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Vecchia

E’ vecchia. Vecchia a tal punto che non è più in grado di camminare. Vecchia a tal punto che basta che i suoi pronipoti giocando la sfiorino per far sì che delle vere e proprie ferite le aprano la pelle ormai dello spessore della carta velina. Vecchia a tal punto che per sentire meno dolore possibile è costretta a farsi quotidianamente di almeno venti farmaci diversi. Si, dico farsi perché è capitato che smettesse di prenderli per qualche giorno e sono sopraggiunte immancabili delle vere e proprie crisi d’astinenza. Vecchia a tal punto che la testa dovrebbe partirle no? Quando si diventa vecchi si rincoglionisce no? L’Alzheimer dove cazzo è? Quando avrà intenzione di palesarsi? No, niente da fare. Il suo cervello è intatto, risponde agli stimoli come quello di una trentenne, è sveglia, lucida, attenta… e questo fa sì che riesca a viversi a pieno il suo dolore… senza pause… senza sconti… Oggi mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha detto che è stanca, che non capisce perché sia ancora qui, che si sente inutile e un peso per gli altri, e poi mi ha detto che lo sente il dolore, lo sente davvero… e il mio cervello dopo questa chiacchierata fa dei pensieri strani… cerca soluzioni…

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Error 404

Come un computer che richiede un certo file a un server e si becca la classica schermata “Error 404”, così io interrogo il mio cervello e inevitabilmente succede la medesima cosa. E’segno evidente che c’è qualcosina che non va. Potrei raccontare delle sfighe che ultimamente si divertono a condire la mia vita ma sinceramente, sarebbero interessanti quanto l’ennesimo scialbo racconto di uno scrittore in crisi d’ispirazione. Potrei allora puntare su un bel post ripieno d’indignazione sulla politica e sulla situazione attuale del paese, ma sinceramente, buttare bile su bile servirebbe solo a fare scopa, e non stò giocando a carte… E’ che non ho stimoli, o forse ce li avrei, ma sono io che non reagisco più. Tutto mi scorre vicino e io mi sento come se fossi al di là di un vetro opaco, i rumori ovattati, i contorni sfuocati. Anche le cose belle non mi smuovono più. Qualche giorno fa mi trovavo qui…

…seduto sulle scale del duomo di San Gimignano in una delle piazze più antiche e belle d’Italia. Mi reco spesso in questa meravigliosa cittadina, un po’ perché la strada per arrivarci sembra una splendida pista immersa nella campagna, e un po’ perché si riesce a respirare l’aria della vera Toscana, quella dei borghi medievali, che pare che girando l’angolo tu possa incontrare un cavaliere a cavallo con armatura e spadone… e poi, se sai dove andare, puoi trovare dei salumi tipici accompagnati da un vino che come dicono dalle mie parti “leva di sentimento”… Nonostante fossi li, avessi appena cavalcato il mio destriero d’acciaio, e fosse una splendida giornata d’estate, ero come svuotato, non sentivo niente, come in una bolla che m’isolava dal circostante. I turisti sorridevano e contemplavano le bellezze architettoniche, alcuni bambini giocavano sorridenti e io, mi sono accorto di avere lo sguardo a terra. In mezzo a tutta quella vita e bellezza io contemplavo un cazzo di gradino di pietra… è ovvio che c’è qualcosina che non va… Error 404…

