Archivio mensile:luglio 2014

Lacrime alla Reception

Reception di un hotel, sto parlando col proprietario. Mentre parliamo sentiamo singhiozzare, esce di colpo da una porticina dietro al bancone della reception una ragazza che, svelta, prende un pacchetto di fazzolettini da un cassetto e scompare da dove è venuta. Pausa nella conversazione. Attimi d’imbarazzo, il proprietario mi dice che la ragazza è ucraina, e la situazione nel suo paese ha preso una brutta piega, il fratello e il padre sono stati chiamati alle armi. Attimo di gelo, mi spiega che da qualche giorno ha ricevuto la triste notizia e ogni tanto, cede al dolore, scompare dietro la porticina si sfoga e torna a lavoro, poi lui mi esorta a riprendere la precedente conversazione, finisco, saluto e me ne vado. In macchina sono rimasto cinque minuti fermo, ho dovuto fare mente locale prima di ripartire, quello che era successo poco prima mi aveva disturbato psicologicamente, il mio cervello aveva fatto, senza avvertirmi, una simulazione con me come protagonista, la lettera di chiamata, mi vedevo a riprendere la divisa dal sottoscala, dire della partenza ai parenti no no no no… Poi ho smesso di farmi le seghe mentali, ho messo in moto e me ne sono andato, col volante in mano e la tristezza seduta al posto del passeggero.

Cambiamenti

Trovato un vecchio amico al bar, ovviamente gli offro un caffè e ci mettiamo a parlare del più e del meno, conversazione della serie “che tempo farà domani?” oppure “cos’hai mangiato ieri a cena?”, insomma quelle conversazioni che il cervello stenta a dargli considerazione. A un certo punto però si mette a parlare di un altro amico che abbiamo in comune, e mi racconta dell’ennesimo cambiamento di vita del suddetto. Questo buffo personaggio ha l’abitudine di cambiare completamente vita ogni volta che intraprende una nuova relazione amorosa. E’ incredibile, riesce a passare da fricchettone a squadrista delle SS in meno di una settimana. Ribaltoni tali da far impallidire il più voltafaccia dei politici. Allora mi è tornata alla mente anche un’altra ragazza che conosco, anche lei assolutamente abile nel cambiare non solo il proprio aspetto fisico ma anche le idee e i valori in pochissimo tempo, e la cosa che li accomuna è proprio il fatto che lo fanno ad ogni cambio di partner. Così ho maturato l’idea che alcune persone non riuscendo a creare una personalità propria hanno bisogno di rubare, o forse sarebbe meglio dire copiare quella di qualcun altro. Non so se sia una cosa negativa o positiva, ovviamente riuscire a cambiare in poco tempo, per certi versi, può essere considerato un pregio, chi ci riesce avrà uno spirito di adattamento sicuramente più sviluppato, avrà l’opportunità di sperimentare più aspetti di chi tende a rimanere sui suoi passi. Però allo stesso tempo mi chiedo, non avendo idee tue, gusti tuoi, pensieri, considerazioni tue come fai a dire chi sei? E’ ovvio che cambiare idea sia lecito, anche in poco tempo, ma cambiamenti così drastici e fulminei non è che finiscono per creare più confusione che altro? Io pensavo che i valori e le idee di ognuno dovessero scaturire da un processo più lungo, più ragionato, insomma roba che matura col tempo non in uno schiocco di dita. Bha…

tutta un’altra storia

Fine settimana carino direi, era un po di tempo che mi mancava di passare un week end spensierato, senza obblighi lavorativi e appuntamenti vari, ma ci sono riuscito! Sabato ho passato un bel pomeriggio al mare, in una spiaggetta lontana dai centri balneari, ombrelloncino portatile e ozio allo stato puro. L’unico disturbo, se così si può definire, è stata l’afa, ogni mezzora bagno, prendere o lasciare. La sera luculliana cena con amici, pesce e vino bianco in quantità industriali, spesa contenuta grazie alla confidenza ormai da generazioni con l’oste. Dopo cena giro in bici per digerire, lungo mare, locale di un amico… Da qui in poi i ricordi si affievoliscono, è che quando rincontri persone dopo un po di tempo finisce che brindi un po troppo… Ma c’est la vie! Domenica risveglio tardo con lo stomaco stranamente normale, e questa proprio non me la spiego, infatti dopo due o tre orette di divano ho avuto anche la faccia tosta di andare a correre. Poi cena e film. Cioè mezzo film, nel senso che nella mia vita ho collezionato veramente un sacco di primi tempi… poi qualcosa scatta in me e cala la palpebra. Insomma il week end è andato bene, è trascorso sereno, tra risate, mare, e qualche bevuta di troppo. Ma oggi è LUNEDI, ed è tutta un’altra storia.

Turbine… e scuse…

Continuo a essere nel turbine, post brevi e poco tempo per leggere i blog che mi piace seguire, ma non posso farci niente, per adesso è così e basta. Tra l’altro ho ricevuto dei premi negli ultimi tempi ma non abbiatecela con me se non faccio post a riguardo, ho un considerevole lavoro arretrato che mi permette di aggiornare il blog a fatica, e mi piacerebbe rispondere a tutte le domande dei suddetti premi con calma e magari farci un bel post. Ma non ne ho ne il tempo ne le capacità mentali in questo momento, comunque in futuro, magari con meno arretrati sulle spalle… magari con un cervello a km zero… magari quando nessuno se lo aspetta… tiro fuori qualcosa dal cilindro. Grazie a tutti davvero per i premi ma ora non posso, davvero, mi cospargo il capo di cenere… poi però mi faccio uno shampoo…

Musica dalla finestra

Iniziamo col dire che sono uno a cui piace la musica, mi piace davvero tanto e ne ascolto da quando ho ricordo di esistere. C’è un problema però. Un problema che è arrivato quest’estate, e più precisamente dalla mia finestra. Io, come gran parte di chi legge credo, ho l’abitudine d’estate di dormire con la finestra aperta, anche perché odio l’aria condizionata in tutte le sue forme, e poi non voglio rinunciare alle avvincenti battaglie tra me e le zanzare. Il problema sorge quando in una piazza vicina a casa mia qualcuno ha deciso di organizzare una specie di festival della musica balcanica. Chiariamo subito che in certi casi l’apprezzo ma secondo me ha un ritmo che alla lunga (e nemmeno poi tanto lunga…) stanca, insomma, detto in termini tecnici… Rompe il cazzo. Non tanto per la melodia orecchiabile quanto per il ritmo, sempre quello, inesorabile per tre ore. Già mi stanno sull’ ADR (Attrezzo Da Riproduzione) le discoteche poi arrivano pure questi che mi pestellano le gioiellesse per tre ore filate… Alla fine invece, mi vengono in mente amici che hanno dovuto chiudere i propri locali perché disturbavano il vicinato con la musica troppo alta. Mi viene da sorridere perché per un certo periodo ho frequentato quei posti, e la musica era tutt’altro che alta, poi anche come genere non poteva disturbare più di tanto, folk acustico… Allora penso che forse è meglio così, meglio sentire la musica balcanica fuori dalla finestra che non sentire niente…