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E’ scattato qualcosa

E’ scattato qualcosa. Nei suoi occhi non riesco più a scorgere curiosità, come se qualcuno da dentro avesse spento un interruttore. Se ne sta zitto, sdraiato sul divano, fissa il soffitto, tutto il giorno, sempre, costantemente, non s’interessa neanche più di sport, prima guardava ogni singolo evento sportivo, ora non glie ne frega più niente. Oggi ho avuto un attimo di rabbia nel vederlo così arreso. Gli ho urlato che se non si fosse alzato sarei andato a tirarlo su di forza. Si, poi mi sono sentito una merda, gridare a un anziano in quel modo non è un azione da andarne fieri, ma qualcosa dentro di me non sopportava la sua arrendevolezza. Poi sono andato via, senza salutare con la speranza che mi dicesse qualcosa, anche di brutto, mentre me ne andavo. Anche un ingiuria avrei preferito al silenzio. Tra le altre cose ha iniziato anche a mangiare meno, che poi è come dire quasi niente, la colazione è una fetta biscottata, il pranzo decisamente poca pasta e per cena ieri sera mezza tazza di latte con numero 2 biscotti. Ora io non so di quante calorie abbia bisogno un essere umano sull’ottantina, ma quelle appena descritte giurerei essere davvero poche. Non so come comportarmi, arrabbiarmi e costringerlo o rispettare la resa e vederlo consumarsi piano piano. A volte penso che il mio attaccamento emotivo offuschi il mio giudizio, una parte di me vuole a tutti i costi non perderlo, che si tratti di costringerlo o no non è rilevante, l’altra spinge per impormi di rispettare le sue scelte, perchè crede fermamente che un uomo debba scegliere in perfetta autonomia quando e come abbandonarsi. E poi ho anche un presentimento di merda al quale preferirei non pensare…

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Quattro chiacchiere col barista e qualche riflessione

Stamattina mi reco al mio solito bar dove uso fare lo spuntino di metà mattinata, un piccolo vizio che mi concedo per staccare temporaneamente dal lavoro e per scambiare quattro chiacchiere col mio barista di fiducia. Mentre parliamo del più e del meno mi racconta che una vecchina del palazzo in cui abita gli ha confessato di aver ricevuto un controllo da parte di Equitalia. In pratica due persone le hanno citofonato presentandosi come impiegati di Equitalia e le hanno detto che si trattava di un controllo a campione, lei li ha gentilmente fatti accomodare e questi hanno iniziato col dirle che erano già stati in banca a controllargli il conto, che avevano già preso informazioni da altre parti, non so probabilmente si riferivano agli enti previdenziali, insomma, se la sono rigirata come un calzino. Ora io mi chiedo, è giusto trattare una persona così? Gli controlli il conto in banca, gli controlli i dati sensibili, gli vai a casa e hai anche la faccia come il c..o di chiedergli se ha altre entrate non dichiarate? A una persona che prende poco più di cinquecento euro mensili e ha più di ottant’anni? Qualcuno crede che con questi controlli cambi qualcosa? Con i controlli a campione? Ma se uno ha evaso il fisco per trent’anni pensi che con un semplice controllino a campione quello si fa beccare? E poi mi sorge spontanea un’altra domandina, ammettiamo che questa Signora abbia delle entrate nascoste, come la vogliamo chiamare? Evasore? A mio avviso sarebbe meglio definirla Arrancatore, si nel senso che arranca per arrivare a fine mese. Poi ho saputo che con la scusa dell’evasione dal primo dell’anno gli affitti non si possono più pagare in contanti, e qui proprio non capisco, ma secondo il genio che ha inventato questa leggina chi pagava in nero l’affitto da domani mette in regola il contratto e te lo paga con l’assegno? Oppure chi pagava in nero continuerà a farlo e hai solo nascosto in una legge anti/evasione l’obbligo di passare per la banca e quindi arricchirla? Sono davvero amareggiato da quello che sta succedendo in questo paese, o forse sarebbe meglio dire in Europa perchè questo andazzo è purtroppo comune a tutti i paesi dell’unione, tanto per gradire ho saputo che in Spagna hanno inasprito le pene per chi manifesta, visto che ai piani alti parlano di spegnere i fuochi populisti mi aspetto che tra poco facciano lo stesso anche qui. Quindi caro lettore il tuo magnifico futuro sarà in uno Stato dove non si può manifestare, dove per dare la mancetta ai tuoi nipoti devi fargli un bonifico, dove ti controlleranno anche il buco del c..o per sapere se hai evaso le tasse quando hai comprato un pezzo di pane… mmm… che bel paese… che culo…

