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Il Ciclamino

Dominio Eukaryota – Regno Plantae – Superdivisione Spermatophyta – Divisione Magnoliophyta – Classe Magnoliopsida – Sottoclasse Dilleniidae – Ordine Primulales – Famiglia Primulaceae – Genere Cyclamen.

Mamma mia che classificazione allucinante per individuare un fiorellino così piccino! Però nella mia infanzia questo fiore ha avuto un significato particolare. Da quando ho ricordo il ciclamino ha segnato l’inizio del periodo estivo, adesso mi si dirà che non è ancora ufficialmente estate ed è vero, ma comunque nel mio cervellino di bambino questo fiorellino, col suo profumo particolare, scandiva il passaggio dalla stagione fredda a quella calda, e per questo l’ho sempre osservato con molto piacere. Ricordo da piccolo quando con mia madre andavamo a raccogliere pinoli e ciclamini, andava sempre a finire che ne mangiavo una quantità industriale e mi veniva il mal di pancia… di pinoli ovviamente… Adesso mi limito ad osservarli mentre corro, tra l’altro credo che sia passata una legge che li tutela, quindi per chi avesse pensato di emulare me e mia madre andando a cogliere un mazzolin di fiori occhio, potrebbe fioccare la multina se passa la forestale. In questi giorni invece mi sono reso conto perfettamente del passaggio alla stagione calda quando durante il mio girovagar sono arrivato qui (ho fatto la foto per provare il cell nuovo… altrimenti difficilmente fotografo, tendo a godermi il momento senza immortalare…).

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E’ una piazza di una città italiana sulla costa tirrenica ma non dirò di più… (sembro lo Stregatto) Vediamo se qualcuno la riconosce (ci sono anche un sacco d’indizi…). Comunque a parte l’indovinello sono arrivato in questa bellissima piazza verso le quindici e trenta, il sole scaldava e accecava, dalla foto non si nota ma si faticava a stare senza occhiali, l’odore di salmastro nell’aria, i gabbiani, il rumore delle onde… trovarsi nel momento giusto al posto giusto e godersi il panorama mentre il sole ti scalda e la brezza ti rinfresca… poi è scattato il gelatone!

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Un pianeta con un sole blu

E di colpo succede che una domenica mattina non piove, incredibilmente qualche raggio di sole riesce a penetrare dallo spesso strato di nuvole. E allora finisce che decidi di andare a fare una passeggiata sul mare, perché il mare d’inverno ha un fascino particolare. Prima di tutto non c’è quasi nessuno, quindi il senso di libertà nell’ammirare quell’enorme distesa d’acqua è amplificato. La luce è strana, fatica a passare attraverso questi nuvoloni e finisce per diventare quasi blu, come un pianeta con un sole blu, e c’è un discreto venticello, il cappuccio diventa improvvisamente uno strumento indispensabile, senza si rischia la broncopolmonite. Mi sono portato anche le cuffie con della musica che ho scaricato ma non ancora ascoltato con attenzione. Così mi metto a passeggiare tranquillo ascoltando la musica e contemplando l’immenso. Esce fuori questa canzoncina e di colpo, sarà stata la luce, il senso di libertà, il dopo sbornia sabatale, un cane che stava giocando a rotolarsi sulla sabbia, insomma mi sentivo bene. Che potete dire cosa vi pare ma non è poi così frequente come sensazione. Dovrebbe esserlo di più? Bho… Comunque io la canzoncina la ripropongo, magari ispira anche qualcun altro.

Shine On Award al vecchio amico

Incredibile ma vero, arriva la nomination allo Shine on Award per il mio blog! La persona che ha deciso di nominarmi per tale premio è Josè Bernò tramite il suo blog PindaricaMente.