Andrà tutto a puttane

Stasera sono andato a casa del mio amico, il fido compagno di escursioni motorizzate. Ci teneva tantissimo che andassi proprio stasera a cena da lui, voleva presentarmi la sua nuova fiamma, del resto ci conosciamo da una vita e come sempre vuole il mio parere, che come sempre non ascolterà ribadendo le solite musate amorose. Quindi entro in casa e mi si presenta davanti agli occhi una ragazza ben vestita, sorridente, curata, e dalle movenze eleganti. Dopo i convenevoli ci sediamo e conversando del più e del meno cominciamo a mangiare. Dentro di me penso “vuoi vedere che sta volta l’ha trovata normale?” quindi dopo un po’, avendo esaurito gli argomenti di rito della serie “cosa fai nella vita” oppure “che musica ascolti” robe così, gli faccio una domanda un pochino più profonda, insomma qualcosa che vada oltre la profondità di una ciotola del cane… “Cos’è che t’ispira? Cosa ti piace veramente?” e lei, così, a bruciapelo “l’Astrologia”. Io giuro, che il mio istinto mi ha ordinato di cercare immediatamente con lo sguardo la via d’uscita più vicina… poi la ragione mi ha fatto desistere e ho semplicemente finto interesse… dopo qualche minuto ho fatto un’altra terribile scoperta, non so per quale motivo (del resto non ascoltavo più…) ha iniziato a parlare di quel programma… si, proprio di quello… Uomini e Donne… e in quel preciso istante il mio corpo ha agito indipendentemente da me. Ha spento il cervello e ha acceso l’orchite… I miei coglioni dopo aver raddoppiato il loro volume hanno costituito un comitato autonomo e hanno avviato la procedura di secessione. Ho cercato di dare un paio di occhiate a lui, di quelle che inequivocabilmente suggeriscono “ti rendi conto di cosa sta parlando questa deficiente?”, ma lui niente, neanche mi guardava, era risucchiato in quel turbinio di emozioni che la gente si ostina a chiamare amore, e che somiglia più a una demenza senile fortunatamente temporanea. Ho concluso la cena e poco dopo me ne sono andato lasciandoli nel loro brodo di giuggiole… e di demenza… Come sempre tra qualche tempo lui si sveglierà, e come sempre, andrà tutto a puttane… Houston tutto regolare…

La figlia della tigre

Da uno dei libri più belli che abbia mai letto…

Silenzio. Sheila fissava la spazzola che aveva ancora in mano. La sollevò e se la passò sui capelli, da un lato, fino a sentire le punte che le avevo tagliato. Il silenzio persisteva, facendosi sempre più triste. Per un attimo credetti che Sheila fosse lì lì per piangere.

“No, non ce l’ho, il ragazzo”, disse, piano. “E non ne ho mai avuto uno. I ragazzi mi piacciono. Jeff mi piaceva. Era proprio uno in gamba e…” Pausa. “Ma alla fine si tratta sempre di scopare, Torey. E di cazzi ne ho già visti troppi.”

“Potrebbe trattarsi di qualcosa di più Sheil.”

“Lo sapevi che non posso avere figli? Dopo quello che mi ha fatto mio zio quella volta. Ricordi? Quando ero nella tua classe. Non posso avere bambini. E allora, che scopo ci sarebbe?” domandò. Non sapendo che cosa rispondere, me ne stetti seduta in silenzio.

“Mi piacerebbe uno che mi coccoli e basta. Capisci che cosa intendo dire? Qualcuno che mi abbracci senza aspettarsi niente in cambio, ma non credo che lo troverò mai. Così ho deciso che ne farò a meno del tutto.”

Da “La figlia della tigre” di Torey L. Hayden. Se a qualcuno venisse la voglia di leggerlo sappia che questo è, diciamo, il secondo libro che parla di Sheila, il primo è “Una bambina”. Si tratta di una storia realmente accaduta, dico solo che se non avete mai pianto leggendo un libro con questo lo farete, e in più di un’occasione.

Un altro paio di maniche

Se riuscissi ad avere fiducia sarebbero un altro paio di maniche

se riuscissi a capire davvero fino in fondo che la speranza non esiste sarebbero un altro paio di maniche

se riuscissi a crederci sarebbero un altro paio di maniche

se esistesse una presa usb per esseri umani sarebbero un altro paio di maniche

se pensassi un po’ meno sarebbero un altro paio di maniche

se smettessi di scrivere sarebbero un altro paio di maniche

se mi arrendessi sarebbero un altro paio di maniche

se non m’importasse niente di niente sarebbero un altro paio di maniche

se smettessi di pensare per implicazioni logiche sarebbero un altro paio di maniche

se tutto ciò accadesse sarebbero un altro paio di maniche si,

ma non sarebbero le mie…

 