PS: l’ho scritto di botto quindi potrebbero esserci errori di ogni tipo, ma te lettore c’hai un sacchetto di pazienza e mi perdonerai… forse…

“Big Mama” e mia nonna

In questo ultimo periodo ho avuto il piacere di riascoltare qualche disco di Etta James, colei che io chiamo “Big Mama” e colei che io considero la regina indiscussa del blues. A parte la carica enorme che riesce a infondermi con le sue straordinarie canzoni Big Mama mi ricorda sempre mia nonna. Probabilmente me la ricorda perché anche mia nonna era una donnona come Etta, e come lei aveva un temperamento niente male. Ricordo benissimo che quando andavo a trovarla mi dava quegli abbracci che solo le nonne come lei sapevano dare. Tra l’altro quando ero piccolo non ero neanche troppo robusto, anzi, ero un bambino abbastanza magro e ogni volta che mi vedeva mi prendeva con tutta la sua irruenza piena d’amore e mi abbracciava schiacciandomi tra le sue mega tettone. Credo che mia nonna non abbia mai sospettato di avermi fatto rischiare lo svenimento in un paio d’occasioni ma è così, del resto la mia testolina veniva letteralmente inglobata da quelle enormi mammelle e la respirazione in quel momento era realmente impossibile. Dopo le prime volte imparai il trucco, salutavo nonna a distanza di sicurezza, prendevo un bel respiro e mi gettavo a occhi chiusi nel suo abbraccio, in questo modo riuscivo a restare in apnea la in mezzo senza rischiare la sincope. Subito dopo l’abbraccio però arrivava il momento dei doni, si perché in casa di mia nonna c’era sempre qualcosa che aveva messo da parte per me, un gioco, una manciata di caramelle, o qualche soldo. L’unica cosa che non mi tornava di lei era la lingua, non riuscivo mai a capire bene cosa diceva poi mio padre mi spiegò che nonna non era molto colta e si esprimeva solo ed esclusivamente usando il dialetto, a causa di ciò io credo di aver capito meno della metà delle cose che mia nonna mi ha detto. Però una cosa la ricordo bene, prima di andare via mi prendeva la faccia tra le mani, mi guardava in silenzio per qualche attimo e con un filo di voce mi diceva che avevo gli occhi di mio nonno, suo marito che aveva perso molti anni prima, poi si commuoveva e mi salutava sorridendo con gli occhi pieni di lacrime.

