Archivio mensile:luglio 2016

Che vuoi che ti dica…

Che vuoi che ti dica… a me sembra diventata una moda, atroce quanto vuoi ma una moda. Il fatto di prendere una qualsiasi arma e mettersi a sparare sulla gente dovrebbe essere impensabile per la mente umana, ma evidentemente non lo è. Si, mi si può parlare del fatto che spesso vengano rivendicati da gruppi terroristici, ma sai, nel corso degli anni ho imparato a diffidare di questi annunci, a volte mi sembra che li rivendichino solo ed esclusivamente perché gli fa comodo. Allo stesso tempo ho imparato a diffidare dei media, in troppe occasioni hanno sparato cazzate, fomentato odi, tralasciato notizie essenziali, non gli credo più, e se per sbaglio gli credo un pochino rimango comunque con un forte dubbio. Ti dico che mi sembra una moda perché neanche troppo tempo fa succedevano le stesse cose negli stati uniti d’America, ricordi in quel cinema? O nelle scuole? Non lo so… Forse il problema è proprio l’essere umano, il fatto che sia crudele, o forse che tra la parte buona e quella crudele di se stesso tende a alimentare la seconda… del resto sono migliaia di anni che facciamo guerre, sacrifici umani, massacri vari, abbiamo pure forgiato nazioni sulla schiavitù, vogliamo ancora far finta di niente e professarci buoni d’animo? Che vuoi che ti dica… Non lo so… La domanda che mi sorge spontanea non è come fermare queste persone, ma come arginare la crudeltà insita in ognuno di noi… Che vuoi che ti dica… Non lo so…

Non una letturina easy da spiaggia

Caro lettore, oggi voglio portare alla tua attenzione un libricino (si proprio ino perché è poco più di duecento pagine) che parla di marketing. Tranquillo non è un manuale tecnico che ti svela il segreto su come pubblicizzare la propria azienda o se stessi al meglio, cerca solo di far capire qualcosa di più su questo delicato argomento. E forse capirci qualcosa di più sarebbe conveniente dato che l’epoca che attualmente viviamo è praticamente basata sul marketing. Il libro è scritto da uno che l’argomento lo conosce bene, in quanto in passato ha svolto con successo il mestiere di pubblicitario, e probabilmente qualcuno lo conosce non per questo libro, che tuttavia è stato quello che ne ha decretato il successo come scrittore, ma per un altro sicuramente più famoso che trattava l’argomento ammmoooreee (questo sconosciuto…). Potrei scrivere tante altre cose su questo libro che mi è piaciuto davvero tanto, ma non lo farò, lascerò che sia un piccolo estratto a parlarne.

Sono un pubblicitario: ebbene sì, inquino l’universo. Io sono quello che vi vende tutta quella merda. Quello che vi fa sognare cose che non avrete mai. Cielo sempre blu, ragazze sempre belle, una felicità perfetta, ritoccata in Photoshop. Immagini leccate, musiche nel vento. Quando, a forza di risparmi, voi riuscirete a pagarvi l’auto dei vostri sogni, quella che ho lanciato nella mia ultima campagna, io l’avrò già fatta passare di moda. Sarò già tre tendenze più avanti, riuscendo così a farvi sentire sempre insoddisfatti. Il Glamour è il paese dove non si arriva mai. Io vi drogo di novità, e il vantaggio della novità è che non resta mai nuova. C’è sempre una novità più nuova che fa invecchiare la precedente. Farvi sbavare è la mia missione. Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità, perché la gente felice non consuma.

Il libro s’intitola “Lire 26.900” scritto da Frederic Beigbeder. Non è proprio una letturina easy da spiaggia ma ti garantisco che merita.