PS: …mamma mia quanto è anni novanta sta canzone… pure troppo… ahahah

Amore e probabilità

Spippolando allegramente sul web mi sono imbattuto su delle discussioni che vertevano sulla probabilità di trovare il partner ideale. Ora, leggendo si capiva che la discussione era incentrata su alcuni calcoli matematici che qualche studioso deve aver fatto proprio su questo argomento, quindi, essendo curioso come una scimmia (anche se sono un corvo…) ho deciso di cercare informazioni più approfondite. Secondo Peter Backus, accademico dell’Università di Warwick, che ha applicato l’equazione di Drake (ma chi è sto Backus? Bho… ma soprattutto chi è questo Drake??? Mistero…) alla probabilità di fidanzarsi a Londra nel 2010 sembrerebbe che la possibilità di trovare un partner ideale sia una su 285.000 cioè una percentuale dello 0,000003. Secondo invece Rachel Riley dell’università di Bath (anche lei chissà chi è…), trovare l’anima gemella è matematicamente possibile una volta su 582 cioè una percentuale dello 0,001. Ora, io non so quali criteri abbiano scelto e quali calcoli abbiano fatto i due sopracitati matematici, studiosi o scienziati o che so io… ma mi pare che sia indubbio che tra i due risultati ci sia una forbice un po’ troppo ampia per prenderli come buoni no? Se invece pensiamo che esista una sola persona con cui stare “bene” su circa sette miliardi che siamo sul globo la probabilità espressa in percentuale è dello 0,0000000001. Insomma, comunque calcoliamo ci rendiamo subito conto che trovare un partner ideale è maledettamente difficile. Quindi se come me, vi ritrovate a più di trent’anni ancora single non disperatevi, la matematica ci insegna che la nostra condizione non è completamente sfigata per colpa nostra, è completamente sfigata matematicamente… E chi è accoppiato o ha avuto un culo enorme e ha beccato quell’ unica probabilità su millemila o semplicemente si è accontentato e si fa andar bene quel che passava il convento in quel momento. Ma poi c’è un’altra domanda che mi sorge spontanea subito dopo aver scritto e calcolato questo post, ma si può davvero ridurre a un calcolo matematico un sentimento che nasce dalla follia?

Un altro giorno insieme alla sfiga

Non faccio in tempo a scrivere un post sulla mia passione che la sfiga ci mette lo zampino… Ma la giornata di oggi va raccontata dall’inizio perché quello che mi è successo ha del surreale. Giornata libera quindi decido di riempire la mattinata coi rompimenti di zebedei e lasciarmi il pomeriggio libero per dedicarmi alla mia bambina meccanica. Quindi mattinata all’insegna dello shopping (che per le gentil pulzelle potrà essere anche uno svago agognato ma per noi maschietti nel novantanove per cento dei casi ha lo stesso effetto di uno schiacciasassi che ti fa manovra sul sacchettino scrotale…), che ovviamente non è andato come avevo pianificato, infatti per trovare tutti gli articoli che volevo ho dovuto girare almeno quattro negozi che per me, vi giuro, sono tantissimi, infatti ho perso almeno due ore buone e guadagnato un principio di orchite che durante la giornata ha visto bene di acutizzarsi. Dopo l’infausta visita ai negozi d’abbigliamento ho deciso di andare a tagliarmi i capelli (altra cosa assolutamente seccante, perché tutto ciò che mi tiene fermo per più di cinque minuti per me è assolutamente noiosa) e indovinate un po’? Si, la parrucchiera mi ha scorciato troppo i capelli, nonostante gli avessi detto espressamente di andarci piano, ma si sa, le parrucchiere mentre lavorano parlano del nulla cosmico e sovrappensiero ti fanno il taglio che pare a loro… maledette… Uscito da lì, tra un imprecazione e l’altra sono andato a pranzare e poi, finalmente, ho sceso le scale sempre più felice, sono montato in sella alla mia bambina e… e la stronza non si è avviata… ho tentato e ritentato ma non ne ha voluto sapere… quindi il pomeriggio da dover essere spensierato e all’insegna della libertà si è tramutato in un rompimento di ammennicoli misto a rabbia condito con uno sfacelo di turpiloqui e un bel topping di appelli poco lusinghieri a qualsiasi tipo di divinità mi venisse in mente (i baciapile mi scuseranno)… Dopo aver sfogato un bel po’ di rabbia ho dovuto fare i conti col da farsi e infatti ho chiamato un amico che gentilmente mi ha prestato il carrello e la macchina col gancio, così ho potuto caricarci la bambina (spendendo mezzora nel legarla nel modo giusto, che non sono affatto sicuro sia stato quello che ho messo in atto) e portarla dal meccanico specializzato che dista buoni quaranta chilometri, che ovviamente ho percorso con la paura di aver assicurato male la bimba sul carrello e l’incubo di vederla nello specchietto retrovisore mentre si ribalta allegramente sull’asfalto… Dopo questo girone infernale sono tornato a casa che ormai il pomeriggio se n’era andato, quale altra sfiga potrebbe uscire dal cilindro e cogliermi di sorpresa stasera? L’esplosione del pc? Un meteorite che mi centra il tetto? Una caduta rovinosa in doccia? Ormai mi aspetto di tutto…