Turismo bye bye

Stasera mi è capitato dopo mesi di guardare il telegiornale, tranquilli, prometto che non lo farò più, comunque hanno fatto vedere un servizio sulle spiagge italiane in cui si vedevano praticamente solo pensionati, il giornalista faceva domande ai titolari di bar e stabilimenti balneari per sapere come stava andando la situazione vacanze. Le risposte sono state a dir poco tragiche e io che vivo in un posto di mare posso confermarlo pienamente, andando in giro non vedo altro che cartelli con scritto affittasi. Comunque in questo mare di tristezza e di pessimismo ci sono stati anche dei momenti di ilarità, le risposte dei pensionati. Uno in particolare ha risposto che lui la in spiaggia è come se andasse a lavorare, viene pagato per non fare un cazzo otto ore al giorno, e sinceramente un sorriso me l’ha strappato, forse neanche per la battuta, solo per come gli è uscita, si vedeva che gli era venuta dal cuore, probabilmente anche se percepisce la sua bella pensioncina si annoia comunque a morte, bho, mi ha dato questa impressione. La spiaggia era praticamente quasi vuota e la cosa che mi è immediatamente balzata agli occhi è che neanche i turisti stranieri si vedono più. Qualche anno fa in questo periodo venivamo letteralmente invasi da tedeschi e olandesi che venivano a passare qui sulle nostre coste le loro vacanze, e a noi potevano restarci antipatici quanto vogliamo ma a pensarci bene ci portavano diversi soldini, quindi non averli adesso è sicuramente una cosa negativa. Mi ricordo che tempo fa pensavo che anche se gli italiani avessero fatto meno vacanze avremmo comunque avuto nella manica l’asso turisti stranieri, e invece sembra proprio che questa maledetta crisi abbia colpito anche oltralpe, non si vedono più tedeschi ustionati che bevono il cappuccino mentre mangiano la pizza! Ci stiamo giocando anche la carta turismo, o forse ce la siamo già giocata, fatto sta che la crisi è partita nel duemilaotto e adesso siamo nel duemilatredici inoltrato e sinceramente non se ne vede la fine. E meno male che una volta ci raccontavano che entrare in Europa con la moneta unica sarebbe stato un arricchimento…

In punta di piedi

L’argomento di questo post mi è venuto in mente grazie a una persona che conosco da svariati anni, e che in questi giorni per lavoro ho frequentemente incontrato, amico di famiglia, persona molto anziana, molto colta, e con un modo di esprimersi da signore dei primi del novecento. Mi ha sempre affascinato il suo modo di porsi con le persone, sempre molto accomodante, pacato ma allo stesso tempo chiaro e diretto nell’esprimersi, come scrivevo in   uno dei post passatiold_man_support1 è una di quelle persone che sanno scegliere i vocaboli giusti, al momento giusto. Ho intitolato questo post in punta di piedi perchè è così che si affaccia nella mia vita quest’uomo, saluta sorridendo, mi chiede sempre se può disturbare e inizia la conversazione chiedendo “come stai” domanda sempre più in disuso, e dalle sue espressioni facciali mi da sempre l’impressione di essere realmente interessato alle mie condizioni. Cavolo quanto è bello vedere un sincero interessamento dettato dalla pura conoscenza o da un amicizia, specialmente se proviene da una persona di quell’età. Di solito, e ci aggiungo un bel “IN ITALIA”, se non si hanno i capelli bianchi difficilmente si viene presi sul serio. Comunque tralasciando la colata di campanilismo mi viene da fantasticare su come potevano essere i suoi genitori, a quei tempi portare rispetto in generale verso il prossimo, soprattutto se più anziano, era sicuramente un valore molto più importante di oggi e credo venisse insegnato, talvolta anche con modi abbastanza brutali, in tutte le famiglie ma è vero anche che i modi rudi e la maleducazione erano altrettanto sviluppati, quindi potrebbe aver deciso da solo di usare questi particolari atteggiamenti. Fatto sta che ogni volta che lo incontro è un piacere conversare con lui, e lui con voce calma si spiega in un italiano perfetto, ineccepibile, non alza mai il tono durante la conversazione, immagino che riuscirebbe a parlare pacato anche con uno che gli ha appena graffiato la macchina. A pensarci bene è una dote straordinaria, mantenere la calma sempre e comunque, immaginiamoci un litigio tra due persone, uno avvelenato di rabbia che inveisce e l’altro sempre e costantemente pacato che argomenta in modo giusto senza farsi minimamente prendere dalla collera. Chi vorreste essere dei due? Quello che tuona ingiurie o quello che disquisisce quieto e sereno? Chi vive meglio dei due? E lui è così, in punta di piedi sempre e comunque, con rispetto, con interessamento sincero, con un sorriso, in due parole, con educazione.