Odissea assicurativa

Odissea. Si tratta di odissea. Non saprei come altro definire ciò che mi è successo. Premetto che parlerò di burocrazia quindi se siete (giustamente) già nauseati da tale termine è vivamente consigliato di non continuare con la lettura. Ok scomincio. Ricevo lettera dalla mia assicurazione che m’informa che la polizza della mia auto sta per scadere, quindi decido di guardarmi intorno cercando il prezzo più conveniente. Decido di farmi fare on line alcuni preventivi, per fare ciò servono tutti, e quando dico tutti intendo proprio tutti tutti, i dati relativi all’autoveicolo, al conducente, alla famiglia, alle abitudini quotidiane e forse anche il cognome di tua nonna da nubile. Tra questi dati però ce n’è uno molto simpatico, la “classe di merito”. Secondo la legge n. 990/1969 vengono predisposte 18 classi di merito, con cui si definiscono le rischiosità rappresentate dagli automobilisti e da cui le compagnie assicurative fissano i loro piani tariffari. Per reperire tale dato, fino a poco tempo fa, l’assicurazione, trenta giorni prima della scadenza della polizza, mandava per posta l’attestato di rischio, documento nel quale era riportata la classe di merito. Adesso la legge è cambiata, infatti l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS) ha decretato la dematerializzazione dell’attestato di rischio e cioè fine del cartaceo inviato per posta e via con la banca dati elettronica sotto il controllo dell’IVASS stesso. Ok allora come scritto sulla letterina dell’assicurazione vado sul sito della stessa e faccio il login… errore la password è scaduta. Quindi rifaccio la procedura per avere una nuova password, dopo circa quindici tentativi riesco ad avere la nuova password, ogni volta mi diceva che c’era un errore nella procedura, senza specificare di quale errore si trattasse. A questo punto sono un pelino incazzato. Comunque cerco sul sito le informazioni per accedere alla banca dati IVASS. Le trovo e c’è un Url da copiare nella barra del browser per accedere alla suddetta banca dati. L’Url non si può copiare, m’incazzo ancora un pelino di più ma respiro e riscrivo parola per parola nella barra del browser. Accedo alla maledettissima banca dati e lei magicamente mi chiede il Pin… Quale Pin? Chi lo sapeva che ci voleva un Pin? Sotto leggo che si può richiedere quindi clicco e a questo punto succede l’incredibile, l’impensabile, l’inconcepibile… mi chiedono l’indirizzo per spedirmelo per posta…
Credo fermamente che tutto ciò serva a perdere tempo di modo che vedendo scadere la tua polizza e non potendo circolare ti trovi costretto a rinnovare, anche con una certa celerità, la polizza con l’assicurazione precedente. Mi chiedo perché lo Stato permetta ciò, mi chiedo inoltre cosa aspettino le associazioni dei consumatori a fare qualcosa in tal senso.
Poi leggo le ultime news e vedo che in Puglia due treni si sono scontrati e che si stanno cercando i colpevoli, a me i colpevoli sembrano sempre gli stessi, coloro che antepongono i soldi ai diritti e al buon senso.

Ennesima notte senza sonno

Ok, stanotte è una di quelle notti che non riesco a dormire. Ormai mi conosco, periodicamente mi capita, non ne ho mai individuata la ragione ma tant’è. Quando succede quindi mi organizzo cercando di ammazzare il tempo e stanotte ho optato per, guardarmi tre o quattro puntate di “Posso venire a dormire da voi” programma a mio avviso molto carino e istruttivo, finire di leggere un libro che mi avevano consigliato e che dalle premesse doveva essere uno dei libri più belli di sempre, in verità mi ha fatto semi-cagare, mangiarmi una quantità indefinita di pistacchi cercando nuova musica.Poi all’improvviso è successo. Con la coda dell’occhio ho visto una figurina scura sul muro che si muoveva. Così ho acceso la luce, et voilà, uno degli animaletti più utili e simpatici che conosca è venuto a farmi visita!

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Trattasi di comune geco, anche se in Toscana spesso la definiamo Tarantola (da non confondersi con il ragno), credo derivi dal fatto che il suo nome scientifico è Tarentola Mauritanica. Sappiate che questi simpatici rettili sono praticamente innocui e inoltre svolgono una delle funzioni più utili a chi come me odia le zanzare, se le mangiano! Quindi non posso che dargli il benvenuto e sperare che resti più tempo possibile. Vorrei anche dargli un nome ma non so se è un maschio o una femmina… Non credo si possa accorgersene sbirciando sotto la coda… qualcuno sa come si fa a capirlo? Va bè facciamo una cosa, io lo/a chiamo Andrea, tanto va bene sia per i maschi che per le femmine…