La mia passione

Giornata d’inizio estate tiepida e soprattutto libera, che fai? Che domande, punto numero uno dormo a oltranza finchè è il letto che mi dice “senti coso, sei sdraiato qui sopra da più di dodici ore, va bene oziare ma mi pare che tu stia leggermente esagerando…”, punto numero due colazione da lottatore di sumo, sarei anche a dieta ma una volta a settimana chissene, e poi, comincia il rito… mini zainetto da serbatoio con dentro effetti personali, prendere guanti, giacca, casco e scendere le scale col sorriso che si allarga piano piano. Mettere fuori la bimba dal garage, indossare il tutto e partire, breve sosta al distributore e via, su per le colline senza una meta precisa, solo ed esclusivamente godersi il paesaggio e la magnifica sensazione di libertà che solo la moto può darti. Passare due o tre ore per curve, aria buona, e scorci da mozzare il fiato è una di quelle cose a cui rinuncerei davvero difficilmente. Mentre sono in moto i cattivi pensieri scompaiono, la mente è focalizzata solo ed esclusivamente sul presente, sul suono del motore, sulla marcia giusta da inserire per entrare in curva, sulla traiettoria ideale da percorrere, non c’è spazio per nient’altro, e scusate se è poco… A volte capita anche di incrociare uno “col tuo stesso identico umore, ma con la divisa di un altro colore”, un altro biker che t’incrocia, e anche se non lo vedi in faccia sai che sotto al casco c’è un sorriso da bambino che gioca col balocco preferito praticamente identico al tuo, quindi saluto reciproco con le due dita alzate e nuovamente via, a rincorrere altre curve. Poi capita di fermarsi in cima a una collina per gustarsi una bevanda fresca e trovarsi davanti un paesaggio che sembra uscito da un quadro… Godo…

Due + Due

Oggi ho fatto il grande errore (che faccio spesso purtroppo) di dare uno sguardo alle principali testate giornalistiche on line, e come di consueto negli ultimi tempi le maggiori notizie vertono sulla formazione o no di un governo e del Presidente del Consiglio. Sinceramente tutta questo twister di notizie e dichiarazioni da parte dei politici (di qualsiasi schieramento) mi sembra una vera e propria farsa, dal mio punto di vista i giochi sono fatti, e già da tempo. Il presidente del consiglio o un eventuale governo di qualsiasi schieramento non può niente contro chi governa davvero. E non è una questione di complottismo o di sette e illuminati vari, è semplicemente riuscire a fare 2+2… Mi spiego, chiunque vada a governare avrà dei dictat da rispettare, dati dall’Europa e firmati una ventina di anni fa circa, oltre a ciò bisogna fare i conti con i famosi mercati. Lasciamo perdere per semplicità di calcolo tutto ciò che “ci chiede l’Europa”, del resto potremmo un giorno decidere di uscirne no? Quindi non consideriamo le richieste dell’Europa. Rimangono questi famosi, o famigerati “mercati”. Chi sono? Semplice, sono investitori finanziari, più o meno grandi che con un click decidono se comprare o vendere titoli di stato, azioni e prodotti finanziari in genere. Qualcuno in passato ha addirittura detto che i mercati siamo noi, tutti noi, ma è una balla enorme perché i piccoli risparmiatori rappresentano una fetta misera del mercato e comunque non si muovono tutti insieme in grandi operazioni, a differenza di alcune realtà che con un click spostano enormi somme. Quindi se questi investitori decidono che il governo in carica non agisce come dovrebbe semplicemente smetteranno di investire e probabilmente faranno pressione sul governo stesso per ripristinare i loro profitti (vedi il caso dello spread che s’impenna appena le cose prendono una piega sbagliata). E’ sempre successo, e finchè le cose staranno così sempre succederà. Qualcuno mi potrebbe dire, e lo sento spesso, facciamo la rivoluzione! Ok gli rispondo, e contro chi? Perché per fare la rivoluzione ci vogliono due parti, lo sfruttato e lo sfruttatore, il primo siamo noi, ma il secondo? Il secondo sono i mercati che sono un insieme di società e persone sparsi per tutto il globo, quindi che facciamo? Dichiariamo guerra al mondo? E poi l’investitore mica ha la divisa o un segno di riconoscimento, come lo becchi? Detto ciò, si ritorna sempre alla stessa identica verità, il problema è l’essere umano. L’essere umano, o almeno il 99% degli individui facenti parte di questa strana specie, è un animale che non ha freno, vuole sempre di più, è come un tossico in crisi d’astinenza, e non si fermerà davanti a niente pur di ottenere quello che brama, il potere incondizionato su tutto e tutti, dato in quest’era da ciò che una volta era un mezzo e che oggi si è tramutato in fine, il denaro. Tutte le belle storie che ci raccontano i libri, i film e le religioni varie in cui il buon cuore vince è una presa per il culo colossale, tutti, e ripeto tutti noi ragioniamo in modo matematico e calcolante in termini di convenienza personale, e poi, ma solo ed esclusivamente poi arrivano i pensieri altruisti. A mio avviso l’essere umano sopravviverà a sè stesso quando inizierà, sempre ammesso che lo farà, a pensare come specie e non come individuo. Ma, detto tra noi, la vedo come un’ipotesi più che remota al momento.

