodici passi da te dev’essere considerata inaccessibile. Troppa fatica per tredici, meglio rinunciare in partenza.

2- La seconda regola per praticare l’ozio in maniera piena e da vero Maestro è arrivare tramite il rilassamento a quello che io amo definire Stato di Torpore. Mi spiego meglio, o almeno ci provo, avete presente quando fate un grande sforzo fisico e successivamente vi mettete sul letto a riposare, vi capita a volte di rilassarvi a tal punto da non sentire più una gamba o le braccia? Quei momenti in cui devi muovere l’arto assopito per sapere se c’è? Eh… Rilassarsi a tal punto da non percepire più il proprio corpo.

3- La regola numero tre è la più semplice ma anche la più importante… Spengere il telefonino… La devo spiegare? Non credo…

E dopo queste perle di saggezza donate in modo completamente gratuito se permettete, tornerei, in veste di Maestro, a praticare la mia arte…

Rallentare…

L’ultimo mese è stato un turbine di cose da fare, ne ho avute di tutti i tipi, da quelle lavorative a quelle puramente ricreative, bello eh, intendiamoci, non sono qui a lamentarmi, ma adesso c’è bisogno di fermarsi. Riordinare le idee. Rilassarsi. Nella vita come in moto non puoi andare sempre a manetta e alcuni, chi davvero potrebbe dare del tu all’asfalto ma non lo fa, ricordano sempre che la manopola del gas si muove in entrambe le direzioni. E allora, magari, un paio di giorni di riposo me li prendo davvero. Ho un libro ammezzato che voglio concludere.La lettura mi rilassa enormemente, l’ho riscoperta negli ultimi anni e devo dire che ne valeva davvero la pena. Spunti di riflessione, parole magnificamente scelte, storie curiose e divertenti, c’è tutto. Qualcuno dirà “ci sono anche tante cavolate” bhè si, ma è difficile saperlo prima, tocca leggere prima di poter giudicare. E così me ne sto al fresco, gambe incrociate e sfoglio, fuori il vento soffia un aria salmastrosa, i gatti si pestano allegramente, le rondini per aria se ne fottono e anch’io un pochino me ne fotto…
PS: il metodo sticazzi paga sempre, non c’è niente da fare…