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La nomination fa sicuramente piacere ma c’è un’altra cosa che mi ha incuriosito particolarmente, e cioè la motivazione per la quale ha deciso in tal senso “ogni volta che leggo un suo post mi viene quasi voglia di abbracciarlo”. Così ho chiesto spiegazioni e lei molto semplicemente mi ha risposto “è proprio cosi, leggo i tuoi post e mi viene voglia di abbracciarti, come si fa con un amico di vecchia data che ti dice sempre le cose giuste al momento giusto”. E devo dire che mi ha fatto davvero piacere, mi ha mostrato un’immagine di me che assolutamente non conoscevo, a volte si crede di risultare completamente diversi da ciò che in realtà siamo e appariamo (ma cos’ho detto?… cioè scritto…).

le regole dello sciain recitano così:

– inserire il logo dell’award sul front del post;

– riportare il nome del blog che ti ha nominato all’inizio del post;

-rispondere a 7  domande su se stessi;

-nominare 15 blogger per questo premio e riportare il link del loro blog;

– notificare a questi blogger la nomination.

Spero che mi perdonerà se salterò completamente i punti quattro e cinque, ma poco tempo fa ne ho già nominati un sacco per un altro award e mi ripeterei inutilmente.

Mi accingo dunque a rispondere a sette domande su me stesso:

1) Perchè hai iniziato questo blog? Era già qualche anno che di tanto in tanto davo un’occhiata al mondo dei blog, l’ho sempre trovato molto più interessante dei soliti famosi e famigerati social network, una nicchia dove vomitare in santa pace tutti i tuoi pensieri, perchè ogni tanto devi buttarli fuori, e non ci stanno dentro… 

2) Qual è la cosa più importante della tua vita? La cosa mmm… quindi non la persona, allora se devo limitarmi a un oggetto inanimato direi la casa.

3) Il cibo di cui non puoi fare a meno. Io sono nato e vissuto sul e nel mare, quindi pesce.

4) Il tuo posto del cuore. Vedi sopra.

5) Come ti vedi nei prossimi 10 anni? Non lo so, e comunque adoro la suspense…

6) Tre cose senza le quali non esci mai di casa. Sono un uomo, quindi mi limito all’essenziale, chiavi, cellulare e portafoglio.

7) Una citazione che ti caratterizza. In direzione ostinata e contraria.

E dopo tutte queste belle domandine chiudo in modo secco questo post con una parola ancora per colei che ha deciso di nominarmi “GRAZIE MILLE”, perfetto sono due…

Nuvole

Oggi le nuvole dopo molto tempo sono tornate a farci visita, il sole non si vedeva e il mare ha assunto un colore più scuro, quasi minaccioso. Inutile dire che io ero la, sulla riva a contemplarmelo come ogni giorno, e nonostante il vento e i colori scuri che proprio non ti fanno pensare a gioia e spensieratezza mi sentivo tranquillo. Intorno a me molti turisti raccoglievano le loro cose, ombrellone, secchielli, sdraio, pinne e altre cianfrusaglie credendo che di li a poco si sarebbe messo a piovere. Io quasi lo desideravo, dopo tanti giorni di afa insopportabile avrei visto la pioggia come un piacevole intermezzo a quest’estate afosa e umida. Ho alzato gli occhi al cielo ed era come un enorme materasso bianco pieno di bozzi, all’orizzonte il materasso aveva dei colori più tetri, ho pensato che se in quota il vento fosse stato abbastanza forte domani saremmo andati in giro con l’ombrello e gli stivali, poi c’ho ripensato e mi sono detto che ogni volta per rinfrescarci siamo noi che cerchiamo l’acqua, dovremmo essere contenti se questa volta è l’acqua che cerca noi. Mi è capitato un paio di volte di fare il bagno sotto un temporale, e dico fare il bagno nel senso di lavarsi proprio, è molto bello e rinfrescante bisogna solo godersi la pioggia e sperare che i fulmini cadano da un altra parte…