PS: e dopo avervi snocciolato la verità XD sulla situazione economica e sulla natura umana un grande Fabrizio Casalino ci elargisce, tra l’altro come me in forma completamente gratuita, quella sull’amore. Buona visione e ascolto.

Nuovi “Talenti” crescono… male…

Ultimamente sulla scena musicale si affacciano sempre più giovani artisti che catalizzano l’attenzione di grandi e piccini sul genere musicale hip pop importato direttamente dagli Stati Uniti d’America. Da questo particolare genere nascono, come è sempre successo, nuovi generi come il trap, il rap e altri. Sinceramente sia l’hip pop che i suoi sotto-generi non sono mai stati troppo di mio gradimento, ma ho saputo apprezzare tanti artisti nonostante quel tipo di musica non fosse tra i miei preferiti. Ricordo un grandissimo 2Pac, o per restare in terra italica un piacevolissimo Frankie hi-nrg mc, qualcosa degli Articolo 31 quando J-Ax ancora collaborava con Dj Jad, non mi dispiacciono alcuni lavori di Fabri Fibra, insomma, diciamo che non amo il genere ma so apprezzarlo. Il problema si verifica però quando, vista la moda che imperversa in campo musicale, tutti i ragazzini “ci provano” tentando di sfondare non avendo talento e puntando più che sulla qualità dei pezzi, sull’immagine modaiola di sè stessi spesso diffusa a più non posso sui social network. Ammetto tranquillamente che anche ai miei tempi (mamma mia come fa vecchio questa frase… quasi quasi la cancello e scrivo un più vago “negli anni novanta”… naaaa laciamo così com’è, del resto le rughe si guadagnano…) si trovava robetta da voltastomaco, ma sicuramente non c’era questa bramosia di atteggiarsi e arrivare a tutti i costi. Il fatto è anche che ai miei tempi (aridaje….) la musica per la maggior parte veniva suonata, e ciò implicava che si dovesse prendere in mano uno strumento e farsi sanguinare letteralmente le dita fino a padroneggiarlo abbastanza da comporre un pezzo. Oggi invece con un qualsiasi software per il montaggio musicale si può tranquillamente creare una canzone senza dover suonare alcun strumento, e questo credo sia uno dei motivi per i quali dobbiamo assistere a questa vera e propria invasione dei sottogeneri dell’Hip Pop sulla scena musicale. Prima ho accennato all’atteggiarsi di questi nuovi artisti, si, perché qualche anno fa o avevi la zeppola o non potevi fare il rapper, oggi invece il “must” sono tatuaggi, canne e occhiali improbabili. Ovviamente contornati da gesti particolari con le mani e aria da “sono un uomo vissuto anche se ho a malapena vent’anni”…

PS: questo post nasce dopo una riflessione e tante, tante, ma tante risate dopo la visione di questo. Capitemi, questo bambino pronuncia il nome dell’immenso invano, accostandosi al suo nome e alla sua opera… dopo le risate ho pensato “deve essere punito!”.