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Non una letturina easy da spiaggia

Caro lettore, oggi voglio portare alla tua attenzione un libricino (si proprio ino perché è poco più di duecento pagine) che parla di marketing. Tranquillo non è un manuale tecnico che ti svela il segreto su come pubblicizzare la propria azienda o se stessi al meglio, cerca solo di far capire qualcosa di più su questo delicato argomento. E forse capirci qualcosa di più sarebbe conveniente dato che l’epoca che attualmente viviamo è praticamente basata sul marketing. Il libro è scritto da uno che l’argomento lo conosce bene, in quanto in passato ha svolto con successo il mestiere di pubblicitario, e probabilmente qualcuno lo conosce non per questo libro, che tuttavia è stato quello che ne ha decretato il successo come scrittore, ma per un altro sicuramente più famoso che trattava l’argomento ammmoooreee (questo sconosciuto…). Potrei scrivere tante altre cose su questo libro che mi è piaciuto davvero tanto, ma non lo farò, lascerò che sia un piccolo estratto a parlarne.

Sono un pubblicitario: ebbene sì, inquino l’universo. Io sono quello che vi vende tutta quella merda. Quello che vi fa sognare cose che non avrete mai. Cielo sempre blu, ragazze sempre belle, una felicità perfetta, ritoccata in Photoshop. Immagini leccate, musiche nel vento. Quando, a forza di risparmi, voi riuscirete a pagarvi l’auto dei vostri sogni, quella che ho lanciato nella mia ultima campagna, io l’avrò già fatta passare di moda. Sarò già tre tendenze più avanti, riuscendo così a farvi sentire sempre insoddisfatti. Il Glamour è il paese dove non si arriva mai. Io vi drogo di novità, e il vantaggio della novità è che non resta mai nuova. C’è sempre una novità più nuova che fa invecchiare la precedente. Farvi sbavare è la mia missione. Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità, perché la gente felice non consuma.

Il libro s’intitola “Lire 26.900” scritto da Frederic Beigbeder. Non è proprio una letturina easy da spiaggia ma ti garantisco che merita.

Multa & Murphy

Oggi sono andato dai Vigili Urbani (o era la Polizia Municipale? Bho…) a pagare una multa. Si ho fatto l’imperdonabile errore di parcheggiare l’auto col culo dieci centimetri in fuorigioco. Ma mentre me ne stavo seduto ad aspettare il mio turno mi è tornata alla mente la giornata in cui l’ho presa, che poi uno dice si l’hai presa nel c… si giusto anche… Una serie di vicissitudini che hanno fatto si che “tutto” in quei dieci minuti andasse inesorabilmente di merda. Comunque la racconto. Il vigile è stato fulmineo, un vero e proprio ninja! Posteggio e effettivamente mi rendo conto di essere andato leggermente lungo in retromarcia, poi penso, devo entrare in quel negozio apparentemente deserto per comprare due o tre oggetti di cancelleria, non ci metterò più di qualche minuto. Errore fatale… La commessa è una macchinetta, mentre mi fa vedere la merce mi attacca un pippone sui vari tre per due con tanto di motivazioni per le scelte aziendali. Un dramma, non sapevo più come sganciarmi da Miss Parlantina, ogni tanto, durante la conversazione, mi rendevo conto che non solo il mio cervello stentava a mantenere l’attenzione, ma anche gli occhi cercavano altro, mi sforzavo di cagarla ma non ci riuscivo. Che poi non era neanche malaccio diciamocela tutta, ma quel modo di fare e soprattutto di parlare mi creavano troppo disagio. Comunque acquisto e esco, ovviamente dopo dieci minuti buoni. Mentre mi dirigo alla macchina vedo in lontananza uno di quei furgoncini bianchi tipico dei vigili che si allontana. Brivido lungo la schiena… Mi avvicino all’auto e scorgo un foglietto bianco e giallo che sbandiera al vento bloccato dal tergicristallo. Secondo brivido lungo la schiena… Lo apro e si, era lui, il verbale. Dulcis in fundo quando sono tornato a casa ho scoperto che avevo sbagliato a comprare la cancelleria, Miss Parlantina mi aveva distratto e avevo sbagliato l’acquisto. E poi dicono che la legge di Murphy è una cazzata…

PS: Non mi piace postare video pubblicitari, ma quando video e musica sono azzeccati anche gli spot diventano arte.

 

Ma cos’è una recensione?

Mi è capitato tra le mani un libricino davvero carino, mi è piaciuto particolarmente e ho deciso di farci un post. E’ da considerarsi una recensione? Mha… se sapessi la definizione esatta di recensione forse potrei anche rispondere, ma non la so, e non ho voglia di andare su google a cercarla… comunque trattasi del “manuale a uso dei giovani per imparare a bere” intitolato “Guida poco che devi bere”. E’ una lettura che consiglio per le dritte che vi si trovano in materia di alcol (o alcool? Bho…) e per le storie divertenti, spesso di paese, che vengono perfettamente descritte dall’autore. Già, l’autore, non l’ho neanche menzionato, trattasi di Mauro Corona, alpinista, scrittore, scultore e sicuramente anche qualcos’altro che momentaneamente mi sfugge, ma soprattutto un uomo. In questo libro si parte dal presupposto che il giovane si ritroverà a bere, e io condivido in pieno questo pensiero, perché se ci pensiamo bene, tolta una piccolissima percentuale di astemi, il resto della popolazione giovanile dovrà scontrarsi volente o nolente con il nettare di Bacco. Ecco allora che i consigli contenuti nel libro vengono in aiuto al neofita alcolista dilettante. Perché non saperne di più di come evitare il coma etilico? Perché non riuscire a godersi una giusta dose di alcol senza ritrovarsi a discorrere con un lampione? Sono domande che un uomo finirà per porsi durante la sua vita. Leggetelo, è carino, è utile ed è pure divertente, o almeno a me è piaciuto…