E’ il momento di scrivere

Si lo so, è un bel po che non scrivo, ma doveva solo arrivare il momento, ed è arrivato… sinceramente non ci capisco niente, c’è un turbine di emozioni nuove, alcune negative altre positive e si mischiano tra se lasciandomi in un limbo nel quale è difficile trovare una strada, un senso, una direzione… A volte la vita mi sembra così complicata e altre è davvero troppo semplice, ma perché? Perché tutte queste domande? Perché cercare per forza un senso a una cosa che forse senso non ne ha proprio… La vita scorre bella o brutta e non si chiede niente, siamo noi che ci facciamo le domande senza mai trovare le risposte, a volte ci illudiamo di trovarle ma è un attimo non veritiero, solo un attimo niente di più… l’incertezza è la vera padrona, e noi, o almeno io non riesco ad accettarla, mi suona strana, inconcepibile, aliena. Vorrei solo essere più tranquillo, non dover per forza trovarmi faccia a faccia con emozioni disattese. E’ un’ utopia, lo so benissimo ma che ci posso fare, adesso è quello che desidero di più. Forse qualcuno potrebbe pensare che desideri una vita monotona o priva di qualsivoglia emozione, e invece no, vorrei solo che fossero più diluite, più semplici da affrontare, più deboli per certi versi. E invece mi invadono, e per quanto cerchi di essere pronto finisco sempre per esserne sopraffatto, sia per le brutte che per le belle, è una spada di Damocle che oramai credo non riuscirò più a togliermi di dosso… Corvo fanculo! Ti voglio bene ma fanculo!

Di mare e rispetto

Ho trovato una piccola spiaggetta dove quasi ogni giorno passo quelle poche ore pomeridiane libere. E’ molto carina, lontana dal marasma degli stabilimenti balneari, lontana dal lungo mare tempestato di bar, gelaterie e venditori ambulanti di cianfrusaglie che ogni cinque minuti ti chiedono insistentemente di comprargli qualcosa. Per arrivarci bisogna fare un po di strada a piedi in mezzo agli alberi ma direi che più che un difetto è quasi un pregio, si sentono le cicale che fanno il loro tipico verso del quale ignoro il nome, e i raggi del sole vengono filtrati dalle chiome dei pini, una passegiata immerso nella natura che finisce in una spiaggetta isolata e poco frequentata. Appena arrivo stendo il telo mare e vado a farmi un bel bagno rinfrescante, giusto il tempo di qualche bracciata per sgranchirmi la schiena e torno sul telo mare, sfoglio il libro che mi sono comprato dopo attenta scelta e me ne sto li a godermi l’atmosfera. Il sole mi scalda e mi abbronza, un lieve vento di maestrale mi accarezza e mitiga l’azione del sole che altrimenti mi costringerebbe a un tuffo ogni dieci minuti, vicino a me un bambino crea castelli di sabbia e per fortuna lo fa silenziosamente, la mamma lo guarda con un lieve sorriso, traspare tenerezza da quella impercettibile smorfia, un gabbiano a qualche metro dalla battigia si fa cullare dalle onde osservando svogliatamente il bambino creatore di castelli, io osservo l’orizzonte e non posso fare a meno di pensare al mare, questa meravigliosa distesa d’acqua che mi ipnotizza. E’ tutta la vita che abito al mare, lo conosco in tutte le sue forme, lo conosco quando è arrabbiato e sembra voler mangiarsi la costa, lo conosco quando è placido e sembra olio, lo conosco da sopra e lo conosco anche meglio da sotto, ripensando a quanto sono stato a contatto con lui dovrebbe essermi venuto a noia, e invece no, lo amo ancora come lo amavo quando ero bambino e mi divertivo a tuffarmi nelle onde. Spesso ci gioco e ci sguazzo dentro, a volte ci caccio, a volte lo uso per rilassarmi e a volte ci litigo anche, ma la cosa più importante è portargli rispetto. “Pochi uomini possono dare del tu al mare, e quei pochi non glie lo danno”.

canzoncina