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Un bel week end da appassionato

Come si passa un bel week end da appassionato? Dipende! Eh si, dipende da qual è la passione. Molti sono appassionati di calcio e probabilmente si organizzeranno in gruppi per seguire la squadra del cuore, altri sono più inclini al relax e vorranno oziare in qualche spa, altri ancora amanti della buona cucina macineranno secchiate di chilometri per andare a cena in un ristorante particolare, insomma ognuno, giustamente, cercherà di assecondare quella che è la sua passione. Anch’io ne ho una, è da qualche anno che la coltivo, e nello scorso week end ho potuto sfogarla a pieno, tanto che ancora adesso se ci penso mi viene da sorridere. La mia passione per chi ancora non lo sapesse è la moto. Quel cavallo d’acciaio che tanti odiano perché pericoloso (e lo è) a me regala una sensazione di libertà incredibile, per non parlare dell’adrenalina… Quindi il mio week end è iniziato sabato pomeriggio, nel garage, dove ho potuto svolgere tutti i lavori di manutenzione e le coccoline di cui necessitava la mia bambina. Gli ho fatto un bel bagnetto, poi l’ho lucidata con i suoi prodotti preferiti, ho ingrassato a dovere la catena, ho montato le leve nuove per freno e frizione e quando è arrivata la sera, perché c’ho messo delle ore a fare tutto, l’ho salutata ansioso di cavalcarla l’indomani. Il giorno dopo il ritrovo era a un bar vicino a casa mia, inutile dire che mi sono presentato con quasi mezz’ora di anticipo, segno inequivocabile di passione, e di voglia sfrenata di partire. Gli altri, perché stavolta eravamo ben in dieci, sono arrivati poco dopo, anche loro tutti in anticipo, chissà perché? Dopo il caffè e le solite chiacchere motociclistiche, il Prof (il più vecchio e più esperto del gruppo) annuncia l’itinerario e invita a gran voce a salire in sella per la partenza. Il punto di arrivo è il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, inutile dire che è bandita l’autostrada, i motociclisti odiano le autostrade, troppo dritte e monotone, molto meglio le curve, infatti qualcuno diceva che “la curva non è una semplice deviazione, è una gioia, un esercizio mentale che ti porta a ragionare passo a passo la manovra corretta, i giusti giri del motore, la marcia perfetta da inserire ed è un esercizio fisico che esprime il gesto che vorremmo fosse efficace e bello da vedere nello stesso tempo”. Quindi più di cento chilometri di curve con soste solo ed esclusivamente per rifornirsi di carburante e per una sigaretta veloce, per chi ancora ha quel vizio, io fortunatamente me lo sono tolto. All’ora di pranzo siamo in vetta all’appennino e mentre guardiamo il panorama consumiamo il pranzo sulla terrazza di un agriturismo. Il Prof è in forma oggi e ci fa ammazzare dalle risate con le sue barzellette, e mentre gustiamo il caffè già ragioniamo su quale percorso affrontare per il ritorno. Quindi risaliamo in sella ai nostri destrieri e ricominciamo a rincorrerci per quelle meravigliose strade immerse in verdi boschi, con panorami mozzafiato, il tutto in una domenica di fine settembre fresca e soleggiata. Che goduria!!!

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PS: Su Youtube ci sono molti video dedicati alla passione del motociclismo, questo è uno dei più belli secondo me… ed ha pure una buona colonna sonora…

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