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Paesi a confronto

Tempo fa ho accennato che avrei scritto un post sui pregi che fanno, della nazione nella quale vivo, un paese più civile del nostro. Partiamo dalle burocrazia, che nella nostra amatissima Italia somiglia molto a “La casa che rende folli” nel film “Le 12 fatiche di Asterix”… comunque, appena arrivato in UK ho dovuto ottenere il NIN (National Insurance Number) ovvero una sorta di codice fiscale che ti permette di lavorare in regola, anche perché qui il lavoro in nero non è contemplato, quindi se vuoi trovarti un impiego devi ottenerlo. La procedura è stata molto semplice e veloce, ho chiamato il numero di telefono trovato sul portale internet del governo, mi hanno dato un appuntamento per 5 giorni dopo al Job Center più vicino al mio domicilio (2 km, ci sono andato tranquillamente a piedi). Entrato nel Job Center ho mostrato il numero dell’appuntamento all’uscere che mi ha fatto accomodare nella sala d’attesa, nella quale ho aspettato per ben trenta secondi abbondanti, poi una gentile signora mi ha chiamato e siamo andati nel suo ufficio, dopo aver fatto qualche fotocopia del mio passaporto e avermi fatto qualche domanda mi sorride e mi dice che il famigerato NIN mi arriverà direttamente a casa per posta (arrivato una settimana dopo), ma che posso comunque già cercare lavoro grazie a un documento provvisorio che mi consegna. Mi consegna inoltre un foglio con una miriade di siti internet che offrono lavoro divisi per settori. Ora andate all’agenzia delle entrate in Italia e fatemi sapere se i tempi d’attesa sono gli stessi, i documenti richiesti sono così pochi, la burocrazia insomma è così rapida e efficiente… Passiamo ora dalla burocrazia alla civiltà degli abitanti, parliamo delle “file”. Incredibile ma vero qui si rispettano le file, ad esempio, nell’accedere a una scala mobile di un supermercato può capitare che si formi una fila, in UK funziona che le persone formano una fila “prima” di accedere e poi una volta saliti si spostano sulla destra perché se qualcuno ha fretta può usare lo spazio a sinistra per arrivare più velocemente in cima alla scala. In Italia, la fila è stata sostituita, come spiega benissimo Marco Paolini in uno dei suoi spettacoli, da una figura geometrica chiamata “grumo fluido”, e cioè un accozzaglia di persone che si spingono per cercare di arrivare a mettere per primi il piedino sulla scala. Poi sulla scala uno sta a destra, uno a sinistra, uno al centro, che se hai fretta ti conviene farti spuntare le ali o usare un Jet Pack… Ultimo, ma non per importanza, il razzismo. In UK il razzismo non c’è, o almeno io non ho ancora trovato nessun esempio di razzismo, nè nella vita quotidiana nè nelle istituzioni. Dico questo perché nella nostra amatissima Italia di esempi ne abbiamo avuti un bel po’, con la storia dei migranti, oppure con il ministro Kyenge che si è sentita dare dell’orango da Calderoli… insomma anche secondo uno studio del Pew Research Center risalente all’anno scorso gli Italiani risultano essere i più razzisti d’Europa. Adesso mi fermo perché mi sta venendo un travasino di bile nel ricordarmi quanto siamo cafoni, disorganizzati e spesso pure sboroni. E pensare che per cultura, storia e natura potremmo essere il più bel paese del mondo…

PS: se qualcuno si sentisse offeso nella sua italianità sappia che non posso farci proprio niente, per me la realtà purtroppo è questa…